Lettere da sopra la pioggia, quel diluvio di cultura sopra le nostre canzoni
di Sara Ficocelli , di Sara FicocelliCiò che scegliamo, amiamo e creiamo è quasi sempre il frutto di ciò che abbiamo imparato. Fra i banchi di scuola o in libreria, nelle aule universitarie o in biblioteca, la nostra formazione è scandita da continui incontri e scontri con la letteratura, le sue epifanie, i suoi misteri, la sua capacità di diventare vita vissuta prima ancora della vita stessa. E i cantautori, per quanto ammantati, nell'immaginario collettivo, di una certa sacralità, non sono da meno. Anche loro vivono di commistioni, anche le loro creazioni sono la sintesi di questa fusione fra tesi e antitesi. Da una parte il talento, l'istinto, l'inclinazione artistica. Dall'altra Rimbaud, Leopardi, Dostoevskij, Pasolini. Difficile stabilire dove cominci una suggestione e finisca l'altra, il punto esatto in cui il mare delle conoscenze letterarie diventa onda, ispirazione, dando vita a una canzone.
I pisani Fabrizio Bartelloni e Marco Masoni, ideatori di Sp…
Ciò che scegliamo, amiamo e creiamo è quasi sempre il frutto di ciò che abbiamo imparato. Fra i banchi di scuola o in libreria, nelle aule universitarie o in biblioteca, la nostra formazione è scandita da continui incontri e scontri con la letteratura, le sue epifanie, i suoi misteri, la sua capacità di diventare vita vissuta prima ancora della vita stessa. E i cantautori, per quanto ammantati, nell'immaginario collettivo, di una certa sacralità, non sono da meno. Anche loro vivono di commistioni, anche le loro creazioni sono la sintesi di questa fusione fra tesi e antitesi. Da una parte il talento, l'istinto, l'inclinazione artistica. Dall'altra Rimbaud, Leopardi, Dostoevskij, Pasolini. Difficile stabilire dove cominci una suggestione e finisca l'altra, il punto esatto in cui il mare delle conoscenze letterarie diventa onda, ispirazione, dando vita a una canzone.
I pisani Fabrizio Bartelloni e Marco Masoni, ideatori di Spiriti solitari - cantautori ascoltati, visti e raccontati, rassegna itinerante interamente dedicata al cantautorato italiano portata avanti con passione - e ovviamente online - persino durante la pandemia, ci hanno provato. Il loro saggio - o, come lo definiscono loro, "un assaggio: una sorta di menù degustazione di una cena a tema 'musica e letteraturà " - Lettere da sopra la pioggia (Pacini, 2022, 112 p.) analizza, da Gaber a Branduardi, da Vecchioni a Fossati, passando naturalmente per Battisti, De Andrè, Battiato e molti altri, l'universo della musica d'autore italiana alla luce del metaverso letterario internazionale, mostrando al lettore che, esattamente come nella vita realtà e virtuale si compenetrano fino a diventare un tutt'uno, così nel cantautorato musica e testo si mescolano a reminiscenze culturali di ogni tipo, uscendone arricchite a punto che il termine "canzone" appare quasi canzonatorio, perché ormai d'opera d'arte si tratta.
Il saggio è denso di chicche, aneddoti, curiosità, ma presenta anche una corposa analisi dei testi - soprattutto quelli meno conosciuti, per la gioia degli appassionati che dei loro artisti preferiti sanno quasi tutto - e una non banale disamina delle componenti musicali. I due autori spiegano di essersi spartiti i compiti: Bartelloni sviscera i testi, Masoni gli accordi, e da questa sinergia, ossatura portante degli incontri con gli Spiriti solitari, nasce un libro che è un viaggio unico nel suo genere perché capace di percorrere l'intreccio tra cantautorato e letteratura, senza trascurare nulla.
Scrivono gli autori nell'introduzione: "Non aspettatevi perciò di trovare, nelle pagine che seguono, un trattato organico e sistematico, tantomeno una sorta di enciclopedia che raccolga e indicizzi tutti gli incontri tra il mondo letterario e la musica pop italiana. Un'opera del genere avrebbe richiesto anni di lavoro, per poi risultare comunque incompleta, vista la quantità di incroci e contaminazioni tra le due arti maggiori che si sono succeduti, e continuano a succedersi, nel corso del tempo. Quello che abbiamo provato a fare, piuttosto, è stato raccontare alcuni dei momenti più significativi e originali dell'articolata dialettica tra musica italiana e letteratura, lasciandoci guidare da suggestioni, fascinazioni e gusti del tutto personali eppure capaci, a nostro avviso, di tracciare e percorrere una rotta emotiva che in molti potranno percepire come una pista conosciuta e che in tantissimi hanno già, in un modo o in un altro, intrapreso".
Tra echi familiari e rivelazioni, Lettere da sopra la pioggia deve il titolo a un album di Ivano Fossati e proprio dal gigante genovese comincia, prendendo spunto dalla sua splendida interpretazione del Disertore per tirare le file del tempo attuale e dei suoi drammi. Un no alla guerra più perentorio e sincero che mai, coerente col principio alla base di tutta la canzone d'autore: creare sì, ma per esprimere, dichiarare, uscire dall'angolo. Difficile, forse impossibile stabilire il punto esatto in cui il mare diventa onda, ma in quell'increspatura - sembrano volerci dire i nostri Ciampi e Guccini, Dalla e De Gregori - si muove il senso stesso della vita.
"Lettere da sopra la pioggia" verrà presentato sabato 28 maggio alle ore 18 nel giardino de "La Nunziatina" (via La Nunziatina 11 - Pisa) nell'ambito della rassegna "Scrittori in Borgo" organizzata dalla Libreria Ghibellina.