Patrick
di Antonio Monda , di Antonio MondaNon ho ancora compiuto cinquanta anni, ma sono un punto di riferimento per amici e nemici da almeno venti. Ho creato e distrutto potenti, soprattutto quelli che hanno avuto la presunzione di sfidarmi o l’illusione di fare a meno di me.
Ho fondato due giornali e una rivista, e ho una rubrica televisiva che supplisce a quello che la politica e la giustizia lasciano incompiuto.
Sono temuto e detestato, e anche i miei dipendenti mi idolatrano, ma non mi amano. Oderint dum metuant, diceva qualcuno, e io mi sono sempre rifiutato di crederci fin quando non ho capito che l’amore è un sentimento fallace.
Faccio una vita semplice, perché dopo un po’ di tempo anche il lusso svela la propria inutilità, e poi nulla genera maggiore piacere del creare a propria immagine e somiglianza.
Ogni mattina mi mescolo con la gente: mi piacciono le metropolitane affollate, e gli sguardi di chi ancora s’illude che questa città non sia un deser…
Non ho ancora compiuto cinquanta anni, ma sono un punto di riferimento per amici e nemici da almeno venti. Ho creato e distrutto potenti, soprattutto quelli che hanno avuto la presunzione di sfidarmi o l’illusione di fare a meno di me.
Ho fondato due giornali e una rivista, e ho una rubrica televisiva che supplisce a quello che la politica e la giustizia lasciano incompiuto.
Sono temuto e detestato, e anche i miei dipendenti mi idolatrano, ma non mi amano. Oderint dum metuant, diceva qualcuno, e io mi sono sempre rifiutato di crederci fin quando non ho capito che l’amore è un sentimento fallace.
Faccio una vita semplice, perché dopo un po’ di tempo anche il lusso svela la propria inutilità, e poi nulla genera maggiore piacere del creare a propria immagine e somiglianza.
Ogni mattina mi mescolo con la gente: mi piacciono le metropolitane affollate, e gli sguardi di chi ancora s’illude che questa città non sia un deserto. Mi piace pensare che leggono quello che pubblico, nella convinzione di aver elaborato liberamente un pensiero.
E mi diverte piace sapere che quando attaccano me attaccano milioni di lettori e spettatori in cerca di un’idea che appaghi i loro bisogni e le loro frustrazioni.
Credo ancora nei giornali, quelli stampati, che si sfogliano tra le mani e ci dicono ogni giorno che il mondo non cambia.
Credo nella ripetizione delle idee e negli slogan, che semplificano invece di approfondire, perché è sempre meglio non andare troppo in fondo alle cose.
Credo nella stampa libera, perché so che in fondo libera non lo è mai.
Credo nell’oggi, perché il futuro è costruito dal presente e chi si ferma a guardare il passato diventa di sale.
E credo nel matrimonio, perché ogni progetto deve aver un fondamento che non può essere mai toccato o discusso. Questo non significa che non abbia altre donne, ma sia io che loro sappiamo che i nostri rapporti hanno la durata dei nostri incontri. Che per me è una forma di eternità.
Credo nella libertà di disporre della propria vita, perché nessuna legge, morale o religione può privarci di questa libertà.
Ed io ho deciso di porvi fine questa sera stessa.
O almeno così avevo deciso questa mattina, fin quando non ho visto la signora che mi siede accanto, leggere un romanzo sentimentale con una passione che io non ho mai avuto. Si emoziona e sorride.