Morto Dino Pedriali, il fotografo che mise a nudo Pasolini
E' morto a Roma, a 71 anni, il fotografo Dino Pedriali: era ricoverato in una casa di cura dalla scorsa estate, e se ne è andato con accanto il figlio Tristano. L'Italia perde così un personaggio schivo, ma anche un artista importante del panorama nazionale e non solo, la cui fama è legata soprattutto a Pier Paolo Pasolini: i suoi oltre cento scatti del grande scrittore, poeta e regista ucciso all'Idroscalo di Ostia nel novembre 1975, frutto di una collaborazione nata proprio poco prima della morte, sono un patrimonio storico del nostro Paese. E non è l'unico personaggio noto della cultura che ha ritratto nel corso della carriera: nel suo album figurano anche Alberto Moravia, Federico Fellini, Giorgio De Chirico, e personalità internazionali come Andy Warhol, Rudolf Nureyev e Man Ray.
Nato nella capitale nel 1950, Pedriali comincia a …
E' morto a Roma, a 71 anni, il fotografo Dino Pedriali: era ricoverato in una casa di cura dalla scorsa estate, e se ne è andato con accanto il figlio Tristano. L'Italia perde così un personaggio schivo, ma anche un artista importante del panorama nazionale e non solo, la cui fama è legata soprattutto a Pier Paolo Pasolini: i suoi oltre cento scatti del grande scrittore, poeta e regista ucciso all'Idroscalo di Ostia nel novembre 1975, frutto di una collaborazione nata proprio poco prima della morte, sono un patrimonio storico del nostro Paese. E non è l'unico personaggio noto della cultura che ha ritratto nel corso della carriera: nel suo album figurano anche Alberto Moravia, Federico Fellini, Giorgio De Chirico, e personalità internazionali come Andy Warhol, Rudolf Nureyev e Man Ray.
Nato nella capitale nel 1950, Pedriali comincia a lavorare molto giovane, nel giro di Luciano Anselmino e dalla sua galleria torinese, Il Fauno. Un ragazzo con un talento che si fa notare: infatti è lui che, all'inizio degli anni Settanta, fa da assistente a Man Ray, impegnato in un viaggio nel nostro Paese.
Ma torniamo a Pasolini. Tutto nasce nel 1975, quando lo scrittore convoca Dino nella sua casa di Chia, nel viterbese: sta lavorando a quello che diventerà il suo libro-testamento incompiuto, Petrolio, e sceglie il giovane fotografo romano per l'apparato fotografico a corredo del volume: lo immortala mentre dorme, mentre è nella sua Giulietta grigia o accanto alla macchina da scrivere Lettera 22, con gli occhiali o senza. E anche quando è nudo in giardino, in momenti intimi di solitudine. Tante immagini che diventeranno iconiche, e che Dino riproporrà in mostra anche a Roma, nel 2020
Negli anni successivi, Pedriali ritrae tanti altri personaggi, spesso scegliendo come modelli persone prese dalla strada, e usando il nudo come forma di comprensione dell'uomo; ed espone le sue opere in innumerevoli mostre, in Italia ma anche in altri paesi europei come la Germania e la Svezia. Ma non dimenticherà mai il legame con Pasolini: “Con lui non avrei fatto sesso, ma soltanto l’amore - ha detto lo scorso anno, in occasione della mostra romana - mi ero innamorato di lui, ma non ho mai avuto modo di poterlo esprimere".