Diktat. La parola del giorno è Guerra
di Stefano Bartezzaghi , di Stefano BartezzaghiIn quel suo capolavoro intitolato La tregua, Primo Levi osa dire al suo amico greco Mordo Nahum che la guerra è finita: “e la pensavo finita, come molti in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi immaginare oggi”. Ma: “Guerra è sempre — rispose memorabilmente Mordo Nahum”. E la risposta del Greco si è davvero confitta nella memoria.
Tregua, guerra: quasi le stesse lettere. La guerra è continua, la tregua è limitata. In Europa la lunga pace si è interrotta.
Il nome della pace viene dal latino e quello della guerra no. In epoca medievale la voce germanica “wèrra” (“mischia”) ha infatti prevalso sulla latina “bellum” e sul motivo si fanno almeno due ipotesi. La più accreditata è che si è preferita”wèrra” poiché a differenza di “bellum” dà l’idea di un combattimento…
In quel suo capolavoro intitolato La tregua, Primo Levi osa dire al suo amico greco Mordo Nahum che la guerra è finita: “e la pensavo finita, come molti in quei mesi di tregua, in un senso molto più universale di quanto si osi immaginare oggi”. Ma: “Guerra è sempre — rispose memorabilmente Mordo Nahum”. E la risposta del Greco si è davvero confitta nella memoria.
Tregua, guerra: quasi le stesse lettere. La guerra è continua, la tregua è limitata. In Europa la lunga pace si è interrotta.
Il nome della pace viene dal latino e quello della guerra no. In epoca medievale la voce germanica “wèrra” (“mischia”) ha infatti prevalso sulla latina “bellum” e sul motivo si fanno almeno due ipotesi. La più accreditata è che si è preferita”wèrra” poiché a differenza di “bellum” dà l’idea di un combattimento disordinato, una zuffa barbarica. Più azzardata è l’ipotesi moraleggiante che il termine latino (da cui pure sono derivati i nostri “bellico”, “ribelle”, “belligeranza”) richiamasse troppo da vicino il “bellus” che significa “bello” e che in latino è in primo luogo un diminutivo di “buono”. Il bellico non appaia bello e buono neppure di nome.