Jack, Amelia e Xander i miei ragazzi coraggiosi: l'ultimo libro di Wilbur Smith
di Wilbur Smith , di Wilbur SmithLo squalo era grosso. Anche tenendo conto dell'effetto lente d'ingrandimento della maschera, mi è parso dovesse essere lungo tre metri buoni. Mi nuotava attorno svogliato, la bocca aperta a sufficienza perché potessi distinguere una fila spaventosa di denti affusolati. Aveva il dorso di un color bruno sporco con macchie ruggine lungo i fianchi, mentre il ventre era grigio pallido. E che mole! Ho faticato a rimanere saldo. Ero già abbastanza a corto di ossigeno e sapevo che andare in iperventilazione avrebbe esaurito quanto restava delle mie riserve in brevissimo tempo.
Tutti gli animali sono bravi a percepire il panico. Gli squali, suppongo, lo sono più degli altri. L'ultima cosa che volevo fare era trasmettergli l'assoluta impotenza che provavo. Perciò sono semplicemente rimasto lì a galleggiare, di fronte a quell'orribile predatore, facendo del mio meglio per restituirgli uno sguardo inespressivo.
A mano a mano che mett…
Lo squalo era grosso. Anche tenendo conto dell'effetto lente d'ingrandimento della maschera, mi è parso dovesse essere lungo tre metri buoni. Mi nuotava attorno svogliato, la bocca aperta a sufficienza perché potessi distinguere una fila spaventosa di denti affusolati. Aveva il dorso di un color bruno sporco con macchie ruggine lungo i fianchi, mentre il ventre era grigio pallido. E che mole! Ho faticato a rimanere saldo. Ero già abbastanza a corto di ossigeno e sapevo che andare in iperventilazione avrebbe esaurito quanto restava delle mie riserve in brevissimo tempo.
Tutti gli animali sono bravi a percepire il panico. Gli squali, suppongo, lo sono più degli altri. L'ultima cosa che volevo fare era trasmettergli l'assoluta impotenza che provavo. Perciò sono semplicemente rimasto lì a galleggiare, di fronte a quell'orribile predatore, facendo del mio meglio per restituirgli uno sguardo inespressivo.
A mano a mano che mettevo in atto questa notevole strategia di difesa, ho colto un movimento con la coda dell'occhio. Si stava avvicinando qualcosa di arancione. Amelia indossava un costume arancione. Sapevo che quella cosa era lei, ma non aveva senso. O meglio, avrebbe avuto senso solo se Amelia non avesse visto lo squalo che mi girava intorno. Xander, che esaminava il fondale lì vicino, evidentemente non l'aveva notato. Ma l'animale si trovava perfettamente nel campo visivo di Amelia. Perché diavolo gli stava nuotando incontro?
Ho interrotto la gara di sguardi con lo squalo, mentre cercavo di far affiorare un urlo di allarme. La laringe umana è molto meno efficace sott'acqua. Il mio urlo è suonato decisamente patetico e non ha fermato l'avanzata di Amelia.
Disperato, ho agitato le braccia - stavo ancora reggendo la bacchetta del metal detector a quanto pareva - ma anche se questo quantomeno ha attirato la sua attenzione, quando i nostri sguardi si sono incrociati - io avevo gli occhi sbarrati, lei sorridenti - lei mi ha superato a nuoto, tagliando per far deviare lo squalo.
Non ci potevo credere. Avevo il cuore in gola. Amelia non ha fatto gesti né ha colpito lo squalo, mentre si avvicinava, si è limitata a nuotare esattamente di fronte al pesce mostruoso, come se avesse lei la precedenza. Lo squalo ha virato in direzione di Xander per evitarla. Lui se n'è accorto ed è schizzato verso l'alto, con un'espressione di panico visibilissima anche attraverso la maschera. Per un disperato momento ho pensato che lo squalo si sarebbe girato e avrebbe attaccato. Ma con un altro colpo di coda si è rapidamente allontanato a trenta, cinquanta, cento metri di distanza, una macchiolina grigia ingoiata dal blu senza fine.
Amelia nuota nella squadra della contea. Nonostante l'attrezzatura da sub e il metal detector, ha fatto una specie di capriola e in un batter d'occhio stava già tornando indietro con lunghi colpi di pinna. Volevo gridarle qualcosa. Perché diamine aveva corso un rischio del genere? Ma avevo già dimostrato l'insensatezza di urlare sott'acqua, perciò ho dato il segnale della risalita.
Visto che non eravamo così in profondità e che eravamo stati in immersione poco più di venti minuti, risalendo non abbiamo dovuto fare lunghe pause di decompressione. In ogni caso, quella dilatazione mi ha calmato. Amelia aveva corso un rischio - un azzardo assurdo, in realtà, nuotare contro lo squalo in quel modo - ma non potevo negare che l'avesse fatto per aiutarmi.
Non appena ci siamo trovati tutti a galleggiare al sicuro in superficie, lei si è messa a ridere e ha detto: "Dovreste vedere le vostre facce!" e la rabbia è tornata a ribollirmi dentro. Per prendere tempo ho fatto un fischio a Pete sulla barca d'appoggio. Era ancorata lì vicino. Eravamo andati alla deriva lungo la costa e non saremmo dovuti rientrare prima di qualche altro minuto. All'erta come sempre, mi ha sentito, ci ha individuati e ha risposto al cenno.
"Le nostre facce?" ho detto. "Sei fortunata tu ad averne ancora una!". "Quella cosa era enorme" ha detto Xander, sbigottito. "Squalo toro" ha affermato Amelia come spiegazione. Quella precisazione non mi ha confortato: le parole toro e squalo per me restavano comunque preoccupanti.
Gliel'ho detto. "Ma non sono mica squali tigre. A uno di quelli non avrei mica detto dove andare. Gli squali toro sono innocui. A meno che tu non sia un pesce molto piccolo o qualcosa di già morto".
Copyright © Orion Mintaka (UK) Ltd, 2021. Originally published in the English language by Piccadilly Press, an imprint of Bonnier Books, UK. © 2021 HarperCollins Italia S.p.A., Milano
Il libro
Fulmine di Wilbur Smith con Chris Wakling (HarperCollins, traduzione di Paolo Maria Bonora, pagg. 320, euro 16, età: 10+). In libreria dal 25 novembre, è il secondo capitolo della saga per ragazzi "Le avventure di Jack Courtney", dopo Tempesta