✕

Firenze. Niente Giardino di Boboli al sequel di Dune

Firenze, Giardini di Boboli, la fontana del Tritone 
La Warner Bros aveva intravisto nell'immenso parco di Palazzo Pitti una location perfetta per girare alcune scene della seconda parte del kolossal di Denis Villeneuve
2 minuti di lettura

FIRENZE
Niente Giardino di Boboli per la Warner Bros. La casa di produzione cinematografica aveva intravisto nell'immenso parco di Palazzo Pitti una location perfetta per girare alcune scene della seconda parte di Dune, il kolossal di Denis Villeneuve che nella sua prima versione ha avuto dieci nomination agli Oscar, di cui sei vinti. Ma si è dovuta scontrare con il no del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, che ha rifiutato l'offerta, che secondo indiscrezioni sarebbe stata di circa 150.000 euro, mentre la controproposta era di 100.000 euro in più. Niente da fare quindi.

D'altra parte dalle Gallerie degli Uffizi viene spiegato che il direttore Eike Schmidt sottolinea in ogni caso di aver più volte attivamente impedito, in passato, la svendita del patrimonio artistico delle Gallerie a fronte di offerte assolutamente non congrue rispetto alle pretese di concessione manifestate. Facendo due conti, infatti, 150.000 euro non avrebbero nem…

FIRENZE
Niente Giardino di Boboli per la Warner Bros. La casa di produzione cinematografica aveva intravisto nell'immenso parco di Palazzo Pitti una location perfetta per girare alcune scene della seconda parte di Dune, il kolossal di Denis Villeneuve che nella sua prima versione ha avuto dieci nomination agli Oscar, di cui sei vinti. Ma si è dovuta scontrare con il no del direttore delle Gallerie degli Uffizi, Eike Schmidt, che ha rifiutato l'offerta, che secondo indiscrezioni sarebbe stata di circa 150.000 euro, mentre la controproposta era di 100.000 euro in più. Niente da fare quindi.

D'altra parte dalle Gallerie degli Uffizi viene spiegato che il direttore Eike Schmidt sottolinea in ogni caso di aver più volte attivamente impedito, in passato, la svendita del patrimonio artistico delle Gallerie a fronte di offerte assolutamente non congrue rispetto alle pretese di concessione manifestate. Facendo due conti, infatti, 150.000 euro non avrebbero nemmeno coperto i mancati introiti per i visitatori a giardino chiuso o semichiuso. Oltre al fatto che tra i criteri della regolamentazione in essere sui musei c'è quello che non deve essere pregiudicata la fruizione del bene.

Tra l'altro non è la prima volta che le Gallerie degli Uffizi vengono scelte per girare film. Nel 2018 è stato il caso di 6 Underground, altra grande produzione hollywoodiana, dove compaiono in alcune scene, anche se pure in quella occasione fu detto un altro no: la produzione voleva proporre delle esplosioni nel cortile degli Uffizi con uso di olio e fumogeni, ma dal Museo non vollero nemmeno sentirne parlare e così la scena non ha mai visto la luce.

Tutto ciò innesca però un discorso sulla fruizione degli spazi museali in riprese cinematografiche e televisive. Al momento per la concessione generale di spazi museali esiste una normativa cornice che fissa dei criteri. Ma il Ministero della Cultura e Italian Film Commissions, con una bozza che sarebbe già in stato avanzato e che quindi in poco tempo potrebbe essere adottata, stanno lavorando a un regolamento per l'utilizzo dei musei nazionali quando una produzione vuole inserirli nei propri film.

"È un progetto che condividiamo con Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, e il ministro della Cultura Dario Franceschini - spiega Stefania Ippoliti, direttrice di Toscana Film Commission - perché c'è uno stimolo a valorizzare i beni artistici italiani a livello cinematografico e a portare produzioni di rilievo. Quindi stiamo lavorando per cercare di mettere a punto delle linee guida per i musei statali di tutta Italia". Qualcosa che regolarizzi e dettagli il più possibile delle situazioni che possono essere molto differenti tra di loro. "Sarebbe più trasparente per le grandi produzioni - prosegue Ippoliti - se ci fosse un regolamento con dei parametri economici all'interno dei quali il direttore può chiedere, altrimenti si va incontro a questo rischio delle contrattazioni a sorpresa". Anche se dei tariffari in molti casi già esistono per evitare danni erariali.

Ma intanto Firenze non vedrà per le sue strade, a meno di clamorosi colpi di scena, le nuove riprese di Dune: "Abbiamo lavorato da tempo su questa possibilità - aggiunge Ippoliti - la ritenevamo importante. Dune non è solo campione di incassi, ma è anche un film bellissimo e come tutte le grandi produzioni avrebbe portato in Toscana e a Firenze tanto lavoro. Tra l'altro per una richiesta che non era dentro gli Uffizi, ma in una parte di Boboli. Tutte le volte che si prendono decisioni come queste, che sono legittime, bisogna tenere presente molti fattori".