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Arte contemporanea, il museo raddoppia: nasce il “Grande Maxxi”

Il Maxxi di Roma. Foto: Musacchio/Ianniello 
Presentato nella capitale il progetto di ampliamento dell'istituzione: un nuovo edificio che ospiterà un centro di ricerca sulla rigenerazione urbana e un'area per il restauro del contemporaneo
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ROMA. "In questi due anni, e specialmente nel difficile periodo della chiusura, non siamo stati fermi. Abbiamo studiato, imparato, progettato. Ed è per questo che oggi possiamo presentarvi il Grande Maxxi: mettiamo le basi per fare sempre di più di questo museo un laboratorio di futuro, un polo di ricerca e sperimentazione artistica e intellettuale". Così, finalmente dal vivo e davanti al parterre delle grandi occasioni, la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, presenta a Roma, nella hall della creatura di Zaha Hadid in cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha trovato casa dieci anni fa, il masterplan che porterà l'istituzione a guardare oltre questo iconico edificio. Il progetto, che si candida a far parte del programma New European Bauhaus lanciato da Ursula von der Leyen, tiene insieme rigenerazione urbana, multidisciplinarietà, ricerca, formazione, seguendo tre parole chiave: sostenibilità, inclusio…

ROMA. "In questi due anni, e specialmente nel difficile periodo della chiusura, non siamo stati fermi. Abbiamo studiato, imparato, progettato. Ed è per questo che oggi possiamo presentarvi il Grande Maxxi: mettiamo le basi per fare sempre di più di questo museo un laboratorio di futuro, un polo di ricerca e sperimentazione artistica e intellettuale". Così, finalmente dal vivo e davanti al parterre delle grandi occasioni, la presidente della Fondazione Maxxi, Giovanna Melandri, presenta a Roma, nella hall della creatura di Zaha Hadid in cui il Museo nazionale delle arti del XXI secolo ha trovato casa dieci anni fa, il masterplan che porterà l'istituzione a guardare oltre questo iconico edificio. Il progetto, che si candida a far parte del programma New European Bauhaus lanciato da Ursula von der Leyen, tiene insieme rigenerazione urbana, multidisciplinarietà, ricerca, formazione, seguendo tre parole chiave: sostenibilità, inclusione e innovazione.

L'area dove sorgerà il nuovo Maxxi hub 

Parole che, sottolinea Melandri, "combaciano con gli obiettivi del Pnrr, ma esprimono ciò che è germogliato in questo luogo nell'ultimo decennio". Mentre per l'edificio di Hadid si punterà a raggiungere la carbon neutrality, a un rinnovamento digitale, alla creazione di nuovi depositi tecnologici e aperti al pubblico, il fulcro è il nuovo Maxxi hub, una costruzione sostenibile che sorgerà accanto, nell'area che si affaccia su via Masaccio: sarà un polo di ricerca e di sviluppo nel mondo dell'arte e dell'architettura, centrato sulla rigenerazione urbana, ospiterà un centro per il restauro del contemporaneo e spazi per l'alta formazione, in collaborazione con la Scuola del Patrimonio, approfondendo il lavoro avviato dal Maxxi in questi anni sulle nuove professionalità nel settore delle arti e della gestione delle istituzioni culturali.


Per la sua realizzazione è stato lanciato un concorso internazionale di idee: l'intento, spiega Margherita Guccione che coordina il progetto, è di realizzare "una serie di operazioni organiche, che nel loro insieme daranno forma fisica a una profonda rigenerazione urbana dell'intera area". Un'area, questa del quartiere Flaminio, a poca distanza dall'Auditorium Parco della Musica creato da Renzo Piano e dalla prevista Città della Scienza, che un tempo era zona di caserme e installazioni militari. Lo stesso Maxxi nasce per cessione di alcuni edifici dell'ex caserma Montello, voluta nel 1997 dall'ex ministro della difesa Beniamino Andreatta, ricordato per la sua lungimiranza da Lorenzo Guerini che oggi ne regge il dicastero. Insieme al ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha lodato "la collaborazione sia fra le istituzioni che fra il pubblico e il settore privato" che sta dietro i successi del Maxxi, Guerini ha infatti siglato la lettera d'intenti che porterà al protocollo d'intesa per la cessione dell'area in cui sorgerà Maxxi hub.

Il ministro per le Infrastrutture e la mobilità sostenibile, Enrico Giovannini, ha sottolineato come l'annuncio del progetto coincida con i giorni in cui il Paese "ha preso la decisione di inserire nella Costituzione tutela dell'ambiente e interesse delle generazioni future". Arriveranno proprio dal fondo del Mims 20 dei 37,5 milioni di euro già individuati per coprire i costi complessivi del progetto, secondo la ripartizione illustrata dal segretario generale della Fondazione Maxxi, Pietro Barrera. Per la realizzazione del Grande Maxxi, che da cronoprogramma dovrebbe concludersi nel 2026, oltre a questi 20 milioni ci sono i 15 milioni già annunciati, dopo l'ok della Conferenza Stato Regioni, dal piano strategico del Mic. Altri 2,5 milioni di euro, infine, arrivano dal Pnrr. Un volano non solo per il quartiere Flaminio, ma per l'intera capitale. Il museo - quasi assenti per pandemia gli stranieri - ha visto crescere i visitatori locali e realizzato lo scorso mese il gennaio migliore di sempre per ingressi. E il sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato che, per rendere il rapporto sempre più stretto, Roma capitale entrerà nella Fondazione Maxxi. A dimostrazione che le istituzioni stanno imparando che si pensa globale, ma si lavora sempre di più sul territorio.