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Erik il vichingo

"Nel deserto di New York". Cinquantadue storie per vivere un anno, seppur virtualmente, nella Grande Mela. Racconto numero 15
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Mi piace spaventarli, e mi è piaciuto sin sa bambino, quando mi sfottevano per il mio labbro leporino e io mi avvicinavo e cercavo di morderli.

Poi un giorno un tipo mi ha spaccato il naso e ora me lo tengo così, enorme e spappolato, con un cerotto che non serve più. Anche questo spaventa.

I miei genitori mi hanno chiamato Eric, ma io ho cambiato la c con una k, perché così posso sembrare davvero un vichingo, come mi ha detto Gina, la ragazza con cui sono andato più spesso. All’inizio mi faceva pagare 100 dollari, poi ha dimezzato il prezzo, e alla fine non mi faceva pagare niente. Si era affezionata.

È stato quello il momento in cui ho deciso di ucciderla, ma non preoccupatevi: nessuno è mai venuto a cercarmi, né a cercare lei. Questa città è un deserto, è facile scomparire.

Ora passo molte ore in metropolitana senza far niente: mi limito a star fermo sulla porta con le punte dei piedi che c…

Mi piace spaventarli, e mi è piaciuto sin sa bambino, quando mi sfottevano per il mio labbro leporino e io mi avvicinavo e cercavo di morderli.

Poi un giorno un tipo mi ha spaccato il naso e ora me lo tengo così, enorme e spappolato, con un cerotto che non serve più. Anche questo spaventa.

I miei genitori mi hanno chiamato Eric, ma io ho cambiato la c con una k, perché così posso sembrare davvero un vichingo, come mi ha detto Gina, la ragazza con cui sono andato più spesso. All’inizio mi faceva pagare 100 dollari, poi ha dimezzato il prezzo, e alla fine non mi faceva pagare niente. Si era affezionata.

È stato quello il momento in cui ho deciso di ucciderla, ma non preoccupatevi: nessuno è mai venuto a cercarmi, né a cercare lei. Questa città è un deserto, è facile scomparire.

Ora passo molte ore in metropolitana senza far niente: mi limito a star fermo sulla porta con le punte dei piedi che convergono. Ho scoperto che è una posa che fa ancora più paura, se si è alti come me.

Mi diverto a vedere gli sguardi turbati, gli occhi che si voltano altrove e le persone che cominciano a cercare un altro posto. Ma io non faccio nulla, ve lo giuro. Sono quasi sempre gli uomini ad andar via per primi, le donne hanno sempre più coraggio.

Anche Gina lo ha avuto, e prima di chiudere gli occhi mi ha detto io ti amo anche adesso Erik, e ti perdono, perché non sai quello che stai facendo.