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Tutti pazzi per i libri che parlano di libri

Giuseppe Arcimboldo, Il bibliotecario,1562 (da Il vizio dei libri di Afonso Cruz, Offiina Libraria) 
È l’argomento più amato dai lettori forti e ogni anno escono tanti nuovi volumi che si interrogano sul tema. Noi ne abbiamo scelti tre. Per cultori e non solo
4 minuti di lettura

L’ultimo arrivato non può passare inosservato, a cominciare dal titolo pieno di suggestione e dalle illustrazioni preziosissime che contiene. Non a caso lo pubblica una casa editrice specializzata in libri d’arte e si chiama proprio Il vizio dei libri (Officina Libraria). Ma di libri che parlano di altri libri, in un gioco continuo di rimandi che appassiona lettori, cultori ma anche semplici curiosi dell’“oggetto” libro che, nonostante tutto e per fortuna, non passa mai di moda, ne escono ogni anno di nuovi. Non solo. Ci sono libri che, ripercorrendo le orme di maestri da Jorge Luis Borges a Umberto Eco, continuano a suggerire come mettere in ordine (o in disordine) le nostre sovraffollate biblioteche casalinghe oppure quelli che si concentrano sull’universo bizzarro eppure meraviglioso che popola ancora le librerie. Noi ne abbiamo scelti tre: eccoli.

Nel suo Il vizio dei libri, l’autore portoghese Afonso Cruz, molto premiato in patria…

L’ultimo arrivato non può passare inosservato, a cominciare dal titolo pieno di suggestione e dalle illustrazioni preziosissime che contiene. Non a caso lo pubblica una casa editrice specializzata in libri d’arte e si chiama proprio Il vizio dei libri (Officina Libraria). Ma di libri che parlano di altri libri, in un gioco continuo di rimandi che appassiona lettori, cultori ma anche semplici curiosi dell’“oggetto” libro che, nonostante tutto e per fortuna, non passa mai di moda, ne escono ogni anno di nuovi. Non solo. Ci sono libri che, ripercorrendo le orme di maestri da Jorge Luis Borges a Umberto Eco, continuano a suggerire come mettere in ordine (o in disordine) le nostre sovraffollate biblioteche casalinghe oppure quelli che si concentrano sull’universo bizzarro eppure meraviglioso che popola ancora le librerie. Noi ne abbiamo scelti tre: eccoli.

Nel suo Il vizio dei libri, l’autore portoghese Afonso Cruz, molto premiato in patria per i suoi romanzi per adulti e ragazzi (I libri che divorarono mio padre è stato il suo primo tradotto anche in italiano, sempre da Officina Libraria), ci porta con maestria tra le pagine dei libri che più ha amato, dagli antichi greci ai contemporanei come Elias Canetti o Amos Oz passando per Montaigne, Rilke, Kafka, nella convinzione che chi ama i libri fa parte di una comunità antica che non muore mai. Tantissime dunque sono le citazioni che ci mette davanti e, alla fine di questo libro, si avrebbe voglia di andare a leggere tutti gli autori che sono nominati e con cura riportati nella ricca appendice bibliografica. Non solo. Il volume è impreziosito dalle immagini prese da opere d’arte sui libri e la lettura, dal Medioevo al Novecento, che si alternano e dialogano perfettamente con gli aneddoti e le citazioni che l’autore riporta. Vale la pena di segnalarne qualcuna.

Gustave Coubert, Ritratto di Charles Baudelaire, 1848-1849, Montpellier, Musée Fabre  

Cominciamo, per esempio, dal discorso pronunciato da García Lorca nel 1931, in occasione dell’inaugurazione della prima biblioteca pubblica della provincia di Granada, a Fuente Vaqueros, sua terra natale, che inizia così: “Se avessi fame e mi trovassi invalido in mezzo alla strada, non chiederei un pane, ma mezzo pane e un libro”, per arrivare alla quanto mai appropriata immagine dei personaggi dei libri che leggiamo: “sono il mezzo di trasporto per raggiungere ciò che non siamo”.

Senza tralasciare lo stesso titolo scelto per questo volume (a cui è dedicato anche un capitolo), che l’autore riprende direttamente da Edith Wharton, prima donna a vincere il Pulitzer con L’età dell’innocenza nel 1921: era lei infatti a dire che “nessun vizio è così difficile da sradicare come un vizio che sia considerato una virtù. E il vizio della lettura si situa al primo posto della classifica”.

