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Un film per ogni emozione: un 'atlante' per le serate davanti allo schermo

Illustrazione di Diego Riselli 
Da "Quasi amici" a "Gli spietati": arriva una guida che propone la cinematerapia come cura per quando ci sentiamo traditi, disperati o abbiamo solo voglia di sognare a occhi aperti
5 minuti di lettura

Le motivazioni potrebbero essere infinite per capire se un film fa veramente al caso nostro. Di più: se fa veramente per noi in quel preciso momento, quando cioè proviamo quella determinata emozione e non un’altra. Per esempio, se abbiamo completamente perso la fiducia nel prossimo. O se ci sentiamo traditi nel profondo e non riusciamo più a fidarci di nessuno. Oppure quando pensiamo che tutti gli anni spesi sui libri siano stati inutili.

Ci sono centinaia di motivi per guardare o riguardare un grande film: Andrea Fiamma e Sebastiano Barcaroli provano a collegare a ogni pellicola uno stato d’animo ben preciso fornendoci una sorta di “atlante emotivo” delle nostre prossime serate davanti allo schermo, una bussola o stella polare capace di tradurre in film le diverse sensazioni del momento. Come dire, il film giusto al momento giusto.

L’arte in fondo, sostengono gli autori, è sempre stata lo specchio del nostro stato d’an…

Le motivazioni potrebbero essere infinite per capire se un film fa veramente al caso nostro. Di più: se fa veramente per noi in quel preciso momento, quando cioè proviamo quella determinata emozione e non un’altra. Per esempio, se abbiamo completamente perso la fiducia nel prossimo. O se ci sentiamo traditi nel profondo e non riusciamo più a fidarci di nessuno. Oppure quando pensiamo che tutti gli anni spesi sui libri siano stati inutili.

Ci sono centinaia di motivi per guardare o riguardare un grande film: Andrea Fiamma e Sebastiano Barcaroli provano a collegare a ogni pellicola uno stato d’animo ben preciso fornendoci una sorta di “atlante emotivo” delle nostre prossime serate davanti allo schermo, una bussola o stella polare capace di tradurre in film le diverse sensazioni del momento. Come dire, il film giusto al momento giusto.

L’arte in fondo, sostengono gli autori, è sempre stata lo specchio del nostro stato d’animo. Lo è la poesia, lo sono le canzoni che ci parlano se stiamo soffrendo, come pure un bel libro e un quadro di fronte al quale ci si commuove. Lo stesso accade con i film. Forse ancora di più perché permettono un’immedesimazione immediata, amplificando le nostre emozioni o facendoci subito capire cosa proviamo.

Alcuni sanno stupire, altri fanno piangere; possono aiutare a superare un trauma o ad affrontare una sfida. A volte fanno solo compagnia. Quelli raccolti dagli autori in questa utile quanto divertente guida intitolata Cinematerapia. Curarsi con i film sono stati scelti in base alla reazione emotiva a cui possono essere collegati: serena o violenta. Non sempre e non tutti gli stati emotivi possono essere “curati” guardando un film: in certi casi non è nemmeno corretto parlare di cura, ma magari di stato d’animo più adatto per recepire quella storia.

In mezzo a tante curiosità che ci forniscono sulle pellicole prescelte, l’ambizione degli autori è di associare a ogni film un’emozione, suggerendocene talvolta di nuove, come per esempio la riluttanza che si prova ad accettare l’aiuto di qualcuno, sfumatura emotiva che, a differenza nostra, ben conoscono invece i thailandesi.

Un consiglio su come usare questa guida: non è indispensabile andare per ordine, anzi meglio ancora aprire a caso e leggere il film che capita oppure, sarebbe questo lo scopo, lasciarsi ispirare dallo stato d’animo del momento. Una volta capito questo non resta che mettersi comodi sul divano (“oppure anche sghembi su uno sgabello se state meglio così”, scherzano gli autori), consultare il libro e premere il telecomando.

Per aiutarvi qui di seguito proviamo a suggerire dieci film e il relativo stato d’animo consigliato per trarre il massimo “profitto emotivo” dalla visione.

1. Quando hai completamente perso la fiducia nel prossimo…
Il film giusto da vedere è Quasi amici con François Cluzet e Omar Sy: la storia di un’amicizia che fa di tutto per non esistere ma che poi diventa uno dei legami più saldi tra due protagonisti che più diversi non si potrebbe. Un inno alla fiducia nelle relazioni umane. Ispirato a una storia vera è diventata una delle commedie francesi più famose e più amate.

La perdita di fiducia e il tradimento da parte di familiari o amici è uno degli stati d’animo che secondo gli autori può essere “curato” con diversi film. Tra i tanti proposti, se a tradirti è stato un amico basta rivedere Chiedimi se sono felice del trio Aldo, Giovanni e Giacomo: una storia comica, romantica e agrodolce di un’amicizia tra tre persone dove la parola lealtà è una componente importante, che viene però spesso messa a dura prova.

2. Quando vuoi ritrovare l’entusiasmo della fanciullezza…
Niente di meglio che (ri)vedere Star Wars: l’epopea fantascientifica in nove parti di Luke Skywalker che combatte contro il perfido Darth Vader, una generazione di eroi che lottano contro il male in una galassia lontana. Guardare questa saga è come fare il pieno di entusiasmo e di energia: azione, avventura, magia, meraviglia sono gli ingredienti che animano questi film. E non si contano i grandi attori coinvolti: da Harrison Ford a Ewan McGregor a Carrie Fisher.

