Opera di Roma prove tecniche di futuro
di Corrado Augias , di Corrado AugiasSabato 20 novembre l'Opera di Roma ha aperto la stagione con una novità assoluta, Julius Caesar di Giorgio Battistelli. Un'opera nuova di questi tempi è un'ardua scommessa. Alla fine, venti minuti d'applausi - veri. Merito del maestro Battistelli, più di trenta opere alle spalle tra le quali una trilogia scespiriana che avrà come prossima tappa il poco conosciuto Pericle; ma anche merito della squadra, come si usa dire oggi. Daniele Gatti dal podio ha dato una lettura scandita e sicura, esemplare impasto di sonorità. Basta pensare che dovendosi tenere certe distanze in buca, le percussioni erano state sistemate in un palco, in pratica sopra le orecchie degli spettatori. Gran lavoro per equilibrarle.
Succede però che i due principali punti di riferimento della squadra sono in partenza: il sovrintendente Carlo Fuortes è passato alla Rai, il maestro Gatti andrà al Maggio. Dunque, tempo di novità e di bilanci.…
Sabato 20 novembre l'Opera di Roma ha aperto la stagione con una novità assoluta, Julius Caesar di Giorgio Battistelli. Un'opera nuova di questi tempi è un'ardua scommessa. Alla fine, venti minuti d'applausi - veri. Merito del maestro Battistelli, più di trenta opere alle spalle tra le quali una trilogia scespiriana che avrà come prossima tappa il poco conosciuto Pericle; ma anche merito della squadra, come si usa dire oggi. Daniele Gatti dal podio ha dato una lettura scandita e sicura, esemplare impasto di sonorità. Basta pensare che dovendosi tenere certe distanze in buca, le percussioni erano state sistemate in un palco, in pratica sopra le orecchie degli spettatori. Gran lavoro per equilibrarle.
Succede però che i due principali punti di riferimento della squadra sono in partenza: il sovrintendente Carlo Fuortes è passato alla Rai, il maestro Gatti andrà al Maggio. Dunque, tempo di novità e di bilanci. Il teatro lirico, il recitar cantando, è stato da sempre lo spettacolo più complesso e costoso: cantanti, attori, coro, balletto, direzione musicale, regia, scene, costumi, luci. L'Opera di Roma chiude la gestione Fuortes con un bilancio artistico positivo e incassi raddoppiati: da 7 a 15 milioni (dati 2019, prima della pandemia).
Nei suoi otto anni di gestione, il grande repertorio è andato insieme alle novità. Non solo il recentissimo Julius Caesar ma, per esempio, Le Bassaridi di Hans Werner Henze, opera in un atto su libretto di W. H. Auden tratto da Le Baccanti di Euripide. Fu anche quello un successo (novembre 2015) anche grazie alla regia di Mario Martone. Nel teatro lirico, compositore, direttore e regista o sono tre facce d'un progetto condiviso o non funzionano. Qualche lettore di Repubblica ricorderà le polemiche per il Rigoletto firmato da Damiano Michieletto al Circo Massimo.
C'era il confinamento da Covid, la scelta era rinunciare o inventare una cosa nuova. Si allestì un palco smisurato, 1.500 metri quadrati, il triplo di quello del teatro. Michieletto lo riempì con auto anni Ottanta, una giostra gestita da Rigoletto, una roulotte da giostrai come sua abitazione. L'aria era un po' quella della mala del Brenta, alcuni operatori in scena riprendevano gli interpreti proiettando i loro primi piani su uno schermo - tra l'altro spingendoli a recitare davvero non solo a cantare. L'allestimento era stato appoggiato da Fuortes e condiviso da Gatti, eccellente il risultato, polemiche comprese. Qualcuno rimpianse il gotico ferrigno del palazzo ducale di Mantova, le cupe ombre medievali, i pugnali sotto il giustacuore, molti invece furono colpiti dalla novità; lo fu per esempio un gruppo di ventenni che sedevano non lontano da me. Alla fine, entusiasti. A che serve l'opera se non riesce ad entusiasmare dei ventenni? Un progetto nato dalla necessità, si trasformò in una prova di futuro.
Infatti, dopo quell'idea ne vennero altre che Carlo Fuortes e Mario Martone, ognuno per la sua parte, hanno tradotto in spettacoli innovativi. Traviata e Barbiere, mandate in onda in un'ora adatta sulla rete giusta (Raitre) sono state apprezzate da un milione di spettatori. Martone ha immaginato allestimenti che erano teatro dal vivo e ripresa filmata. L'azione del Barbiere si svolgeva nella platea svuotata e trasformata in una foresta di funi intrecciate e annodate, simbolo della condizione di Rosina, fino alla sua finale liberazione. Grande effetto scenografico. Gli obblighi della pandemia avevano fatto nascere un modo nuovo di pensare lo spettacolo lirico.
È possibile che queste stimolanti novità ricompaiano a marzo (Covid permettendo) con la Turandot dell'artista dissidente cinese Ai Weiwei, per la prima volta in una regia lirica. Allestimento già pronto nel 2020, poi impedito dal confinamento. In che modo un artista cinese interpreterà la Cina immaginata da Carlo Gozzi e da Puccini? Potrebbero esserci parecchie sorprese. Di curiosità ce ne fu sicuramente molta per la Traviata con la regia di Sofia Coppola. Anche se la scena del brindisi ricordava più Beverly Hills che la Parigi tra Luigi Filippo e Seconda Repubblica, l'evento ebbe grande richiamo anche per i sontuosi costumi disegnati da Valentino. In platea c'era mezza Hollywood, in testa Francis Ford, padre di Sofia. L'opera - ogni tanto - ha bisogno anche di questo. Bisogna risalire alla lontana direzione del maestro Bogianckino per ritrovare una tale effervescenza in una città assai poco incline alla musica.
Di questo rinnovamento, il maestro Gatti è stato ottimo interprete, sicuro nella lettura analitica delle partiture e nella direzione dei cantanti, pronto a collaborare con le innovazioni dei registi, purché appropriate. Durante il preludio del Barbiere s'è fatto filmare mentre attraversava Roma in scooter per portare in teatro Figaro, bacinella compresa.
Sul podio ora salirà il maestro Michele Mariotti, nato nel 1979. Prima di lasciare, Carlo Fuortes lo ha scritturato come direttore stabile (2022-25) strappandolo alla concorrenza. Per il sovrintendente c'è ancora qualche incertezza sul nome di Francesco Giambrone. Buone comunque le possibilità che il teatro romano, la sua orchestra ormai matura, continuino con gli stimolanti segni di vita degli ultimi anni.