L'orologio dell'Apocalisse: noi a pochi secondi dalla fine del mondo
di Gabriele Di Donfrancesco , di Gabriele Di DonfrancescoDa qualche anno l'Orologio dell'Apocalisse, il Doomsday Clock che indica quanto siamo vicini all'autoannientamento, è pericolosamente fermo a 100 secondi alla "mezzanotte". Così poco ci separerebbe dalla fine, secondo il Bulletin of the Atomic Scientists, la rivista e think tank di Chicago che dal 1947, un anno dopo Hiroshima, segnala quanto sono alte le probabilità di una catastrofe umana. Le lancette si sono spostate in avanti per l'ultima volta nel 2020, spinte dalla corsa internazionale al riarmo nucleare e dalla crisi climatica. Rachel Bronson, direttrice del Bulletin, sta seguendo con orrore l'invasione russa dell'Ucraina e l'assedio di Kiev. La contattiamo su Zoom.
Sposterete in avanti l'Orologio?
"Ne abbiamo discusso. Per ora lo terremo a 100 secondi a mezzanotte. È troppo pericoloso spostarlo. L'ultima volta che l'abbiamo fatto, ci siamo detti che non dovevamo essere compiacenti: non siamo mai…
Da qualche anno l'Orologio dell'Apocalisse, il Doomsday Clock che indica quanto siamo vicini all'autoannientamento, è pericolosamente fermo a 100 secondi alla "mezzanotte". Così poco ci separerebbe dalla fine, secondo il Bulletin of the Atomic Scientists, la rivista e think tank di Chicago che dal 1947, un anno dopo Hiroshima, segnala quanto sono alte le probabilità di una catastrofe umana. Le lancette si sono spostate in avanti per l'ultima volta nel 2020, spinte dalla corsa internazionale al riarmo nucleare e dalla crisi climatica. Rachel Bronson, direttrice del Bulletin, sta seguendo con orrore l'invasione russa dell'Ucraina e l'assedio di Kiev. La contattiamo su Zoom.
Sposterete in avanti l'Orologio?
"Ne abbiamo discusso. Per ora lo terremo a 100 secondi a mezzanotte. È troppo pericoloso spostarlo. L'ultima volta che l'abbiamo fatto, ci siamo detti che non dovevamo essere compiacenti: non siamo mai stati così vicini all'autoannientamento. Oggi le superpotenze parlano di testate nucleari come se fosse sempre più scontato il loro utilizzo. E siccome temiamo di contribuire a questa semplificazione, terremo l'orologio così com'è".
Avete paura che si crei un precedente per l'uso delle testate nucleari in contesti di non-mutua distruzione, per esempio contro un Paese non Nato come l'Ucraina?
"Siamo estremamente preoccupati di un qualsiasi uso. L'impatto sarebbe comunque devastante, fosse anche solo un missile nucleare. E a quel punto crediamo che l'escalation sarebbe inevitabile. Anche solo uno scambio nucleare limitato, o una detonazione nell'alta atmosfera contro qualche scudo missilistico, avrebbe conseguenze catastrofiche sull'ambiente, causando un inverno nucleare. Non ne siamo certi, ma di sicuro non vogliamo scoprirlo".
Potrebbe rispiegarci cos'è un "inverno nucleare"?
"È quando le particelle prodotte da un'esplosione nucleare salgono nell'atmosfera e bloccano la luce solare. Sarebbe come avere il cambiamento climatico sotto steroidi: un completo disastro ecologico".
Siete preoccupati dai livelli di radioattività rilevati in Ucraina dopo la conquista russa del sito di Chernobyl?
"Ovviamente. È un luogo così simbolico... Perché i russi hanno voluto prenderlo? È così pericoloso. Non c'è ragione di credere che sapranno mantenere sicura la centrale com'è stato fatto finora".
Quanto è probabile una risposta nucleare russa, come ha minacciato Putin in caso di intervento occidentale in Ucraina?
"È più probabile di ieri, e ieri lo era più del giorno prima e così via".
Parliamo dell'altra catastrofe, quella climatica: l'impatto dell'invasione sui mercati potrebbe rallentare la transizione ecologica?
"Potrebbe accelerarla, in realtà. Il costo del petrolio a 100 dollari al barile di certo favorisce le rinnovabili. E visto che abbiamo parlato di Chernobyl, credo soprattutto che i tedeschi debbano porsi delle domande difficili proprio sul nucleare. Stanno spegnendo le loro centrali per la transizione, ma per farlo avevano bisogno di un combustibile di passaggio e così sono diventati dipendenti dal carbone, ma soprattutto dal gas russo".
Il "Bullettin" si occupa di pericoli esistenziali per la specie. Vladimir Putin è una minaccia per la sopravvivenza del genere umano?
"Sì, ora per noi lo è. Ha perso la bussola. E più in generale, lo è l'interruzione delle relazioni diplomatiche tra Stati Uniti e Russia. Certo, ogni volta che una potenza nucleare invade un altro Paese pone una grave minaccia al genere umano".