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La famiglia, l'amore, Israele: una guida ai libri di Abraham Yehoshua

Abraham Yehoshua (agf)
Scomparso a 85 anni, lo scrittore israeliano ci lascia romanzi e racconti che fanno parte del patrimonio letterario del Novecento. Ecco un percorso tra i suoi libri
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Scomparso a 85 anni, Abraham “Bulli” Yehoshua è, insieme ad Amos Oz (morto nel 2018), a Yoram Kaniuk e al più giovane David Grossman uno degli scrittori che ha portato la letteratura israeliana alla fama nel resto del mondo, aprendo la strada ai narratori delle generazioni successive, da Eskhol Nevo a Etgar Keret ad Ayelet Gundar-Goshen.

Nato nel 1936 in una famiglia che fin dall’Ottocento si era stabilita a Gerusalemme, nei suoi romanzi ha raccontato sia le vicende degli ebrei della Diaspora nei secoli passati, sia l’esperienza della vita in Israele. Grande indagatore delle relazioni umane, lasciava che le vicende storiche e la quotidianità complessa del suo Paese emergessero attraverso il racconto, dando alle sue storie quella valenza universale che l’hanno portato ad essere amatissimo anche all’estero, a partire proprio dall’Italia. Qui di seguito vi proponiamo un viaggio tra alcuni dei suoi libri (i titoli di A.B. Yeh…

Scomparso a 85 anni, Abraham “Bulli” Yehoshua è, insieme ad Amos Oz (morto nel 2018), a Yoram Kaniuk e al più giovane David Grossman uno degli scrittori che ha portato la letteratura israeliana alla fama nel resto del mondo, aprendo la strada ai narratori delle generazioni successive, da Eskhol Nevo a Etgar Keret ad Ayelet Gundar-Goshen.

Nato nel 1936 in una famiglia che fin dall’Ottocento si era stabilita a Gerusalemme, nei suoi romanzi ha raccontato sia le vicende degli ebrei della Diaspora nei secoli passati, sia l’esperienza della vita in Israele. Grande indagatore delle relazioni umane, lasciava che le vicende storiche e la quotidianità complessa del suo Paese emergessero attraverso il racconto, dando alle sue storie quella valenza universale che l’hanno portato ad essere amatissimo anche all’estero, a partire proprio dall’Italia. Qui di seguito vi proponiamo un viaggio tra alcuni dei suoi libri (i titoli di A.B. Yehoshua sono editi da Einaudi).

Quegli amori che non si spezzano

L’amore, il lungo matrimonio con la moglie Rivka, psicanalista di professione, scomparsa nel 2016, e la vita di famiglia sono stati centrali nella biografia dello scrittore israeliano. La sua intera opera si può leggere come una dettagliata, umanissima riflessione sui legami familiari, sui padri e i figli, sulla natura dell’amore, su come si spezza e su come sopravvive, su come persino la fine di una relazione non riesce a recidere la connessione con un altro essere umano. A far conoscere per prima in Italia l’opera di Yeoshua fu la casa editrice Giuntina, con due titoli, i racconti de Il poeta continua a tacere (1987) e Elogio della normalità (1991) ma il romanzo che ha conquistato il grande pubblico fu L’amante, ambientato ad Haifa, dove lo stesso scrittore viveva, durante la guerra del Kippur.

Racconta la crisi di una coppia, Adam e Asya, e l’entrata in scena di un giovane studioso, Gabriel, di cui Asya si innamora; quando Gabriel scompare, Adam decide di mettersi in viaggio per ritrovarlo, poiché sa che l’amante ha riportato la gioia nella vita della moglie.  Il tema del matrimonio è centrale anche negli altri due romanzi che sono poi andati con L’amante a comporre la trilogia D’amore e di guerra. In Un divorzio tardivo il protagonista è l’anziano Yehudà Kaminka, un patriarca a rovescio: ha abbandonato la famiglia per andare a vivere negli Stati Uniti, e torna in Israele per divorziare dalla moglie, ricoverata da tempo in una clinica psichiatrica. Intorno al suo ritorno si coaguleranno i non detti di tutta una vita, mostrando come sia impossibile uscire, nel bene e nel male, dal recinto delle proprie origini.

Ne Le cinque stagioni, invece, la vicenda narrata è quella di Molcho, che a poco più di cinquant’anni si ritrova vedovo di una moglie amata, che ha curato amorevolmente durante una lunga malattia: deve cercare di nuovo l’amore o lasciarsi sprofondare nella solitudine?. Appartiene idealmente a questa stagione romanzesca anche Ritorno dall'India, scritto all'inizio degli anni Novanta, dove Yehoshua inscena una strana commedia amorosa tra i personaggi, partendo dalla necessità di recuperare in India una giovane israeliana che si è ammalata lì. Il giovane medico Benji, che è stato chiamato dal proprio direttore ad accompagnarlo nell'impresa di riportare a casa la figlia, scoprirà di non essere ciò che pensava, e si farà coinvolgere in una storia d'amore singolare.

