L'Ucraina, l'Africa, i cattivi. Alla Children's Book Fair di Bologna in mostra le più belle illustrazioni
di Ilaria Zaffino , di Ilaria ZaffinoBologna
L'Ucraina, l'Africa, le favelas brasiliane e una suggestiva sfilata di cattivi, nella letteratura e nel cinema, qui liberamente reinterpretati da grandi illustratori, italiani e stranieri, che ci accolgono non appena varchiamo l'ingresso dell'edizione numero 59 della Bologna Children's Book Fair, la Fiera internazionale del libro e dell'illustrazione per ragazzi che dopo due anni di stop per la pandemia torna finalmente in presenza. Un giro del mondo attraverso 1.070 espositori arrivati a Bologna da 90 paesi. Il ricchissimo calendario conta infatti 250 eventi, tra presentazioni di libri, incontri con gli autori, letture e tavole rotonde e 18 mostre, tra cui una dedicata anche all'editoria ucraina, e tante iniziative in città fino a giovedì 24 marzo.
Bologna
L'Ucraina, l'Africa, le favelas brasiliane e una suggestiva sfilata di cattivi, nella letteratura e nel cinema, qui liberamente reinterpretati da grandi illustratori, italiani e stranieri, che ci accolgono non appena varchiamo l'ingresso dell'edizione numero 59 della Bologna Children's Book Fair, la Fiera internazionale del libro e dell'illustrazione per ragazzi che dopo due anni di stop per la pandemia torna finalmente in presenza. Un giro del mondo attraverso 1.070 espositori arrivati a Bologna da 90 paesi. Il ricchissimo calendario conta infatti 250 eventi, tra presentazioni di libri, incontri con gli autori, letture e tavole rotonde e 18 mostre, tra cui una dedicata anche all'editoria ucraina, e tante iniziative in città fino a giovedì 24 marzo.
Ma partiamo proprio dalla mostra che arrivati in fiera cattura subito la nostra attenzione. Si intitola semplicemente "Cattivi" e si snoda presso lo spazio chiamato, non a caso, The Illustrators Survival Corner. La suggestione è immediata: ci sono - e come potrebbero mancare? - il Minotauro e Dracula, il Dottor Jekyll e Mister Hyde, ma anche Jack Torrance di Shining, con le sembianze che vagamente ricordano Jack Nicholson, e un mostruoso King Kong che si avventa qui sulla Mole di Torino. Tra le donne invece immancabili Crudelia De Mon e Miranda Priestley del Diavolo veste Prada, che nell'interpretazione di Ivan Canu inevitabilmente rimanda a Meryl Streep. Tra gli autori di questi fantastici ritratti di cattivi più o meno famosi ci sono Lorenzo Mattotti, Guido Scarabottolo, Emiliano Ponzi, Olimpia Zagnoli, per citarne alcuni tra gli italiani, ma anche l'americano Brad Holland o il giapponese Katsumi Komagata. La mostra, a cura di Mimaster Illustrazione e articolata nelle sezioni Bestiacce, He devil e She devil, ma anche Uomini o mostri? e Parenti serpenti, coinvolge infatti 140 illustratori e qui a Bologna vuole offrirci solo una prima anticipazione. L'esposizione che sarà itinerante coinvolgerà poi altre città e altri paesi. Ma intanto godiamocela qui questa carrellata di cattiveria: figure mitologiche, matrigne, tiranni, vampiri e mascalzoni di ogni genere, ripescati ad arte, e poi riadattati, direttamente dai libri e dai film che più abbiamo amato.
Cattivi a parte, diamo uno sguardo però anche agli altri appuntamenti degni di nota qui a Bologna. Con un occhio alla letteratura e l'altro alla più stringente quanto drammatica attualità, una mostra è dedicata anche agli autori ucraini. Si intitola Ukrainian Books e vuole essere un tributo all'editoria ucraina, da sempre presenza di rilievo con i suoi editori e rappresentanti a Bologna, alla quale in questo modo si vuole garantire comunque, in un momento tanto delicato, uno spazio in fiera con i libri per bambini e ragazzi premiati nelle precedenti edizioni.
