Le torte in eccesso
di Antonio Monda , di Antonio MondaMi hanno respinto ancora papà, ma non mollo, te lo prometto.
Questa volta perché le mie qualifiche sono troppo alte. Così almeno hanno detto, dopo cinquanta minuti di anticamera e la segretaria che è uscita due volte a chiedermi se volevo qualcosa.
È la quarta volta che mi dicono una cosa del genere, e io per cercare di disarmarli mi sono pure presentato in tuta. Niente giacca, e neanche la cravatta che mi hai regalato quando sono partito per il college.
Ormai è il nono fallimento, ma nella vita va avanti solo chi è tenace.
Dicono che da quando Obama è stato eletto presidente la questione della razza non esiste più, e io voglio crederci. E dicono che questa recessione finirà. E anche a questo voglio crederci. Ma non voglio credere di aver studiato troppo.
La verità è che sono tutte balle: se ti vogliono prendere ti prendono. E che l’illuso sono io, a pensare che li avrei dissuaso con un abit…
Mi hanno respinto ancora papà, ma non mollo, te lo prometto.
Questa volta perché le mie qualifiche sono troppo alte. Così almeno hanno detto, dopo cinquanta minuti di anticamera e la segretaria che è uscita due volte a chiedermi se volevo qualcosa.
È la quarta volta che mi dicono una cosa del genere, e io per cercare di disarmarli mi sono pure presentato in tuta. Niente giacca, e neanche la cravatta che mi hai regalato quando sono partito per il college.
Ormai è il nono fallimento, ma nella vita va avanti solo chi è tenace.
Dicono che da quando Obama è stato eletto presidente la questione della razza non esiste più, e io voglio crederci. E dicono che questa recessione finirà. E anche a questo voglio crederci. Ma non voglio credere di aver studiato troppo.
La verità è che sono tutte balle: se ti vogliono prendere ti prendono. E che l’illuso sono io, a pensare che li avrei dissuaso con un abito.
Una volta un tipo ha riconosciuto il mio cognome e mi ha detto che avevi preparato la torta del suo matrimonio. Era gigantesca, squisita e decorata come non ne aveva mai visto una. Sorrideva come se fosse in quella stanza, e ha ripetuto due volte che lui e la moglie la ricorderanno per tutta la vita.
Poi mi ha detto che purtroppo non aveva lavoro per me.
È stato il sesto, e prima di lasciarci mi ha detto salutami tanto tuo padre, e mi raccomando, ringrazialo.
Oggi mi chiedo quante torte hai dovuto preparare per farmi studiare e quali sono quelle in eccesso, se è vero che ho studiato troppo.