Diktat. La parola del giorno è Aggredire
di Stefano Bartezzaghi , di Stefano BartezzaghiC’è il progresso, che è quando si va avanti. C’è il regresso, che è quando si torna indietro. C’è la digressione, che è quando il discorso ci porta altrove. C’è la trasgressione, che è quando si va oltre un certo limite. E l’aggressione? In tutte queste parole agisce la radice “gr?di”, che rimanda al “passare” e al “gr?dus” come “passo” (da cui anche “retrogrado” e “tardigrado”).
Passi avanti, indietro, di lato, di fuori. Si capisce così che in origine “aggredire” significava soltanto “andare verso”, “avvicinarsi”, notizia che potrebbe dispiacere a chi pensa che nelle parole sia incorporata una marca di valore morale immutabile. In questo caso, come in molti altri, non è così: essere aggressivi è un brutto vizio, ma la parola ha origini innocenti.
L’aggressor…
C’è il progresso, che è quando si va avanti. C’è il regresso, che è quando si torna indietro. C’è la digressione, che è quando il discorso ci porta altrove. C’è la trasgressione, che è quando si va oltre un certo limite. E l’aggressione? In tutte queste parole agisce la radice “gr?di”, che rimanda al “passare” e al “gr?dus” come “passo” (da cui anche “retrogrado” e “tardigrado”).
Passi avanti, indietro, di lato, di fuori. Si capisce così che in origine “aggredire” significava soltanto “andare verso”, “avvicinarsi”, notizia che potrebbe dispiacere a chi pensa che nelle parole sia incorporata una marca di valore morale immutabile. In questo caso, come in molti altri, non è così: essere aggressivi è un brutto vizio, ma la parola ha origini innocenti.
L’aggressore è innanzitutto uno che si avvicina. Che intenzioni avrà mai? L’etimo in sé non si sbilancia, ma la storia della parola invece parla chiaro e ci dice che la parola è sempre stata impiegata per esclusive intenzioni ostili. Avvicinarsi è la condizione necessaria sia agli scontri sia agli incontri: l’aggressore si avvicina, invece, con un’intenzione sola. Ci si difenda da lui, non dal suo nome.