3. Quando pensi di non cogliere al volo le occasioni che la vita ti offre…
La cura esiste e si chiama Forrest Gump, un film che fin da quando uscì nel 1994 si impose come un classico feel good movie, ovvero una storia piena di buoni sentimenti che lascia estasiati gli spettatori. Guardando il film di sicuro si allena la propria empatia e alla fine si comprende che il successo si ottiene a prescindere dalle proprie condizioni di partenza grazie anche a coraggio, bontà e costanza. E soprattutto resta indelebile nella memoria l’immagine di Tom Hanks seduto su una panchina che racconta la storia della sua vita agli sconosciuti che aspettano il bus. Un successo di Robert Zemeckis.

4. Per combattere ogni pregiudizio…
Il film adatto è Pleasantiville con Tobey Maguire e Reese Witherspoon nei panni di due ragazzi, fratello e sorella, che finiscono nel mondo di una sitcom anni Cinquanta e ne sfidano le convenzioni. Una fiaba post-moderna sul più arcaico dei conflitti, quello tra la minoranza che reclama diritti e la maggioranza che teme di perdere i propri. La visione di questo film è la cura per ogni forma di razzismo “filtrata dalla sensibilità americana per le sitcom”, assicurano gli autori

5. Se stai meditando vendetta…
Allora puoi vedere Gli spietati: un classico di e con Clint Eastwood, affiancato da Morgan Freeman e Gene Hackman: a fine visione avrai perso ogni istinto vendicativo perché ogni desiderio di ritorsione si traduce in una situazione peggiore della precedente e crea altra vendetta, in un circolo vizioso senza fine e senza soddisfazione da parte di nessuno. Vincitore dell’Oscar come miglior regista, Clint Eastwood in questo film rende omaggio a Sergio Leone e Don Siegel, che ringrazia nei titoli di coda. “Violento e crepuscolare, i paesaggi sono ripresi spesso in controluce e comunicano desolazione e minaccia, così come i volti dei personaggi sono spesso in ombra, a indicare la natura oscura dei loro animi”.

6. Quando prende l’ansia da palcoscenico…
Niente di meglio che affidarsi a Il discorso del Re con un Colin Firth completamente credibile nella parte dell’impacciato re d’Inghilterra Giorgio VI che, salito inaspettatamente al trono dopo la rinuncia del fratello, deve affrontare la sua balbuzie impreparato com’è ad avere puntati su di sé gli occhi del mondo. La sua storia è la testimonianza perfetta che con la volontà si può combattere ogni forma di agitazione e ansia da prestazione.

7. Se non ti senti realizzato…
Ecco un altro classico che non ti stancheresti mai di vedere: Quarto potere di Orson Welles. Nel suo primo film da regista (è del 1941), dove ricoprì anche il ruolo di protagonista e sceneggiatore, Welles racconta ascesa e caduta del magnate ed editore Kane, capace di costruire un impero ma non una relazione duratura, che sia d’amore o di amicizia. Una potente lezione su quanto lontano possono portare ambizione e amor proprio, ma anche su quanto possiamo sentirci soli e isolati dal mondo se pensiamo solo a noi stessi e, in ultima analisi, su quanto può diventare futile la ricerca del successo.

8. Quando la vita ti manda al tappeto e non hai la forza di rialzarti…
Non resta che lasciarsi ispirare da Rocky: il primo film è del 1976 ed è un’iniezione di incoraggiamento che arriva dritta al cuore. Rocky è un pugile di periferia che vediamo povero e alienato, vive in un brutto appartamento, ha un lavoro ingrato, è solo, viene insultato. Ma poi ottiene la sua possibilità di sfondare. È la migliore versione del perdente su cui nessuno scommetterebbe mai che, mosso dall’ambizione, trova dentro di sé la forza per reagire alle sfortune della vita. E come il suo personaggio anche Sylvester Stallone, che partiva quasi come lui con pochi soldi e sempre alla ricerca di lavoro, da allora ne ha fatta di strada.

9. Se ti capita spesso di sognare a occhi aperti…
Il film giusto è Il favoloso mondo di Amélie diventato uno dei film francesi più amati di sempre, quello che ha lanciato nel 2001 Audrey Tautou nei panni di questa protagonista così naïf, assolutamente sopra le righe, che è entrata nel cuore del pubblico. Ciò che la contraddistingue è la capacità di meravigliarsi ancora per le piccole e grandi cose della vita, tutto diventa oggetto di stupore, e di felicità. Attraverso i suoi occhi, anche noi siamo portati a osservare il mondo con uno sguardo nuovo e sognante che si specchia nelle inquadrature esagerate e il montaggio a volte frenetico che il regista, Jean-Pierre Jeunet, ci regala.

10. Infine… quando senti di non avere uno scopo nella vita…
C’è un cartone animato recente un po’ atipico, perché rivolto più a un pubblico adulto, benché godibile anche dai bambini che avranno tempo per capirne le sfumature più sottili, ed è Soul di Pete Docter, regista anche di Monster&Co., Up e Inside Out. La storia ruota intorno ai dubbi esistenziali del protagonista, un insegnante di musica con il sogno di diventare però musicista, che caduto in un tombino e finito in un limbo tra la vita e la morte si (e ci) domanda quale sia il senso della nostra esistenza. Intenzionato a tornare sulla Terra e scambiato per un mentore, infatti viene assegnato alla formazione di 22, un’anima cinica che ha sempre vissuto in questo “Antemondo” e fa di tutto per evitare di vivere. Il rapporto tra i due, come insegnante e alunna, o padre e figlia, è uno dei momenti più coinvolgenti del film. Buona visione.

Il libro
Cinematerapia. Curarsi con i film . Rimedi cinematografici per ogni stato d'animo di Andrea Fiamma e Sebastiano Barcaroli (Newton Compton, illustrazioni di Diego Riselli, pagine 288, euro 14)