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Biennale d'arte di Venezia: "La nostra Ucraina rischia di non esserci"

Un'immagine dell'installazione The Fountain of Exhaustion. Acqua alta, il progetto ucraino per la Biennale 
Il padiglione del Paese sotto attacco russo doveva ospitare l'opera di Pavlo Makov. Il drammatico post degli organizzatori: "Per ora non siamo grado di lavorare al progetto, le vite di tutti noi e la libertà sono in pericolo"
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La guerra invade anche la Biennale. I voli cancellati, il pericolo di spostarsi e l'avanzare delle truppe della Russia in Ucraina, hanno spinto lo staff del Padiglione ad annunciare che la partecipazione alla cinquantanovesima Mostra internazionale d'Arte di Venezia è a rischio. 

Mercoledì sera, nel profilo del Padiglione Ucraino di Instagram l'artista Pavlo Makov e i curatori Lizaveta German, Maria Lanko e Borys Filonenko hanno comunicato che, per come stanno le cose in questo momento, non potranno essere all'esposizione di quest'anno, Il latte dei sogni, a cura di Cecilia Alemani, in programma dal 23 aprile al 27 novembre. 

"Nel momento in cui stiamo scrivendo questa comunicazione non siamo strettamente in pericolo, ma la situazione è critica e cambia ogni minuto. Al momento non siamo in grado di continuare a lavorare sul progetto del Padiglione a causa del pericolo a cui siamo esposti. Muoversi nella stessa Ucraina &egr…

La guerra invade anche la Biennale. I voli cancellati, il pericolo di spostarsi e l'avanzare delle truppe della Russia in Ucraina, hanno spinto lo staff del Padiglione ad annunciare che la partecipazione alla cinquantanovesima Mostra internazionale d'Arte di Venezia è a rischio. 

Mercoledì sera, nel profilo del Padiglione Ucraino di Instagram l'artista Pavlo Makov e i curatori Lizaveta German, Maria Lanko e Borys Filonenko hanno comunicato che, per come stanno le cose in questo momento, non potranno essere all'esposizione di quest'anno, Il latte dei sogni, a cura di Cecilia Alemani, in programma dal 23 aprile al 27 novembre. 

"Nel momento in cui stiamo scrivendo questa comunicazione non siamo strettamente in pericolo, ma la situazione è critica e cambia ogni minuto. Al momento non siamo in grado di continuare a lavorare sul progetto del Padiglione a causa del pericolo a cui siamo esposti. Muoversi nella stessa Ucraina è rischioso" hanno scritto, premettendo che il messaggio non proveniva dal ministero della Cultura, ma da chi era stato incaricato di allestire lo spazio. 

Inaugurando tra meno di due mesi, i lavori di allestimento della Biennale sono già iniziati. Il Padiglione Ucraina ha riservato la sua area espositiva all'Arsenale, mentre la Russia ha il suo proprio spazio dal 1913 ai Giardini. Se però il padiglione russo è stato confermato, quello Ucraino non si sa se ce la farà. "L'Ucraina è stata invasa. La Russia ha attaccato la piccola, pacifica e indipendente nazione" si legge nel documento postato su Instagram. "Le nostre vite, le vite dei nostri cari, come tutto quello in cui noi crediamo, la pace, la libertà, la democrazia e la cultura, sono messe a rischio. Il nostro team è sparpagliato in tutta l'Ucraina: Kharkiv, Kiev e Lviv e in parte fuori".

Lo staff spiega che farà tutto il possibile per riuscire ad allestire il lavoro dell'artista Pavlo Makov e a rappresentare l'Ucraina nel panorama dell'arte internazionale come si merita, ma che per adesso è difficile anche perché i voli per e da l'Ucraina sono stati cancellati. "Se la situazione cambierà e se sarà sicuro spostarsi, viaggiare e arrivare a Venezia, allora ci saremo". 

Nell'ultima parte del messaggio trapela la rabbia per questa situazione. Con un'espressione che ricorda il libro del 1996 di Samuel P. Huntington The Clash of Civilizations?, artista e curatori scrivono: "Le armi possono ferire i nostri corpi, ma la cultura cambia le nostre menti. Questa guerra è uno scontro di civiltà - un mondo libero e civilizzato è attaccato da uno barbaro e aggressivo. Se continuiamo a essere osservatori passivi della situazione, noi perderemo tutto quello per cui abbiamo lottato e tutto il patrimonio dei nostri predecessori, arte, amore, libertà di espressione e capacità di creare". 

La comunicazione si conclude con un invito essere vicini all'Ucraina in questo durissimo momento.