Diktat. La parola del giorno è Operazione
di Stefano Bartezzaghi , di Stefano BartezzaghiVladimir Putin ordina che per definire gli eventi in corso in Ucraina non si usi la parola russa per “guerra” bensì l’espressione russa per “operazione militare speciale”. Tra le due, la prima è appunto una parola, l’altra una sequenza di tre parole. La prima ha un minore grado di astrazione, dà l’impressione di essere in relazione con qualcosa di più concreto dell’altra.
A differenza del concetto di “guerra”, quello di “operazione militare speciale” non ha una storia, anche se ci ricorda da vicino (molto vicino) le perifrasi tipiche della lingua del nazismo e studiate dal filologo Victor Klemperer, come “spedizione punitiva”, per pestaggio; “soluzione finale”, per sterminio genocida. Insomma: “guerra” è un’espressione propria; “operazione militare speciale” è un eufemismo, cioè un tentativo di rendere meno …
Vladimir Putin ordina che per definire gli eventi in corso in Ucraina non si usi la parola russa per “guerra” bensì l’espressione russa per “operazione militare speciale”. Tra le due, la prima è appunto una parola, l’altra una sequenza di tre parole. La prima ha un minore grado di astrazione, dà l’impressione di essere in relazione con qualcosa di più concreto dell’altra.
A differenza del concetto di “guerra”, quello di “operazione militare speciale” non ha una storia, anche se ci ricorda da vicino (molto vicino) le perifrasi tipiche della lingua del nazismo e studiate dal filologo Victor Klemperer, come “spedizione punitiva”, per pestaggio; “soluzione finale”, per sterminio genocida. Insomma: “guerra” è un’espressione propria; “operazione militare speciale” è un eufemismo, cioè un tentativo di rendere meno aspro un vocabolo sgradevolmente connotato. Gli eufemismi sono una risorsa preziosa per il potere.
È rilevante però anche un’altra differenza. Noi possiamo discutere liberamente sui nomi “guerra”, “invasione”, “resistenza” e chi usa eufemismi lo fa per sua scelta. Sotto Putin stare sul vago è invece un obbligo.