Odette e Claudine
di Antonio Monda , di Antonio MondaMi chiamo Odette, e sono quella che parla. Claudine è sempre stata la sorella bella, sorridente e di poche parole. Dicevano che era stupida, ma non era vero. Era più facile da conquistare, questo è certo.
Io no, ero tosta e chi voleva avere a che fare con me doveva conquistare il mio cervello, non bastavano mica inviti a cena o fiori. E poi parlare mi piace, e mi piace vedere come mi ascoltano. Una volta a scuola il preside mi convocò nel suo ufficio per dirmi che era uno spreco non studiassi, che avevo un talento e sarei potuta arrivare lontano. Sono tutti bravi a farti sentire in colpa.
Quello che invece non disse è che mia sorella questo talento non lo aveva, e a lei questo discorso non lo aveva fatto. Ma era chiaro che era quello che intendeva: hanno voluto sempre separarci tutti, ma non ci riuscirà nessuno.
Siamo state elette a pari merito le più belle del liceo, e a Mott Haven i nostri nomi francesi erano invidiati da tutti, al…
Mi chiamo Odette, e sono quella che parla. Claudine è sempre stata la sorella bella, sorridente e di poche parole. Dicevano che era stupida, ma non era vero. Era più facile da conquistare, questo è certo.
Io no, ero tosta e chi voleva avere a che fare con me doveva conquistare il mio cervello, non bastavano mica inviti a cena o fiori. E poi parlare mi piace, e mi piace vedere come mi ascoltano. Una volta a scuola il preside mi convocò nel suo ufficio per dirmi che era uno spreco non studiassi, che avevo un talento e sarei potuta arrivare lontano. Sono tutti bravi a farti sentire in colpa.
Quello che invece non disse è che mia sorella questo talento non lo aveva, e a lei questo discorso non lo aveva fatto. Ma era chiaro che era quello che intendeva: hanno voluto sempre separarci tutti, ma non ci riuscirà nessuno.
Siamo state elette a pari merito le più belle del liceo, e a Mott Haven i nostri nomi francesi erano invidiati da tutti, al punto che li storpiavano in Odine e Claudette. A noi non importava molto, perché le vincitrici si portano sempre dietro l’invidia, e poi un giorno l’avremmo vista davvero Parigi, e saremmo andate a vivere in un castello su un fiume francese, come sognava nostra madre. Così pensavamo allora, e io voglio ancora pensarlo.
Al Copacabana ci facevano entrare anche quando non avevamo l’età, e i buttafuori ci davano la precedenza, perché se noi entravamo in un locale, diventava subito il posto dove andare. E nessuno ballava come noi, era la musica a seguirci, e non viceversa.
Per la prom night abbiamo avuto una lista di inviti più lunga di quella di tutte le nostre compagne messe insieme. Claudine aveva due inviti più di me, ma io non me la sono presa: usava armi troppo facili, ma per farle dispetto quella sera ho scelto Nelson, che le era sempre piaciuto. Ed è stata la notte più bella della mia vita.
Ho cominciato ad ingrassare subito dopo, forse l’alcool o la noia per una festa che sembrava non finisse mai. All’inizio Claudine mi prendeva in giro: credevo fosse per la storia di Nelson, non le era proprio andata giù, ma poi ho capito che lo diceva per me.
Di questo passo non avrai più nessuno, Odette, devi stare attenta.
Io le risposi che gli uomini da me cercavano ben altro e lei mi disse che ero un’illusa.
Per un po’ di tempo non abbiamo parlato, ma poi, un paio di mesi dopo, ha cominciato ad ingrassare anche lei, e nel giro di un anno nessuna delle due ha mai più avuto un invito, neanche al cinema.
Una sera mi ha telefonato e ha detto che mi voleva bene e le mancavo. Ed è quello che sentivo anch’io, per questo abbiamo ricominciato a vederci. Nessuno può separarci.
Ora usciamo sempre in coppia, ma non andiamo più al Copacabana, o nei posti dove ci hanno celebrato ed invidiato.
Ieri sera abbiamo incontrato Nelson, ma lui ha fatto finta di non riconoscerci. Stava con una biondina magrissima, tutta truccata. Quando ci siamo incrociati lei ha fatto uno strano sorriso, ma forse me lo sono immaginato io.
Più tardi, a casa, Claudine ha detto che non era così magra. Io non ho risposto niente, e lei ha aggiunto che dobbiamo trovarci un lavoro, perché in Francia ci vuole andare. Ma è meglio che ci pensi io: sono sempre stata la più studiosa tra le due.