La risposta di Margaret Atwood alla censura: un libro che non si può bruciare
di Ilaria Zaffino , di Ilaria ZaffinoFiamme, pagine che bruciano, la musica di sottofondo che si fa più assordante e poi, in mezzo a un anello di fuoco, arriva lei: la grande Margaret Atwood. La scrittrice canadese ultraottantenne, i capelli candidi che spiccano sullo sfondo scuro, gli occhi di ghiaccio, tiene in mano, brandito come un’arma, un lanciafiamme con il quale dopo aver preso con cura la mira prova a bruciare il suo romanzo più famoso. Quel Racconto dell’Ancella, che da quando è stato pubblicato per la prima volta nel 1985, è tra i libri più contestati e banditi dalle scuole. Solo che il libro, nonostante gli sforzi della sua autrice qui in veste inedita di cecchino, di bruciare non ne vuole proprio sapere: non si incenerisce quando il fuoco colpisce la copertina, anzi, le fiamme ne sfiorano i bordi, volando via senza lasciare alcun residuo. Perché si tratta di una speciale edizione resistente al fuoco, messa in campo dal suo editore, la Penguin Random House…
Fiamme, pagine che bruciano, la musica di sottofondo che si fa più assordante e poi, in mezzo a un anello di fuoco, arriva lei: la grande Margaret Atwood. La scrittrice canadese ultraottantenne, i capelli candidi che spiccano sullo sfondo scuro, gli occhi di ghiaccio, tiene in mano, brandito come un’arma, un lanciafiamme con il quale dopo aver preso con cura la mira prova a bruciare il suo romanzo più famoso. Quel Racconto dell’Ancella, che da quando è stato pubblicato per la prima volta nel 1985, è tra i libri più contestati e banditi dalle scuole. Solo che il libro, nonostante gli sforzi della sua autrice qui in veste inedita di cecchino, di bruciare non ne vuole proprio sapere: non si incenerisce quando il fuoco colpisce la copertina, anzi, le fiamme ne sfiorano i bordi, volando via senza lasciare alcun residuo. Perché si tratta di una speciale edizione resistente al fuoco, messa in campo dal suo editore, la Penguin Random House, per combattere la censura.
Non brucerete questo libro: Margaret Atwood contro la censura
La scrittrice canadese è infatti protagonista di un breve ma potente video su YouTube – non dura più di un minuto, ma tanto basta a dire tutto – in cui risponde in prima persona ai tentativi sempre più frequenti negli Stati Uniti e in Canda di bandire alcuni libri dalle scuole. E Il racconto dell’Ancella è uno di questi.
Annunciando il progetto, Penguin Random House ha dichiarato: "In tutti gli Stati Uniti e nel mondo i libri vengono contestati, banditi e persino bruciati. Per questo abbiamo creato un'edizione speciale di un libro che è stato contestato e bandito per decenni. Stampata e rilegata con materiali ignifughi, questa edizione del Racconto dell’Ancella di Margaret Atwood è stata realizzata per essere completamente incombustibile. È stata pensata per proteggere questa storia vitale e nello stesso tempo lanciare un segnale potente contro la censura".
Non solo. Questa edizione speciale resistente al fuoco del romanzo di Margaret Atwood è stata messa all’asta da Sotheby's a New York fino il 7 giugno e il ricavato del libro definito provocatoriamente "incombustibile" andrà a sostegno di battaglie in difesa della libertà di espressione. L'asta precede l'attesa sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti che ribalta il diritto all'aborto. Tema sul quale Margaret Atwood si è espressa anche nella sua recente raccolta di saggi, Burning Questions, dove scrive: "Le donne che non possono decidere autonomamente se avere o meno un bambino sono schiavizzate perché lo Stato rivendica la proprietà dei loro corpi e il diritto di dettare l'uso che deve essere fatto dei loro corpi".
Secondo l'American Library Association, Il racconto dell'ancella è tra i libri più spesso contestati o vietati nelle scuole americane. Il romanzo distopico, ambientato in un futuro prossimo che vede le donne sottomesse e asservite per scopi riproduttivi a un regime totalitario teocratico, la "Repubblica di Gilead", è stato pubblicato per la prima volta nel 1985, ma è salito alla ribalta grazie all’adattamento televisivo del 2017 e a un sequel, I testamenti, uscito nel 2019 (entrambi i libri sono pubblicati in Italia da Ponte alle Grazie). E i costumi da "ancella", quei mantelli rossi con i copricapi bianchi, sono diventati un simbolo che ricorre spesso nelle manifestazioni di protesta per i diritti delle donne.