Il dovere di Douglas
di Antonio Monda , di Antonio MondaDomani comincerò a firmare i miei pezzi. Con il mio nome ed il mio cognome.
Scriverò spesso in prima pagina, così mi ha promesso il direttore. Devono a me se la città e il mondo intero sapranno quanto sia corrotto il nostro sindaco.
Gli sono stato dietro per due anni, quando nessuno mi filava, al giornale. Mi sfottevano, e pensavano che la mia pista non mi avrebbe portato da nessuna parte. Ma avevo ragione io: certe cose vengono fuori solo a letto.
Una volta individuata l’amante è bastato solo blandirla per sapere quello che mi mancava.
Mi è costato tre cene, e la promessa che il suo nome non sarebbe mai uscito.
Fidati, Dolores, ormai mi conosci.
E il suo nome io non l’ho mai fatto, ve lo giuro. L’hanno tirato fuori gli altri: sciacalli che si sono nutriti del mio cibo.
Per far bene questo lavoro devi capire la psicologia della tua fonte, e quando è matura per dirti quello di cui hai bisogno: ha ceduto la sera i…
Domani comincerò a firmare i miei pezzi. Con il mio nome ed il mio cognome.
Scriverò spesso in prima pagina, così mi ha promesso il direttore. Devono a me se la città e il mondo intero sapranno quanto sia corrotto il nostro sindaco.
Gli sono stato dietro per due anni, quando nessuno mi filava, al giornale. Mi sfottevano, e pensavano che la mia pista non mi avrebbe portato da nessuna parte. Ma avevo ragione io: certe cose vengono fuori solo a letto.
Una volta individuata l’amante è bastato solo blandirla per sapere quello che mi mancava.
Mi è costato tre cene, e la promessa che il suo nome non sarebbe mai uscito.
Fidati, Dolores, ormai mi conosci.
E il suo nome io non l’ho mai fatto, ve lo giuro. L’hanno tirato fuori gli altri: sciacalli che si sono nutriti del mio cibo.
Per far bene questo lavoro devi capire la psicologia della tua fonte, e quando è matura per dirti quello di cui hai bisogno: ha ceduto la sera in cui avevano litigato di brutto, quando per l’ennesima volta il sindaco ha cancellato all’ultimo momento il loro appuntamento per rimanere a casa con la moglie e i figli.
Ipocrita, non sono neanche la sua prima amante. Ne ha avute almeno altre due. Mi dice sempre che con me è tutto diverso, ma lo avrà detto anche alle altre.
Ha pianto solo una volta, quando ha detto “Io ci credevo a quello che mi diceva, Douglas, io credevo in lui.”
Poi ha raccontato tutto fissando la tartare di tonno con il guacamole. Non voleva guardarmi, e quando ha smesso ha bevuto un bicchiere di vino tutto d’un fiato.
Mentre mi diceva come arrivavano le tangenti dei nuovi grattacieli sull’Hudson mi sono detto che deve essere un incubo avere una storia clandestina: la sola idea di non poter andare liberamente in un posto mi fa star male. Non ne parliamo poi se sei un personaggio pubblico, c’è gente che per il sesso si rovina.
Stamattina il sindaco ha dato le dimissioni e fra qualche ora lo arresteranno, così ha annunciato il direttore, dopo avermi festeggiato di fronte a tutta la redazione.
Abbiamo reso un servigio alla città, alla morale e alla giustizia, e ha detto che il mio è un esempio di grande giornalismo investigativo. Non l’ho mai visto così felice, sembra un uomo realizzato. E se lo conosco bene ha apprezzato certamente quando ho risposto di aver fatto solo il mio mestiere, e cercato semplicemente di interpretare cosa significhi essere un giornalista. Che poi è quello che penso.
Ho saputo per caso che Dolores si era impiccata, me l’ha detto un collega degli interni. Credeva che io lo sapessi.
Quando ha visto che ho cambiato faccia, mi ha detto tu hai fatto il tuo dovere Douglas, non c’è nulla di cui ti debba pentire.