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Vargas Llosa: "Madame Bovary mi ha liberato"

Stand alla Nuvola di Fuksas 
Il premio Nobel ospite a “Più libri più liberi” rivela qual è stato il suo libro del cuore. Appello per Zaki. Folla alla Nuvola  
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Lui, l'ospite d'onore della seconda giornata di Più libri più liberi, il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, dice a Repubblica che il suo libro del cuore, quello che lo ha "liberato", è Madame Bovary di Gustave Flaubert: "È il più importante della mia vita". E alla Nuvola di Fuksas lo scrittore di Avventure della ragazza cattiva è venuto a parlare proprio del potere dei libri: "La letteratura è la più grande espressione di libertà - dice - e infatti fiorisce lontana dai sistemi di censura che invece la impoveriscono".


Invitato a Roma dall'organizzazione internazionale italo-latino americana a consegnare il nuovo riconoscimento "IILa Letteratura 2021", Llosa ha premiato la scrittrice Samanta Schweblin, pubblicata da Sur, e la traduttrice Laura Scarabelli. Amatissimo in Italia, lo scrittore peruviano, in una conversazione con l'ambasciatore della Repub…

Lui, l'ospite d'onore della seconda giornata di Più libri più liberi, il premio Nobel per la letteratura Mario Vargas Llosa, dice a Repubblica che il suo libro del cuore, quello che lo ha "liberato", è Madame Bovary di Gustave Flaubert: "È il più importante della mia vita". E alla Nuvola di Fuksas lo scrittore di Avventure della ragazza cattiva è venuto a parlare proprio del potere dei libri: "La letteratura è la più grande espressione di libertà - dice - e infatti fiorisce lontana dai sistemi di censura che invece la impoveriscono".


Invitato a Roma dall'organizzazione internazionale italo-latino americana a consegnare il nuovo riconoscimento "IILa Letteratura 2021", Llosa ha premiato la scrittrice Samanta Schweblin, pubblicata da Sur, e la traduttrice Laura Scarabelli. Amatissimo in Italia, lo scrittore peruviano, in una conversazione con l'ambasciatore della Repubblica Domenicana in Italia Tony Raful Tejada, ha raccontato come è nato il suo ultimo romanzo Tempi duri, un titolo che evoca l'epoca che stiamo vivendo.


"La pandemia ha contribuito a creare molte incertezze. La gente rifiuta le preoccupazioni e il rischio che corriamo è di ritrovarci a vivere in un tempo frivolo, dove anche l'offerta culturale, se pure ampia, viene privata delle sue radici più profonde". Ma c'è speranza. Perché, almeno a sentire Llosa la pandemia ha anche aiutato molte persone a riavvicinarsi alla lettura: "Ci siamo ritrovati chiusi in casa e ci siamo aggrappati ai libri. Lo dimostrano i dati sulle vendite di diversi paesi. E questo è un bene, perché solo la cultura crea le basi per la libertà".

Vargas Llosa alla fiera Plpl 


Il premio Nobel ha rivelato che sta lavorando a un saggio sul narratore spagnolo Benito Pérez Galdós, morto un secolo fa e poco conosciuto in Europa e ha detto che spera di tornare presto in Italia: "Ho vissuto due mesi a Firenze: vorrei creare un filo diretto con i miei lettori". Tempi duri ripercorre il colpo di Stato che nel 1954 in Guatemala fece cadere il governo riformista di Jacobo Arbenz per mettere al suo posto un dittatore gradito alla Cia e alla United Fruit Company, la futura Chiquita, grazie a una grande fake news che fece passare Arbenz per un comunista al servizio dell'Urss. "Un giorno della mia vita arrivo nella Repubblica Domenicana e subito vengo invitato a una cena da una signora. Non avevo idea che fosse una cena con più invitati, non me lo aspettavo e questo mi aveva irritato. Ma fui avvicinato da un uomo che mi disse che aveva una storia per me". Era proprio Tony Raful Tejada, col quale ieri Llosa ha conversato in un appuntamento da tutto esaurito che si è chiuso con la piccola contestazione di un gruppo di donne.


Il tema dell'edizione numero venti, "Libertà", è stato il filo conduttore della domenica in fiera che ha avuto un altro momento di grande partecipazione: l'incontro con la sorella di Patrick Zaki, in collegamento dal Cairo, e col miglior amico dello studente detenuto in Egitto Mohamed Hazem Abbas che ha raccontato che Zaki è stato brutalmente picchiato durante il trasferimento dalla prigione del Cairo a quella di Mansura, dove è stato portato in vista del processo fissato per domani. Abbas lancia un appello: "Dal processo non ci aspettiamo molto perché non c'è stata abbastanza pressione sul governo egiziano. Per questo chiediamo che tutti siano la voce di Patrick e dei 60mila prigionieri politici in Egitto".


La seconda giornata di Più libri più liberi ha confermato la grande affluenza. Folla a tutti gli appuntamenti dell'Arena Robinson. La scrittrice bestseller Stefania Auci ha raccontato le eroine del fantastico. Antonio Calò, il prof trevigiano che con la moglie Nicoletta ha accolto sei ragazzi migranti, ha parlato di come l'accoglienza può diventare una risorsa. Nel pomeriggio Michela Marzano ha affrontato il delicato tema dei legami familiari parlando della difficile scoperta di essere nipote di un nonno fascista. La scrittrice Viola Ardone, attraverso Natalia Ginzburg, si è confrontata su lessico e femminismo, mentre Dario Olivero e Corrado Augias hanno calato la Bibbia nell'attualità. E ancora Sergio Rubini sull'eredità di De Filippo e il confronto tra Francesco Filippi e Concetto Vecchio sulle fake news. Oggi l'Arena apre con la rassegna stampa. Durante la giornata si alterneranno Gianluca Di Feo e Mario Consani, che si interrogheranno su Tangentopoli, Matteo Nucci che racconterà il mito della cicala nel Fedro di Platone. Alle 16 un appuntamento sul manga al quale parteciperanno Lrnz, Roberto Recchioni, Claudia Bovini, Marco Schiavone moderati da Luca Valtorta. E ancora Stefano Bartezzaghi su creatività e cruciverba e infine il poeta Valerio Magrelli con Paolo Di Paolo su Montaigne. Fuori dall'Arena, alle 19 in Auditorium è atteso Jorit, lo street artist considerato il Banksy italiano, che dialogherà con Stefania Parmeggiani.