I TITOLI

Abraham B. Yehoshua, L’amante (Einaudi, Traduzione Arno Baehr, pagg. 444, euro 14)

Abraham B. Yehoshua, Un divorzio tardivo, Einaudi (Traduzione Gaio Sciloni, pagg. 366, euro 13)

Abraham B. Yehoshua, Cinque stagioni, Einaudi (Traduzione Gaio Sciloni, pp. 394, euro 12,50)

Abraham B. Yehoshua, Ritorno dall’India (Einaudi, Traduzione, A. Guetta-E. Loewenthal, pagg. 478 euro 13,30)

Un’avventura ebraica

I romanzi “storici” di Yehoshua costituiscono un capitolo a parte della produzione dello scrittore; vi è in essi una proiezione delle sue stesse origini in una famiglia d’origine sefardita, che dopo aver commerciato e vissuto lungo le coste del Mediterraneo decise, nell’Ottocento, di tornare a Gerusalemme, ma anche il desiderio di espandere il tema dell’identità, della memoria e della storia oltre i confini di Israele, abbracciando idealmente i luoghi in cui gli ebrei della Diaspora hanno vissuto negli ultimi due millenni. Nel fortunato Il signor Mani, che prende il via tra la Gerusalemme e la Tel Aviv degli anni Ottanta, una serie di “dialoghi” a ritroso ridanno vita alle generazioni della famiglia Mani, inseguendole dalla Palestina mandataria alla Turchia, alla Grecia del 1800. In Viaggio alla fine del Millennio, ambientato nel 999, allo scoccare dell’anno Mille, la storia del mercante ebreo Ben-Atar diventa per Yehoshua il pretesto per raccontare le due anime dell’ebraismo della Diaspora, quella mediterraneo sefardita e quella askhenazita del nord ed est Europa, ma anche per disegnare un grande affresco storico sulle influenze e sugli scambi che hanno formato nei secoli l’identità ebraica.

I TITOLI:

Abraham B. Yehoshua, Viaggio alla fine del millennio (Einaudi, Traduzione A. Shomroni, pagg. 380, euro 12)

Abraham B. Yehoshua, Il signor Mani (Einaudi, Traduzione Gaio Sciloni, pagg. 464, euro 13)

I romanzi degli ultimi decenni e l’amore per l’Italia nell’ultimo libro

Yehoshua non ha mai smesso di scrivere: negli ultimi decenni, le sue storie hanno seguito l’evoluzione della società israeliana, ma hanno continuato anche a guardare fuori, all’esterno, spesso raccontando storie di allontanamenti e ritorni in quella striscia di terra così ricca di passato, problematica e contesa.

Ne Il responsabile delle risorse umane, un impiegato di un panificio di Gerusalemme si trova coinvolto in una faccenda molto più complessa delle pratiche relative a stipendi, contributi e assunzioni che è solito gestire: una dipendente del forno è stata uccisa in un attacco terroristico. E’ una donna sola, di cui nessuno reclama il corpo, e tocca al responsabile delle risorse umane far sì che sia sepolta, restituendole da morta quell’attenzione che in vita nessuno le ha riservato.

Due romanzi hanno per scenario un mondo limitrofo a quello della letteratura, ossia il cinema. Si tratta di La scena perduta, in cui Yehoshua fa il ritratto di un vecchio regista, Yair Moses. Stanco e disilluso, Moses viene invitato a Santiago de Compostela per una retrospettiva dei suoi film; qui il passato, e ciò che nel passato è rimasto incompiuto, gli presenterà il conto; sarà un vecchio amico, il suo ex sceneggiatore Shaul, a far riaffiorare un episodio che Moses aveva deciso di dimenticare.

Ne La comparsa, invece, la protagonista è Noga: musicista con una carriera all’estero, è costretta  a tornare a Gerusalemme per occuparsi dell’appartamento dei propri genitori, dopo che la madre è andata a vivere in una casa di riposo. Ma tornare indietro vuol dire confrontarsi con un Paese che sta cambiando, e con il proprio passato: Noga non riconosce il proprio quartiere, che si è popolato di ebrei religiosi ed è molto diverso da quello della sua infanzia, e nemmeno riconosce più la se stessa di un tempo che in Israele aveva lasciato un marito che non amava più. Mentre decide di accettare piccoli ruoli da comparsa in sceneggiati e film per mantenersi durante il soggiorno in patria, Noga capisce che i suoi stessi contorni si fanno via via più evanescenti.

Ne La figlia unica, il suo ultimo libro uscito a novembre 2021, Yehoshua ha voluto dichiarare tutto il suo amore per il nostro Paese raccontando le contraddizioni identitarie di una bambina ebrea italiana, Rachele Luzzatto, e della sua famiglia, che esplodono quando Rachele, che si prepara alla maggiorità religiosa con il Bat Mitzva, desidera partecipare alla recita scolastica di Natale nei panni Maria. Dal libro sarà tratta una serie tv.

I TITOLI

Abraham B. Yehoshua, La figlia unica (Einaudi, Traduzione Alessandra Shomroni, pagg. 168, euro 18)

Abraham B. Yehoshua, La scena perduta (Einaudi, Traduzione Alessandra Shomroni, pagg. 392, euro 11)

Abraham B. Yehoshua, La comparsa (Einaudi, Traduzione Alessandra Shomroni, pagg. 272, euro 12,50)

Abraham B. Yehoshua, Il responsabile delle risorse umane (Einaudi, Traduzione Alessandra Shomroni, pp. 256, euro 12,00)