Un itinerario di letture e riflessioni lungo un secolo, anche qualche anno in più, dalle premesse della Grande Guerra alla pandemia, dalle pagine più buie del Novecento alle profezie possibili sul mondo che verrà. La letteratura come guida attraverso scritti di autori e autrici che hanno segnato tornanti del passato. Un incontro cercato e rafforzato tra la trama della storia e gli sguardi e le riflessioni di chi ha scelto di scrivere. Il viaggio a ritroso costruito sulle tappe cronologiche di brevi racconti accompagna il lettore nel volume di Giacomo Papi (Italica. Il Novecento in trenta racconti e tre profezie, Rizzoli) che ha messo insieme il mosaico delle letture offrendo contestualmente spunti, cifre, indagini conoscitive che introducono le pagine proposte. "Quando cominciano i secoli? E quando finiscono? Esistono eventi che scandiscono il passaggio da un'epoca all'altra? La letteratura racconta la storia, sempre, anche quando ricostruisce il pass…
Un itinerario di letture e riflessioni lungo un secolo, anche qualche anno in più, dalle premesse della Grande Guerra alla pandemia, dalle pagine più buie del Novecento alle profezie possibili sul mondo che verrà. La letteratura come guida attraverso scritti di autori e autrici che hanno segnato tornanti del passato. Un incontro cercato e rafforzato tra la trama della storia e gli sguardi e le riflessioni di chi ha scelto di scrivere. Il viaggio a ritroso costruito sulle tappe cronologiche di brevi racconti accompagna il lettore nel volume di Giacomo Papi (Italica. Il Novecento in trenta racconti e tre profezie, Rizzoli) che ha messo insieme il mosaico delle letture offrendo contestualmente spunti, cifre, indagini conoscitive che introducono le pagine proposte. "Quando cominciano i secoli? E quando finiscono? Esistono eventi che scandiscono il passaggio da un'epoca all'altra? La letteratura racconta la storia, sempre, anche quando ricostruisce il passato o immagina il futuro, perché non esiste storia senza racconto. Prima che la furia della modernità iniziasse a etichettare tutto, come in un supermercato, storia e letteratura erano indistinte. Erano cronaca, riguardavano il tempo".
Il tempo trascorso, il tempo delle biografie individuali e delle esperienze collettive, ma anche il tempo come spazio d'indagine per proporre giudizi e interpretazioni. Le intenzioni dell'autore emergono sin dalle prime battute: "Questo libro usa i racconti, un genere letterario in Italia abbastanza trascurato, per ricapitolare gli ultimi cent'anni attraverso le voci e gli sguardi degli scrittori e delle scrittrici che erano vivi mentre quei fatti accadevano e che li hanno testimoniati scrivendo, dopo averne sperimentato i dolori e le gioie, sofferto le malattie e combattuto le guerre".
La scrittura come testimonianza e fonte, ma anche come scelta e partecipazione a fronte dei contesti e delle trasformazioni di un cammino pieno di novità, problemi, potenzialità, cadute e traguardi: "In Italia non si era mai vista - siamo all'incipit cronologico La città futurista 1909 - sentita o annusata una vita così. La città apparve come un organismo di cemento, ferro, fumo e corpi di carne che si spostavano. In trent'anni tra il 1881 e il 1911, gli abitanti di Milano e Roma raddoppiarono, come in tutte le quindici città più grandi. L'Italia cambiava, accelerava, nasceva".
E da lì in avanti si snodano piani di lettura e percorsi che compongono il volume. Il primo si appoggia sulla successione dei racconti attraverso riferimenti della nostra letteratura (Fenoglio, Ortese, Malaparte, Levi, Ginzburg, Morante, Sciascia, Calvino e tanti altri noti e meno noti, vicini o lontani nel tempo) un anno chiave qualifica e colloca le pagine definendo un ordine e una priorità tematica. Il secondo riguarda la misurazione di segmenti di passato proposta dall'autore: quali passaggi evidenziare, cosa lasciare sullo sfondo, cosa non prendere neppure in considerazione.
Ogni giudizio storico parte dalla selezione necessaria di fonti e riferimenti, dalla costruzione di un perimetro analizzabile. In questo caso gli anni indicati aiutano e guidano il lettore, ma nelle pieghe di una cronologia articolata si trovano preziosi riferimenti, giudizi e valutazioni sui grandi temi della storia del secolo XX: le guerre innanzitutto, il peso dei conflitti nel processo di nazionalizzazione, il fascismo e la nascita della Repubblica, le trasformazioni politiche e sociali dell'Italia repubblicana (migrazioni, tecnologia, sport, lavoro, terrorismo, mafie, tangentopoli e pandemia). Una trama ricca di curiosità, memorie, storie che emergono dai più diversi angoli del nostro passato.
Papi aggiunge un prezioso tassello offrendo un contesto di riferimento, un'introduzione breve che è al tempo stesso servizio al lettore per il racconto d'autore e soggettiva interpretazione fondata su cifre, ricerche, analisi quantitative e statistiche. Non esiste storia senza racconto, e il racconto è anche una proposta d'interpretazione, un giudizio. Un esempio di denuncia, tra i tanti: "Negli ultimi vent'anni le donne ammazzate hanno cominciato, finalmente, a essere uno scandalo e ad avere attenzione (nel Novecento non esistevano statistiche sugli omicidi di genere).
Nel 2021 in Italia ne sono state uccise 118, 102 delle quali in ambito familiare e affettivo. Rispetto agli anni precedenti il numero è più o meno stabile, ma in Italia gli omicidi volontari crollano da cinquant'anni: nel 1951 erano stati 2176, nel 1983 1110, nel 1991 1893, nel 2001 1549, nel 2021 295. Solo il numero di donne ammazzate non cala. Il femminicidio è al riparo della storia e della geografia, del livello di reddito e di istruzione, una violenza inscritta nella natura stessa del maschio o dei rapporti tra uomini e donne, il frutto di una cultura tanto antica da sembrare eterna".