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La collana

Maigret il commissario del popolo

Maigret il commissario del popolo
In edicola con Repubblica fino al 3 maggio ogni settimana alcuni dei romanzi con il protagonista che ha reso celebre Georges Simenon in tutto il mondo
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Scriveva i suoi romanzi, molto densi, in pochi giorni. Voleva dare voce, per usare una sua espressione, al "popolo nudo" raccontando gli esseri umani dietro la maschera che a volte s'indossa. Si svegliava all'alba per scrivere, mischiava whisky e tè, all'inizio usava degli pseudonimi - Georges Sim - ha cambiato trentatré residenze, compresa la splendida Place des Vosges, ed era inquieto anche nel privato. Parliamo di uno dei grandi della letteratura del Novecento, ancora molto letto e tradotto: Georges Simenon, protagonista di una nuova collana di Repubblica initolata "Simenon - Le inchieste di Maigret".

Da oggi al 3 maggio sarà possibile leggere (o rileggere) ogni settimana le principali opere su Jules Maigret, il commissario di polizia francese che ha reso celebre Simenon in tutto il mondo, attraverso venti famosi gialli che lo vedono protagonista, da Il cavallante della "Providence", in edicola oggi, all'ultimo titolo della collana, La pazza di Maigret (edizione speciale GEDI - la Repubblica, edizioni originali Adelphi, 8,90 euro più il prezzo del quotidiano).

Uscito per la prima volta nel 1931, Il cavallante della "Providence" prende spunto dall'uccisione di una donna, che un cavallante trova frugando nella paglia di una stalla. Ma cosa ci faceva la vittima - "con gli orecchini di perle, il braccialetto firmato, le scarpe di camoscio bianco" come scrive Simenon - lì? Perché i cavallanti non hanno sentito niente? Chi la voleva morta?

Ne La pazza di Maigret una donna di ottantasei anni chiede aiuto al commissario: "Vede, la cosa più importante è che lei sappia che non sono pazza" gli dice, confidandogli di sentirsi in pericolo perché qualcuno entra nella sua casa e rovista fra la sua roba. "Come lo sa?" le chiede Maigret. "Perché non la ritrovo al posto giusto. Io sono una maniaca dell'ordine. In casa mia ogni oggetto ha il suo posto preciso da più di quarant'anni" risponde la donna.

Tra gli altri libri che fanno parte di questa iniziativa speciale, con bellissime copertine sui toni del giallo e del nero, c'è anche Pietr il Lettone, in edicola martedì prossimo, pubblicato per la prima volta sempre nel 1931, debutto ufficiale di Maigret. "Non che somigliasse ai poliziotti resi popolari dalle caricature. Non aveva né baffi né scarpe a doppia suola. Portava abiti di lana fine e di buon taglio. Inoltre si radeva ogni mattina e aveva mani curate... Era enorme e di ossatura robusta. Muscoli duri risaltavano sotto la giacca e deformavano in poco tempo anche i pantaloni più nuovi. Aveva in particolare un modo tutto suo di piazzarsi in un posto che era talora risultato sgradevole persino a molti colleghi" leggiamo.

Scorrendo le prossime uscite, il 4 gennaio toccherà a Il caso Saint-Fiacre e l'11 gennaio a un giallo il cui titolo è diventato un modo di dire, Il porto delle nebbie. Un uomo di una cinquantina d'anni viene fermato sui Grands Boulevards mentre si aggira in preda al panico fra autobus e macchine. Non ha documenti e dai suoi abiti sono state strappate le etichette. Non riesce a parlare. Qualche mese prima una pallottola gli ha spaccato il cranio, trasformandolo in una figura senza identità e senza memoria. In compagnia di questa muta silhouette, il commissario Maigret s'immergerà nelle nebbie silenziose di Ouistreham, per sciogliere un enigma simile al brumoso paesaggio normanno: "Alcuni istanti prima tutto sembrava morto, deserto. E adesso Maigret, che cammina lungo la chiusa, si accorge che la nebbia pullula di forme umane... Più avanza e più quell'universo di nebbia si popola".

Altra atmosfera, ma stessa tensione narrativa, in Liberty Bar, diciassettesima inchiesta di Maigret, in edicola il 18 gennaio, con la Costa Azzurra sullo sfondo tra luci e molte ombre. Anche lì il commissario è vestito di nero con la bombetta, come a Parigi. Vorrebbe godersi il mood vacanziero ma non può: c'è sempre un delitto da risolvere. "Scrivere non è una professione, ma una vocazione di infelicità" direbbe Simenon, nato a Liegi nel 1903, scomparso a Losanna nel 1989, finalmente rivalutato anche da quella critica che a lungo non gli ha perdonato, come avviene spesso, il successo. "È meno facile di quanto si creda piacere alle persone colte pur rimanendo comprensibile per quelle semplici", spiegava. Poi avrebbe concluso con una dichiarazione perfetta per il periodo che stiamo vivendo: "Bisogna accettare la vita come viene. Lei è più forte di noi".

 

La collana
Da oggi al 3 maggio ogni settimana in edicola alcuni dei romanzi con protagonista Jules Maigret, il commissario di polizia che ha reso celebre Georges Simenon in tutto il mondo. Prima uscita Il cavallante della «Providence» mentre l’ultimo titolo della collana sarà La pazza di Maigret (edizione speciale GEDI – la Repubblica, edizioni originali Adelphi, 8,90 euro più il prezzo del quotidiano).