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Da Diotima a Angela Davis: riscopriamo le grandi filosofe

Ipazia di Alessandria (350-415 d.C.): illustrazione di Caterina Ferrante 
In un libro i ritratti di venti protagoniste che hanno fatto la storia del pensiero, dalla Grecia antica al mondo contemporaneo. E sono state troppo a lungo e ingiustamente dimenticate
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Diotima è una delle poche donne a comparire nei dialoghi di Platone: le discussioni con lei sulla natura dell'amore e della bellezza sono immortalate nel Simposio. Ban Zhao è la più grande intellettuale dell'antica Cina. Ipazia di Alessandria era una matematica, un'astronoma e una filosofa, sebbene la sua figura sia ancora avvolta nel mito. E poi c'è Lalla: che gli indù chiamano Lalleshwari e i musulmani Lalla Arifa. O Mary Wollstonecraft, il cui nome è associato al primo femminismo. Per arrivare alle universalmente note ma ugualmente sottovalutate, rispetto ai colleghi uomini, Hannah Arendt e Simone de Beauvoir.

Non è vero che le donne non sono state filosofe. Anzi, lo sono sempre state se pensiamo a Diotima, benché qualcuno ritenga che fu creata da Platone come espediente letterario per mostrare cosa significhi essere una persona che sa filosofare. È proprio per cercare di estirpare alla radice affermazi…

Diotima è una delle poche donne a comparire nei dialoghi di Platone: le discussioni con lei sulla natura dell'amore e della bellezza sono immortalate nel Simposio. Ban Zhao è la più grande intellettuale dell'antica Cina. Ipazia di Alessandria era una matematica, un'astronoma e una filosofa, sebbene la sua figura sia ancora avvolta nel mito. E poi c'è Lalla: che gli indù chiamano Lalleshwari e i musulmani Lalla Arifa. O Mary Wollstonecraft, il cui nome è associato al primo femminismo. Per arrivare alle universalmente note ma ugualmente sottovalutate, rispetto ai colleghi uomini, Hannah Arendt e Simone de Beauvoir.

Non è vero che le donne non sono state filosofe. Anzi, lo sono sempre state se pensiamo a Diotima, benché qualcuno ritenga che fu creata da Platone come espediente letterario per mostrare cosa significhi essere una persona che sa filosofare. È proprio per cercare di estirpare alla radice affermazioni come queste, per dare alle donne il posto che meritano e il giusto riconoscimento nella storia della filosofia che arriva ora in libreria un interessante volume intitolato non a caso Le regine della filosofia. Sottotitolo, quanto mai esplicativo, Eredità di donne che hanno fatto la storia del pensiero a cura di Lisa Whiting e Rebecca Buxton (Tlon editore), che raccoglie i saggi di tante altre studiose, docenti e ricercatrici, uno per ogni filosofa "riscoperta".

Tra le venti protagoniste, in un elenco che non potrà mai essere esaustivo come ci tengono a precisare le stesse autrici, infatti ci sono anche George Eliot (ovvero Mary Anne Evans), regina indiscussa della letteratura inglese, che però merita anche un posto come filosofa, e Mary Astell autrice nel Seicento di un trattato di filosofia femminista, Una seria proposta alle signore, che anticipa di un secolo quello della più nota Mary Wollstonecraft. E poi ci sono quelle vissute all'ombra dei mariti, come Harriet Tayler Mill il cui lavoro è sempre stato offuscato dalla statura del suo secondo marito John Stuart Mill di cui fu musa, collaboratrice, critica e coautrice. Del resto, la stessa Simone de Beauvoir per troppo tempo è stata considerata "una donna che ha scritto qualche romanzo e Il secondo sesso", niente più che "un'appendice di Jean Paul Sartre" e non una filosofa esistenzialista, come pure Hannah Arendt raccontata sempre a partire dalla sua relazione di gioventù con Martin Heidegger: è così infatti che vengono percepite da molti degli studenti con i quali le autrici hanno parlato durante i quattro anni di scrittura di questo libro.

Hannah Arendt (1906-1975) nasce da un'antica famiglia ebraico-tedesca di Hannover 

Non solo. Dalla Grecia antica all'ultimo secolo, ci sono anche alcune intellettuali ancora in vita come Angela Davis (1944), icona del Black Power americano, un'altra americana Anita Allen (1952) e Azizah Y. al-Hibri (1943), una delle più grandi filosofe islamiche dell'età moderna, studiosa dell'intreccio tra donne e islam, il cui lavoro in un'epoca di accesi dibattiti sul genere, ci mettono in guardia le autrici, dovrebbe essere riconosciuto come un contributo vitale alla filosofia contemporanea.

