Diktat. La parola del giorno è Agguato
di Stefano Bartezzaghi , di Stefano BartezzaghiÈ dalla regione fràncone della Baviera che proviene la radice “wahta”, che sta per “guardia” ed è l’antenata di parole italiane come “agguato”, “guatare”, “sguattero” e forse anche “baita”.
”Guatare” è un guardare intenso, sospettoso o minaccioso. L’“agguato” è un atto di guerra o di guerriglia, assalto che elude la guardia dell’avversario e lo coglie alla sprovvista. Richiede un piano e un appostamento: gli assalitori devono mimetizzarsi nell’ambiente, dissimulando la propria presenza per poi interrompere il normale andamento delle cose con un “blitz”, un lampo, un’azione coordinata e fulminea. La sorpresa dell’agguato e la sua delimitazione nel tempo e nello spazio possono produrre l’effetto di rovesciare i rapporti di forza e conferire a chi è militarmente più debole una supremazia loca…
È dalla regione fràncone della Baviera che proviene la radice “wahta”, che sta per “guardia” ed è l’antenata di parole italiane come “agguato”, “guatare”, “sguattero” e forse anche “baita”.
”Guatare” è un guardare intenso, sospettoso o minaccioso. L’“agguato” è un atto di guerra o di guerriglia, assalto che elude la guardia dell’avversario e lo coglie alla sprovvista. Richiede un piano e un appostamento: gli assalitori devono mimetizzarsi nell’ambiente, dissimulando la propria presenza per poi interrompere il normale andamento delle cose con un “blitz”, un lampo, un’azione coordinata e fulminea. La sorpresa dell’agguato e la sua delimitazione nel tempo e nello spazio possono produrre l’effetto di rovesciare i rapporti di forza e conferire a chi è militarmente più debole una supremazia locale, circoscritta a quel momento e quel luogo. Prima che chi ne sia stato colpito riesca a organizzare contromisure e rinforzi tutto deve essere concluso.
Così va in guerre e guerriglie e così andò, come oggi nel 1978, in via Fani, a Roma, capitale di un’Italia che era terra di scontri diversi e frequenti agguati.