La Finlandia sequestra le opere d'arte russe che erano in mostra in Italia
di Vera Mantengoli , di Vera MantengoliNella guerra in corso l'arte torna a essere utilizzata come strumento di potere. Le oltre venti opere appartenenti a musei e collezionisti russi di ritorno dalle Gallerie d'Italia in Russia, sono state infatti bloccate alla dogana finlandese poiché potrebbero rientrare nelle sanzioni europee come beni di lusso. Sembra che prima o poi le opere, incluso il capolavoro Il cupido alato del Canova e Flora di Carlo Albancini entrambi provenienti dal Museo Ermitage di San Pietroburgo, saranno restituite, ma intanto sono sotto sequestro a Helsinki insieme ad altre provenienti dal Giappone e dirette in Russia. Per l'Italia parliamo delle 23 opere provenienti dalla mostra delle Gallerie d'Italia "Grand Tour. Sogno d'Italia da Venezia a Pompei" con Vaso con coperchio di Luigi Valadier, l'Autoritratto di Vigée Le Brun e Il Granduca Paolo e il suo seguito nel Foto romano di Abraham Louis Rodolphe Ducros e altre. Le opere appartengono a musei e a colle…
Nella guerra in corso l'arte torna a essere utilizzata come strumento di potere. Le oltre venti opere appartenenti a musei e collezionisti russi di ritorno dalle Gallerie d'Italia in Russia, sono state infatti bloccate alla dogana finlandese poiché potrebbero rientrare nelle sanzioni europee come beni di lusso. Sembra che prima o poi le opere, incluso il capolavoro Il cupido alato del Canova e Flora di Carlo Albancini entrambi provenienti dal Museo Ermitage di San Pietroburgo, saranno restituite, ma intanto sono sotto sequestro a Helsinki insieme ad altre provenienti dal Giappone e dirette in Russia. Per l'Italia parliamo delle 23 opere provenienti dalla mostra delle Gallerie d'Italia "Grand Tour. Sogno d'Italia da Venezia a Pompei" con Vaso con coperchio di Luigi Valadier, l'Autoritratto di Vigée Le Brun e Il Granduca Paolo e il suo seguito nel Foto romano di Abraham Louis Rodolphe Ducros e altre. Le opere appartengono a musei e a collezionisti privati.
La notizia è stata diffusa da diversi media (da Yle a BB CNTV) che hanno raccontato che mercoledì 6 aprile c'è stata una conferenza stampa tenuta da Sami Rakshit, direttore del Dipartimento delle forze dell'ordine del consiglio doganale. Si è spiegato che la dogana finlandese ha ritenuto che le opere, inclusi anche altri capolavori provenienti dal Giappone e di ritorno in Russia, rientrassero nelle sanzioni dell'Europa contro la Russia e ha informato il ministero degli Esteri. I dipinti sono stati quindi temporaneamente sequestrati. Il loro valore totale ammonterebbe a circa 42 milioni di euro.
Lo scorso 10 marzo il ministero della Cultura della Russia aveva inviato una lettera a tutti i musei della Federazione, invitandoli a chiedere indietro le opere che erano state prestate all'estero. La notizia aveva destato un certo clamore, ma si era risolta grazie alla diplomazia e all'intervento del direttore dell'Ermitage di San Pietroburgo Michail Piotrovsky che, tramite Maurizio Cecconi, direttore di Ermitage Italia con sede a Venezia, aveva inviato un messaggio dai toni molto concilianti. Piotrovsky era infatti riuscito a negoziare di lasciare almeno le opere dell'Ermitage fino alla fine della mostra. "Non posso che richiamarmi alla posizione del ministro Dario Franceschini che quando fu annunciato che le opere di proprietà museale erano state richieste indietro dalla Russia aveva dichiarato che le opere andavano restituite al legittimo proprietario" ha detto Cecconi, non appena appresa la notizia. "E' evidente che le opere d'arte non sono un genere di lusso, ma un patrimonio dell'umanità e se la cultura è quella cosa che ancora deve tenere un minimo di relazione, le relazioni vanno rispettate".