George
di Antonio Monda , di Antonio MondaGli ultimi saranno i primi, non ricordo più chi l’ha detto, e quindi potrei stare tranquillo, se soltanto credessi che le parole abbiano un senso. Figurarsi le promesse. A volte mi chiedo se chi ha detto una cosa del genere lo abbia fatto per tenere buone le persone come me.
Ma io non ho rabbia né alcun senso di rivalsa, solo fame, e mi chiedo solo è se possa essere considerato davvero l’ultimo, perché anche quello sarebbe un primato.
Vivo di rifiuti, e la gente mi scansa, si vergogna della mia presenza. Non ho fatto mai nulla di cattivo, ma il mio aspetto, e il modo in cui vivo, sono sufficienti perché io sia evitato, fuggito, schifato.
Devo avere un odore terribile, me ne accorgo da come la gente si allontana, ma io non lo sento più. E questo, in qualche modo, è un privilegio.
Come quello di non avere illusioni.
Forse chi ha fatto quella promessa si riferiva già a questa vita. Al modo giusto di considerare l&rs…
Gli ultimi saranno i primi, non ricordo più chi l’ha detto, e quindi potrei stare tranquillo, se soltanto credessi che le parole abbiano un senso. Figurarsi le promesse. A volte mi chiedo se chi ha detto una cosa del genere lo abbia fatto per tenere buone le persone come me.
Ma io non ho rabbia né alcun senso di rivalsa, solo fame, e mi chiedo solo è se possa essere considerato davvero l’ultimo, perché anche quello sarebbe un primato.
Vivo di rifiuti, e la gente mi scansa, si vergogna della mia presenza. Non ho fatto mai nulla di cattivo, ma il mio aspetto, e il modo in cui vivo, sono sufficienti perché io sia evitato, fuggito, schifato.
Devo avere un odore terribile, me ne accorgo da come la gente si allontana, ma io non lo sento più. E questo, in qualche modo, è un privilegio.
Come quello di non avere illusioni.
Forse chi ha fatto quella promessa si riferiva già a questa vita. Al modo giusto di considerare l’esistenza.
Fino a qualche tempo fa il mio passato lo rimpiangevo, ma ora non lo ricordo neanche, e questo è un altro privilegio.
Ricordo solo che mio padre mi ha chiamato George, perché è un nome da re.