Un libro racconta le "Case milanesissime": ma davvero vogliamo abitare così?
di Luca Martinelli , di Luca MartinelliIl "Monolocale a 7 fermate dalla Stazione Centrale", proposto a 800 euro al mese più l'abbonamento, è senz'altro uno degli annunci immobiliari più divertenti del libro "Case milanesissime", firmato da Alvar Altissimo e pubblicato da Corraini (116 pp., 13 euro). Giocando sul cliché legato alla centralità di una casa in affitto, l'autore colloca il monolocale tra i binari dell'alta velocità della stazione di Napoli Afragola, a sette stazioni da quella di partenza, a Milano. Altissimo ha scelto un nome d'arte che è una parodia di quello, reale, del grande architetto finlandese, maestro del Movimento Moderno, a cui Milano ha dedicato anche una piazza nel quartiere di Porta Nuova. Il suo nome di battesimo è Fabrizio Esposito, ha 28 anni, e dopo esserli laureato al Politecnico di Milano è tornato a vivere nella sua città, Napoli. Da quell'esperienza ("avevo una casa bella e…
Il "Monolocale a 7 fermate dalla Stazione Centrale", proposto a 800 euro al mese più l'abbonamento, è senz'altro uno degli annunci immobiliari più divertenti del libro "Case milanesissime", firmato da Alvar Altissimo e pubblicato da Corraini (116 pp., 13 euro). Giocando sul cliché legato alla centralità di una casa in affitto, l'autore colloca il monolocale tra i binari dell'alta velocità della stazione di Napoli Afragola, a sette stazioni da quella di partenza, a Milano. Altissimo ha scelto un nome d'arte che è una parodia di quello, reale, del grande architetto finlandese, maestro del Movimento Moderno, a cui Milano ha dedicato anche una piazza nel quartiere di Porta Nuova. Il suo nome di battesimo è Fabrizio Esposito, ha 28 anni, e dopo esserli laureato al Politecnico di Milano è tornato a vivere nella sua città, Napoli. Da quell'esperienza ("avevo una casa bella e agevole, ma ne ne ho viste molte di amici, situazioni davvero improponibili"), da una pagina Facebook a nome Alvar Altissimo aperta nel 2016 e dalla sua riflessione sull'abitare è nato questo libro, il cui sottotitolo è "Piante dell'abitare del XXI secolo". Per cento pagine scorrono le rappresentazioni cartografiche di improbabili immobili in affitto a Milano, seguite da un testo di Cino Zucchi, architetto, docente al Politecnico di Milano e fondatore dello studio di architettura CZA-Cino Zucchi Architetti. "Le piante surreali, o meglio iperreali che illustrano gli appartamenti immaginari offerti in locazione o vendita da una Milano in eterna attesa di farsi ammettere nel club delle grandi capitali europei diventano così un elemento di riflessione critica sulla dimensione abitativa della metrpoli" scrive Zucchi.
Come, quando e perché è nata l'esigenza di un libro di satira sull'abitare a Milano nel XXI secolo?
"Anche se non mi occupo di residenziale, nell’architettura delle città la questione dell'abitare è cruciale. Questo libro ha preso tra il primo e il secondo lockdown, quando ho immaginato il progetto "la casa lockdown", che richiamava tutti i cliché che sono stati detti intorno alla casa ideale. Ho così disegnato questa abitazione con un balcone gigantesco e un letto in una stanza piccola piccola (un altro esempio è la "Ampia camera aerata" a p. 37). Poco dopo mi è venuta in mente di allargare l'analisi, perché indpendentemente dal lockdown in città è un problema che si viva in certe condizioni. Avrei potuto raccogliere in modo analitico in un catalogo un elenco di annunci reali e case reali, ma credo che lo strumento della satira aiuti meglio ad affrontare tematiche, perché esagerando la realtà aiuta a capire problematiche e urgenze. "Case milanesissime" è nato per la necessità di catalogare tutte le condizioni dell’abitare milanese, ma in realtà della metropoli in generale. Nascono così situazioni peculiari, raggruppate per tematiche: la vicinanza ai mezzi pubblici, con il letto sulla banchina della metro ("Camera zona Loreto", p. 48) o la casa nei pressi di Linate, nell'hangar dell’aereo ("Bilocale nei pressi di Linate", p. 51); o all'ufficio, con la casa nell'intercapedine di un palazzo di Porta Nuova".
Che cosa muove la scelta di concentrarsi sull'affitto e non (anche) su annunci degli immobili in vendita?
"È legata a una condizione di precarietà che viviamo in generale in questo momento storico. L'affitto è necessariamente una cosa temporanea e fotografa la precarietà della condizione metropolitana: uno viene a Milano ma non ha interesse a restarci per tutta la vita e magari nemmeno per dieci anni. E poi la condizione dell’affitto è quella in cui il proprietario di una casa ricava il maggior numero di stanze possibili per per incassare un canone più alto creando situazioni assurde ("Casa per cinque studenti", p. 66; "Casa per famiglia allargata", p. 67). Quando si sceglie di vendere difficilmente si trovano situazione rimediate o, addirittura, abusive".
Crede che le iperreali "Case milanesissime" siano un problema legato ai modi di architetti e progettisti o invece una "questione politica", che investe il modo di pensare la città?
"Penso che sia una questione culturale e non progettuale e mi auguro che il tipo di case che ho disegnato non siano pensabili da architetti, ma da persone che hanno deciso di mettere in affitto le proprie abitazioni per massimizzare il profitto. Mi diverto però a prendere in giro anche alcuni cliché degli architetti, con soluzioni progettuali un po’ strane. È molto importante, nel testo di Zucchi, il passaggio che fa riferimento all’Esame di Stato per diventare Architetto. C’è un problema: l’architetto deve dimostrare di essere un super tecnico e di sapere una serie di cose normative e fare considerazioni strutturali e tecniche, che sono importanti, ma l’estremizzazione di questo procedurismo crea queste condizioni abitative qualitativamente scarse di cui le nostre città sono piene, purtroppo".
Se dovesse scegliere, lei in quale di queste case andrebbe ad abitare?
"In nessuna di quelle proposte. Sono tutte, volutamente, non vivibili. Di sicuro alcune potrebbero essere più divertenti, come quella col tapis roulant".
È l'Appartamento della Milano che non si ferma, in via Fermi, offerto a 100 euro al km/h. A pagina 47. TAAC.
"Case milanesissime" di Alvar Altissimo (Corraini, pagg. 120, euro 13)