Cultura

Uno dei primi studi del personaggio di Alessandrini e una pin-up del 2017 di Filippucci
Uno dei primi studi del personaggio di Alessandrini e una pin-up del 2017 di Filippucci 

Fumetti, a tu per tu con gli storici disegnatori di Martin Mystère, Alessandrini e Filippucci

Uno l'ha creato con Castelli, l'altro l'ha ripreso negli Novanta: due grandi matite si contendono l'eroe di Alfredo Castelli e ne ricostruiscono l'evoluzione editoriale, ricordando al contempo le rispettive carriere

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Giancarlo Alessandrini ha disegnato per primo il personaggio e lo stile di Martin Mystère più di quarant'anni fa, quando aveva trent'anni. Ma Alfredo Castelli l'aveva conosciuto una decina di anni prima.

Giusto, Giancarlo?
"Sì, nella redazione del Corriere dei Ragazzi. Era il 1972 e avevo ventidue anni, pensa un po'".

La leggenda dice che sei andato lì quasi per caso e invece sei stato preso subito.
"Sì, non me lo immaginavo proprio. Il direttore Giancarlo Francesconi ha visto i disegni che ho portato e mi ha dato una sceneggiatura di Mino Milani. Ti rendi conto? Io sono andato subito a disegnarla e un po' di tempo dopo, non sentendo nessuno, mi chiedevo se il lavoro fosse piaciuto oppure no. E invece ecco la telefonata in cui mi si annuncia una seconda sceneggiatura. Felicità? Come se avessi segnato un gol alla finale del Campionato del Mondo. Mi sono ritrovato in mezzo a Battaglia, Toppi, Uggeri, Di Gennaro, tutti i migliori".

E Castelli come lo ricordi?
"Mi prendeva in giro mentre facevo anticamera in attesa che il direttore mi ricevesse. Scherzoso come sempre però anche fichettino con la barbettina".

Con lui hai fatto "L'uomo di Chicago", uscito nel 1977. Avevi 27 anni ed eri nella collana "Un uomo un'avventura" con i più grandi del fumetto.
"A Bonelli piaceva la serie Lord Shark che facevo sul Corriere dei Ragazzi, sempre su testi di Milani. Allora chiese a Castelli di scrivere una sceneggiatura ambientata in India nell'Ottocento e mi chiamò per disegnarla. Poi cambiò ambientazione e fece di testa sua".

E per Martin Mystère com'è andata?
"Mi ha telefonato e mi ha detto: io ho questo personaggio per Bonelli. Sembra che gli piaccia. Vuoi provare tu a disegnarlo? Allora gli ho chiesto che idea avesse del personaggio. Mi ha detto fallo di quarantacinque anni, biondo, americano che ha una Ferrari Mondial 8 cioè l'auto più trendy al momento a New York. Io l'ho disegnato (e insieme a lui anche Diana e Java) ed è andato bene subito. Che non è una cosa normale, perché di solito ci vogliono tanti ritocchi. E invece buona la prima. Così abbiamo iniziato. Ed è stato bello, perché con Martin ti diverti un sacco e giri tutto il mondo".

Lucio Filippucci esordisce invece nel 1994, con l'albo 148 di Martin Mystère, intitolato Decameron!.

"Mi fa ridere questo anniversario dei quarant'anni perché a quello dei trenta Alfredo diceva che non ci sarebbe mai arrivato!".

Come sei arrivato tu a disegnare il detective dell'impossibile?
"In maniera un po' particolare. Avevo inventato un personaggio insieme a Romanini, una sorta di Flash Gordon che vive nel nostro presente. Ma avevamo bisogno di uno sceneggiatore che sapesse sviluppare bene le sue storie. Così prendemmo un appuntamento con Castelli, che ci conosceva per il fumetto di Cicciolina, pubblicato in Francia, ma lui, che apprezzava moltissimo l'idea, non aveva un minuto di tempo: Martin andava davvero alla grande. E così finì che ci offrì una sceneggiatura per collaborare alla sua serie".

Tu sei entrato alla grande nel suo mondo.
"È un personaggio che ho amato subito. Perché io già da ragazzino avevo le sue stesse passioni. Leggevo Peter Colosimo a metà degli anni Sessanta, quindi ero proprio su quell'onda lì. Sai quando un lavoro lo fai con amore?".

E sei stato disegnatore di quelle serie di avventure in cui Martin entra nella storia del fumetto riprendendo lo stile di grandi maestri del passato.
"È nato tutto con la storia sul mistero delle nuvole parlanti".

Un albo speciale uscito nel 1996 per il festeggiamento dei 100 anni del fumetto italiano cui hanno collaborato molti altri disegnatori: Alessandrini, gli Esposito bros., Giardino, Silver, Palumbo, Roi ed altri ancora.
"Sì. Forse in quell'occasione Alfredo ha capito quanto mi sia divertito perché io, come gusti personali, vengo proprio da quella storia del fumetto. E così ha continuato a chiedermi di collaborare con altre interpretazioni di autori celebri. Tra gli altri anche Alex Raymond, l'autore di Flash Gordon. E lì è come se si fosse chiuso un cerchio".