Un libro deve essere “un’ascia per accedere al mare ghiacciato che abbiamo dentro”, diceva poi Kafka aggiungendo che “se non ci ferisce e non ci pugnala allora non serve a niente”. E ancora un altro argomento usato da Wharton è proprio l’idea che la lettura deve determinare una trasformazione: un lettore deve sapere che colui che apre un libro non è la stessa persona che lo chiude.

Edouard Manet, Ritratto di Emile Zola, 1868, Parigi, Musée d'Orsay 

Bellissimo anche il paragone che l’autore fa con i gatti che giocano con le loro prede, girano attorno alle cose prima di decidere: “Se abbiamo un personaggio che desidera qualcosa e lo ottiene subito, non abbiamo niente. Per raccontare una storia, dobbiamo fare delle giravolte prima di arrivare alla meta, non possiamo arrivarci direttamente, senza inquietudini, difficoltà, gioie, ostacoli. Non so se ai gatti piacciono gli scrittori, ma sono due specie chiaramente simili. Quando uno scrittore alza il capo dalla tastiera per meditare su un personaggio, quando si ferma per cercare la parola giusta, quando guarda fuori dalla finestra per sciogliere un nodo della trama, ha un comportamento felino”. Del resto ci ricorda Cruz, anche Adolf Huxley a un aspirante scrittore in cerca di consigli suggerì unicamente di comprarsi dei gatti e osservarli.

Quello che Afonso Cruz ci consegna è dunque un inno al potere salvifico della lettura che ogni buon lettore non potrà che condividere, per esempio facendo sua la frase dello scrittore francese Jules Renard: “Quando penso a tutti i libri che mi restano da leggere, ho la certezza di essere ancora felice”. Infine, non manca qualche spassionato consiglio che l'autore dà su come organizzare la propria biblioteca, a cominciare dal divertente aneddoto su un amico del nonno che un giorno decise di segare tutti i suoi libri perché entrassero negli scaffali appena comprati. “I libri che abbiamo letto ci hanno costruiti, ci costruiscono, ci costruiranno: il modo in cui li riuniamo dice molto di noi”. Borges diceva che una biblioteca è un’autobiografia, scrive ancora Cruz e conclude “la mia autobiografia non mi entra più in casa”.

Il vizio dei libri di Afonso Cruz (Officina Libraria, traduzione di Nunzia De Palma, pagine 130, euro 17,90)  

E sul modo migliore per mantenere la propria biblioteca – ordinata per autore, editore, altezza o magari colore? O piuttosto con i libri accumulati progressivamente in un disordine creativo? – si interroga anche in un recente e agile saggio Massimo Gatta. Si intitola L’insolenza e l’audacia. Sul disordine dei nostri libri e già da qui non è difficile capire la conclusione alla quale l’autore vuole arrivare. Autore che tra l’altro è bibliotecario dell’Università degli Studi del Molise nonché studioso di editoria del Novecento, di tipografia e bibliografia e anche direttore editoriale della casa editrice Biblohaus, specializzata appunto in bibliografia e bibliofilia.

In particolare, qui porta alla nostra attenzione innumerevoli casi di scrittori e intellettuali che, da Alessandria d’Egitto passando per Zenodoto e Callimaco per arrivare a Borges – di nuovo lui – e infine agli editori-scrittori come Alberto Vigevani o il fondatore dell’Adelphi Roberto Calasso, recentemente scomparso, si sono interrogati sulla necessità o meno di tenere ordinati i propri libri. Un excursus avvincente, che scorrendo le pagine non mancherà di appassionare chi i libri li ama a prescindere se li tenga in (dis)ordine o meno.

L’insolenza e l’audacia. Sul disordine dei nostri libri di Massimo Gatta (Graphe.it edizioni, pagine 110, euro 8,50)  

Più sui lettori, “variegata fauna” che va dal complottista al perdigiorno, dal pensionato rompiscatole allo studente servizievole, che effettivamente sui libri – ma in fondo si sa le due cose sono strettamente legate – si interroga invece il divertente Tipi da libreria (Vallardi) di Shaun Bythell, libraio scozzese già autore di Una vita da libraio che ha riscosso grande successo, tradotto in più di venti lingue (in Italia da Einaudi).

Qui l’autore, forte di venti anni di esperienza “e sofferenza” nel settore, raggruppa in esilaranti categorie il “popolo” dei suoi clienti ovvero una schiera di appassionati – a vario titolo – di libri offrendoci un ventaglio quanto mai variegato ma sempre tragicomico dell’homo legens.

Tipi da libreria. Piccola enciclopedia degli appassionati di libri di Shaun Bythell (Vallardi, traduzione di Nicola Ferloni, pagine 128, euro 14,90)