Ucraina: niente di nuovo dal fronte orientale
di Gianni Riotta , di Gianni RiottaLe voci dei combattenti, guerra in Ucraina, 2022. "Mia madre piange tutto il giorno, poi mi dice: ti capisco, combatti per la nostra libertà" (Roma Papenko, studente ucraino, Battaglione Lutsk, 18 anni). "Mio padre mi ha chiamato al cellulare, "Figliolo forza, la guerra è scoppiata". (Vadym Panko, studente ucraino, Battaglione Lutsk, 18 anni).
"Avevamo ordini per una missione segreta. Non ci aspettavamo alcuna resistenza. Ci parlavano di sgominare i nazisti, ma qui non ne abbiamo visti". (Maxim, pilota da caccia russo, prigioniero). "Non toccava a noi decidere chi bombardare e chi no. Siamo soldati. Obbedivamo agli ordini". (Alexei, pilota da caccia russo, prigioniero). "Alla vigilia dell'invasione avevo gli incubi, mi svegliavo terrorizzata e per farmi coraggio guardavo la foto di mia nonna, infermiera nella guerra mondiale. Poi mi sono arruolata, lasciandomi due figli indietro. Al campo di addestramento me la…
Le voci dei combattenti, guerra in Ucraina, 2022. "Mia madre piange tutto il giorno, poi mi dice: ti capisco, combatti per la nostra libertà" (Roma Papenko, studente ucraino, Battaglione Lutsk, 18 anni). "Mio padre mi ha chiamato al cellulare, "Figliolo forza, la guerra è scoppiata". (Vadym Panko, studente ucraino, Battaglione Lutsk, 18 anni).
"Avevamo ordini per una missione segreta. Non ci aspettavamo alcuna resistenza. Ci parlavano di sgominare i nazisti, ma qui non ne abbiamo visti". (Maxim, pilota da caccia russo, prigioniero). "Non toccava a noi decidere chi bombardare e chi no. Siamo soldati. Obbedivamo agli ordini". (Alexei, pilota da caccia russo, prigioniero). "Alla vigilia dell'invasione avevo gli incubi, mi svegliavo terrorizzata e per farmi coraggio guardavo la foto di mia nonna, infermiera nella guerra mondiale. Poi mi sono arruolata, lasciandomi due figli indietro. Al campo di addestramento me la son cavata, meglio che fare la zuppa borscht!" (Tanya Kozbar, soldatessa ucraina).
"Mio padre è nel mio stesso reparto, mamma ha paura per noi. Abbiamo distrutto un tank russo, centro diretto. Sono la sola donna qui, è molto difficile, ho visto cadere tanti amici. Non voglio mostrare le mie emozioni, temo di rovinare il morale dei compagni, scoraggiarli" (Alina Mykhailova, 27, ucraina, veterana della Guerra 2014, Donbass).
"La propaganda del Cremlino insiste sul Battaglione Azov, truppa ucraina di estrema destra. Sono abili in campo e maestri dei social media, ma in politica, anche prima della guerra, non contano più nulla" (Oleksiy Kuzmenko, saggista dell'Atlantic Council). "In Iraq avevo con me un commilitone ucraino, è diventato cittadino americano, al fronte ci confidavamo sulle nostre famiglie. Vado volontario a Kiev in suo ricordo, voglio proteggere sua madre, me ne parlava sempre" (Matthew Parker, per 22 anni nell'U.S. Army, uno dei 3000 soldati Usa che ha fatto domanda per arruolarsi a Kiev). "In Ucraina combattono soldati-partigiani, sparano e postano i video sui social media, creando consenso a casa e demoralizzando i russi. Hanno distrutto carri armati con missili Javelin, NLWA, Stringers, connettendo via cellulari intelligence e commandos. Il "Dominio dell'Informazione", teoria dibattuta nelle accademie militari, è realtà" (Small Wars Journal, marzo 2022). "Non appena i bombardamenti cessano, e si fa silenzio, gira subito qualche bottiglia di liquore e noi ucraini torniamo a litigare di brutto su Facebook, come ai vecchi tempi" (Illia Ponomarenko, inviato di guerra del Kyiv Independent). "A tutti voi bellicosi europei diciamo, non vi basta l'Ucraina? E se usassimo il nucleare, invadessimo la Polonia, aprissimo un corridoio nei paesi Baltici e in Lituania, unendoci finalmente alla nostra città di Kaliningrad sul Baltico, che fareste eh?" (Talk show della tv di stato russa, trasmesso alle truppe dalle retrovie).
"Pagherà qualcuno per il sangue? Nessuno. La neve si scioglierà, spunterà la verde erba ucraina, coprirà la terra, germineranno le biade, tremolerà l'aria torrida sui campi e del sangue non resterà traccia. Costa poco il sangue sui campi vermigli e nessuno lo riscatterà" (Michail Bulgakov, La Guardia Bianca, romanzo, 1924, Einaudi)
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