Il libro nasce da un dato di fatto, come sottolinea nella prefazione Maura Gancitano, autrice con Andrea Colamedici del bestseller Prendila con filosofia. Manuale di fioritura personale (HarperCollins): alle donne non è stato consentito di partecipare attivamente alla storia della filosofia, ma non è vero che non sono state filosofe. È lo stesso Platone, nella sua Repubblica, ad affermare che le donne sono capaci di governare la sua città-Stato ideale al pari degli uomini: un'affermazione decisamente all'avanguardia rispetto agli standard dell'epoca. Donne che potevano essere scelte per servire come "guardiane": che poi a distanza di duemila anni questi "re-filosofi", come li battezzò Platone, in grado di governare la sua Repubblica indicando il sentiero che conduce alla perfetta illuminazione filosofica, siano stati quasi soltanto uomini è un altro dato di fatto.

Diotima di Mantinea (400 a.C.): Platone l'ha inclusa come personaggio chiave in una delle sue opere più famose, il SImposio 

A conti fatti pare che ben poche donne siano diventate grandi filosofe, all'altezza della profezia di Platone. O, almeno, così sembra leggendo i libri di storia della filosofia, dove queste non compaiono affatto o su cento grandi pensatori al massimo due sono donne (come avviene in Philophy: 100 Essential Thinkers, citato dalle autrici, dove sono state inserite solo Mary Wollstonecraft e Simone de Beauvoir).

Simone de Beauvoir (1908-1986): nel 1949 pubblica uno dei libri più venduti nella storia della filosofia, Il secondo sesso 

Ovviamente una delle ragioni perché le donne sono state sottorappresentate nella storia della filosofia è perché per molto tempo, storicamente, venivano escluse dall'istruzione. Se pensiamo solo all'Italia la prima donna a laurearsi in filosofia all'università di Padova fu Elena Cornaro Piscopia nel 1678: purtroppo morì di tubercolosi solo sei anni dopo.

E le autrici, da brave ricercatrici quali sono, tirano fuori dati e numeri: dal Seicento le cose sono migliorate ma sono ancora pochi i dipartimenti universitari dove le donne arrivano a sfiorare il 50 per cento del personale di facoltà. Nel 2015 costituivano solo il 22 per cento degli insegnanti nelle migliori venti università americane. Anche se sempre più donne stanno muovendo i loro passi nel mondo maschile della filosofia, il numero di quelle che si trovano in cima alla piramide è ancora esiguo. Non solo: di queste la maggior parte sono bianche. Solo l'1 per cento degli insegnanti a tempo pieno di filosofia sono neri, solo il 17 per cento di loro sono donne.

Angela Davis (1944): l'icona del Black Power americano nasce a Birmingham, in Alabama 

Ancora maschile è il tradizionale "canone filosofico": Socrate, Platone, Aristotele, Cartesio, Hobbes, Locke, Hume, Rousseau, Kant, Nietzsche, Sartre... Le donne tutt'al più sono menzionate brevemente, solo in riferimento a una controparte maschile con cui hanno lavorato (o, lo abbiamo visto, hanno avuto una relazione) e nella migliore delle ipotesi come parte di un corso incentrato su "genere e filosofia".

Per pubblicare questo libro le due autrici hanno aperto una campagna di crowdfunding nel Regno Unito e "siamo state abbastanza fortunate da raggiungere la cifra necessaria per trasformare il nostro progetto in realtà", raccontano. "Ma quando abbiamo chiesto a qualche londinese di nominare tutti i filosofi che gli venivano in mente nessuno è riuscito a citare una singola donna. E uno di loro ha ammesso di studiare filosofia presso una nota università di Londra".

Ecco, è per provare a combattere questa percezione, per mettere in luce le vite e le opere di molte importanti donne filosofe che è nato questo testo: le pensatrici qui riunite sono diversissime tra loro, ognuna con le proprie idee. Alcune di loro le abbiamo già sentite nominare, altre le incontriamo qui forse per la prima volta. Non è necessario seguire un ordine cronologico per leggere questo libro. Purtroppo il volume non rappresenta un compendio esaustivo delle donne che si sono distinte nella storia della filosofia: si tratta di una selezione che si concentra in particolare su alcune figure del mondo anglofono degli ultimi due secoli, tralasciando i contributi di filosofe spagnole, italiane, francesi o tedesche. Proprio per questo, le autrici alla fine del libro hanno voluto inserire un elenco più ampio. Con una raccomandazione: "Vi incoraggiamo a cercarle e a esplorare le loro opere e le loro vite". Buona ricerca.

Il libro
Le regine della filosofia. Eredità di donne che hanno fatto la storia del pensiero di Lisa Whiting e Rebecca Buxton (Tlon, pagg. 230, euro 25)