Tra questi, per esempio c'è La guerra che cambiò città tonda (tradotto in italiano da JacaBook) dei due autori ucraini Romana Romanyshyn e Andriy Lesiv: nel 2015 ha ricevuto una menzione speciale proprio qui a Bologna e torna più attuale che mai ora che le immagini di città cambiate per sempre dalla guerra scorrono incessantemente ormai da un mese davanti ai nostri occhi in tv. Oppure si può sfogliare il libro di cui tutti parlano qui a Bologna, The War: The Children Who Will Never Get to Read Books, realizzato in pochissimo tempo da Masha Serdiuk con le illustrazioni di Tetiana Kaliuzhna e stampato eccezionalmente in un'unica copia, in lingua inglese. È il libro che racconta la storia di 13 bambini ucraini uccisi in questo mese di guerra, bambini che non potranno più leggere libri perché non ci sono più. Proprio per mandare un messaggio in tal senso allo stand dell'Ucraina qui in fiera al posto degli editori che avrebbero dovuto partecipare campeggiano appelli di protesta appesi alle pareti nude che recitano: "Do not keep silent", "Stop Russian Aggression", "Read Ukraine". Lo stand simbolicamente è vuoto, ma tantissimi si fermano a leggere i messaggi che non possono passare inosservati.
Mentre sempre in tema di guerra, che prepotentemente è rimbalzata alla nostra attenzione, proprio oggi pomeriggio al Caffè Illustratori il grande autore israeliano Etgar Keret tiene una lecture sul valore della pace dal titolo "What stories can you tell in times of war?". L'incontro è stato organizzato dalla Conferenza dei direttori delle fiere internazionali del libro, che condanna senza mezzi termini l'invasione russa dell'Ucraina e conferma di sospendere i contatti con qualsiasi istituzione e agenzia statale russa invitando editori, autori e illustratori ucraini alle diverse fiere a costo zero.
E sempre al Caffè Illustratori arriva domani Yuval Noah Harari per presentare un nuovo progetto rivolto ai più giovani. Storico, filosofo e autore di saggi bestseller come Sapiens: Da animali a dèi, Homo Deus: Breve storia del futuro, 21 lezioni per il XXI secolo e del graphic novel Sapiens: La nascita dell'umanità - i suoi libri hanno venduto oltre 35 milioni di copie e sono stati tradotti in 65 lingue, in Italia li pubblica Bompiani che organizza anche l'evento qui a Bologna - Harari è considerato uno degli intellettuali contemporanei più influenti.
Tra gli altri autori stranieri più attesi ci sono il francese Benjamin Lacombe o l'inglese Sam Usher, ma anche l'artista, pure lui francese, celebre per i suoi acclamatissimi libro-giochi per l'infanzia Hervé Tullet.
Ma il carattere internazionale della fiera nel senso più ampio del termine si rintraccia anche in molti degli incontri e delle tavole rotonde in programma. Questa mattina per esempio si è svolto il convegno "Infanzie ai margini", con una riflessione sulla promozione della lettura nelle aree più difficili e disagiate del mondo, quelle più segnate dalle diseguaglianze sociali, dove moltissimi bambini non hanno accesso ai libri, per esempio nelle favelas brasiliane. Proprio qui tanti professionisti e organizzazioni hanno intrapreso un'attività di "resistenza", impegnandosi in prima persona a portare i libri laddove più mancano.
Infine, tra le belle novità di quest'anno il focus africano "Spotlight on Africa", con diversi appuntamenti in fiera, per riflettere e fare il punto sulle proposte editoriali di un continente che, in particolare nel settore bambini e ragazzi, sta facendo sentire la sua voce affrontando la sfida offerta dalla convivenza di tanti dialetti diversi.