✕

Simonetta Della Seta: "Vi spiego cos'è Pesach, la festa ebraica che quest'anno coincide con Pasqua"

Ricorda l'uscita dalla schiavitù degli ebrei in Egitto, ma soprattutto porta con sé un attualissimo messaggio di libertà. Abbiamo chiesto alla studiosa di illustrarci il significato della festività che gli ebrei celebrano in questi giorni
3 minuti di lettura

Due feste, una ebraica e una cristiana, cadono nel 2022 nelle stesse giornate: la festività ebraica di Pesach, infatti, si festeggia quest’anno a partire dalla sera di venerdì 15 aprile, che coincide con il Venerdì Santo: dura otto giorni nella Diaspora, ossia fuori da Israele, e sette giorni in Israele. Nonostante il legame tra due celebrazioni per i fedeli cristiani (Gesù, ebreo, celebra il Pesach ebraico con i suoi discepoli pochi giorni prima della morte) non tutti sanno che cosa celebra questa festività ebraica. Né che, nonostante commemori un evento della storia antica, centrale per il destino del popolo ebraico, il suo significato si presta a letture attuali. Abbiamo chiesto a Simonetta della Seta (già direttrice del Meis di Ferrara, dal prossimo anno alla guida del gruppo di lavoro che si occupa di Musei e Memoriali dell’International Holocaust Remembrance Alliance) di raccontarci che cos’è Pesach, quali…

Due feste, una ebraica e una cristiana, cadono nel 2022 nelle stesse giornate: la festività ebraica di Pesach, infatti, si festeggia quest’anno a partire dalla sera di venerdì 15 aprile, che coincide con il Venerdì Santo: dura otto giorni nella Diaspora, ossia fuori da Israele, e sette giorni in Israele. Nonostante il legame tra due celebrazioni per i fedeli cristiani (Gesù, ebreo, celebra il Pesach ebraico con i suoi discepoli pochi giorni prima della morte) non tutti sanno che cosa celebra questa festività ebraica. Né che, nonostante commemori un evento della storia antica, centrale per il destino del popolo ebraico, il suo significato si presta a letture attuali. Abbiamo chiesto a Simonetta della Seta (già direttrice del Meis di Ferrara, dal prossimo anno alla guida del gruppo di lavoro che si occupa di Musei e Memoriali dell’International Holocaust Remembrance Alliance) di raccontarci che cos’è Pesach, quali sono le sue tradizioni e perché questa celebrazione è un invito per tutti a riflettere sul concetto di libertà e su ciò che nella nostra esistenza è davvero essenziale.

Che cos’è la festività ebraica di Pesach e cosa celebra?

Direi che Pesach è una festa centrale del calendario ebraico, anche dal punto di vista esistenziale. Ha per così dire una dimensione orizzontale e una verticale. Orizzontale, perché è l’occasione per celebrare l’unione con la natura che rifiorisce e il nostro legame con il nucleo familiare, anche allargato, e con i nostri amici. Verticale, perché ci connette, ci riporta indietro al momento in cui gli ebrei uscirono dall’Egitto in cui erano schiavi.

Il racconto del Seder, la prima sera di Pesach, è proprio il racconto dell’uscita dalla schiavitù in Egitto

"Il Seder, parola che significa ordine in ebraico, inizia con la recitazione in aramaico del brano del brano A Lahmah (Questo è il pane dell'afflizione....), che ricorda la schiavitù in Egitto e tutto il male che la schiavitù comporta. La serata è centrala sulla lettura dell’Haggadah, che è appunto il racconto dell’uscita dalla schiavitù in Egitto. Comincia con le domande dei bambini, perché le domande dei bambini sono domande profonde, essenziali, che vanno al cuore delle cose. Ma prevede che tutti facciano domande, si interroghino, perché questa è una caratteristica della religione ebraica, e perché il dialogo tra le generazioni è centrale".

Durante Pesach gli ebrei non mangiano nulla che sia lievitato né fermentato. Anzi, prima della festa le case e le cucine vengono pulite da cima a fondo per eliminare tracce di cibi lievitati o fermentati, indicati come “Chametz”

"Si toglie tutto ciò che è lievitato e fermentato proprio per ricordare la fretta della fuga dall’Egitto, quando non c’era tempo di far lievitare il pane o far fermentare i cibi; quella ebraica una cultura abituata a reagire rapidamente alle situazioni".

Non c’è però solo il divieto di mangiare cibo lievitato, e la prescrizione di mettere a tavola le matzot, il pane azzimo. Sulla tavola di Pesach si pongono cibi speciali, con un forte significato simbolico

"Sul tavolo si pone un piatto speciale, o un canestro, che contiene dei cibi simbolici. Un’erba amara – in Italia mettiamo il sedano, o la lattuga, che rappresenta il sapore amaro della schiavitù. Una zampetta di agnello, perché nella notte prima della fuga gli ebrei sacrificarono un agnello, e segnarono con il suo sangue le loro porte; un uovo sodo, che è simbolo di lutto, il nostro ma anche quello degli altri; acqua e sale e il charoset, una sorta di impasto che vuole ricordare la malta dei mattoni con cui gli ebrei costruivano gli edifici degli egiziani: molte famiglie lo preparano dolce, con frutta secca e spezie".

Tutto il rituale di Pesach, tuttavia, non è solo rivolto a ricordare il passato, ma viene “attualizzato” in modo da essere significativo per il presente

"Come dicevo prima, Pesach ha un significato esistenziale. Porta con sé un messaggio profondo di libertà. Serve a farci intraprendere oggi il passaggio dalla schiavitù, dalle varie forme di schiavitù della nostra esistenza, alla libertà. Si esce dalla cattività, ossia si esce dalla materialità, dall’idolatria, e si va nel deserto. Ossia si entra in una dimensione semplice, essenziale. Un grande rabbino, Adin Steinsaltz, scomparso due anni fa, diceva che l’uscita dall’Egitto è importante quanto ricevere la Torah, perché è proprio con l’uscita dall’Egitto che gli ebrei diventano popolo, cominciano ad assumersi delle responsabilità. E c’è un altro messaggio nella celebrazione di Pesach, attualissimo in una società e in un momento storico in cui si sentiamo sopraffatti dal di più, dalla sovrabbondanza di tutto, in cui siamo confusi da una moltitudine di news e di fake news. Ci può essere ricchezza spirituale nell’avere meno, nello spogliarsi del troppo, invece che nell’avere di più".