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La replica: "Caro Kertzer, su Pio XII e il nazismo nelle tue tesi troppe omissioni"

Papa Pio XII in piazza San Pietro nel 1957 
Continua il dibattito sulla figura del pontefice e i suoi rapporti con la Germania di Hitler dopo la pubblicazione del libro dello storico americano
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I punti di discussione da me sollevati sul libro di Kertzer sull'Osservatore Romano erano tre solo per ragioni di spazio, come premesso. Sulla "trattativa segreta" (ho letto anch'io i verbali in tedesco), confermo che essa era nota dal 1965, anche se non nei dettagli. Non si trattava che di rivedere il Concordato del 1933.

Hitler voleva allargarlo ai territori conquistati dal 1938 (Austria, Boemia e Moravia); ma, distratto dalla crisi di Danzica e scoppiata la guerra, non fece proposte concrete. Deludente fu quindi la visita di Ribbentrop in Vaticano (apparentemente pianificata come visita in Italia ma al solo scopo di farsi ricevere da Pio XII). Sulla Summi Pontificatus parlano gli archivi tedeschi. Kertzer, che pur li ha frequentati, nulla dice delle feroci critiche rivolte dai nazisti (a livello partitico e governativo) a quell'enciclica. Come mai? Non sono io a dire che la Summi Pontificatus era un attacco alla Germania nazista; lo scrivono i nazisti, ripetu…

I punti di discussione da me sollevati sul libro di Kertzer sull'Osservatore Romano erano tre solo per ragioni di spazio, come premesso. Sulla "trattativa segreta" (ho letto anch'io i verbali in tedesco), confermo che essa era nota dal 1965, anche se non nei dettagli. Non si trattava che di rivedere il Concordato del 1933.

Hitler voleva allargarlo ai territori conquistati dal 1938 (Austria, Boemia e Moravia); ma, distratto dalla crisi di Danzica e scoppiata la guerra, non fece proposte concrete. Deludente fu quindi la visita di Ribbentrop in Vaticano (apparentemente pianificata come visita in Italia ma al solo scopo di farsi ricevere da Pio XII). Sulla Summi Pontificatus parlano gli archivi tedeschi. Kertzer, che pur li ha frequentati, nulla dice delle feroci critiche rivolte dai nazisti (a livello partitico e governativo) a quell'enciclica. Come mai? Non sono io a dire che la Summi Pontificatus era un attacco alla Germania nazista; lo scrivono i nazisti, ripetutamente e spegnendo l'opportunistico ottimismo dei loro diplomatici in Vaticano.


Gli archivi vaticani ci dicono poi dell'operazione di falsificazione dell'enciclica: i tedeschi ne cambiarono i periodi favorevoli ai polacchi per far vedere che era un documento a favore dei tedeschi. Perché? Questo Kertzer non lo dice. E si potrebbe continuare. Alcuni documenti poi sono citati come fossero scoperte d'archivio. Sono noti dagli anni Settanta e ora disponibili perfino su internet. Perché questi scarti metodologici? Veniamo alla retata del 16 ottobre 1943. Kertzer si dilunga su un verbale vaticano ma taglia proprio la frase "la Santa Sede non deve essere messa nella necessità di protestare. Qualora la Santa Sede fosse obbligata a farlo, si affiderebbe, per le conseguenze, alla Divina Provvidenza". Parole che dicono ben più di qualcosa, dati i tempi e le circostanze. Perché questa omissione? E perché non dire che il rappresentante britannico in Vaticano confermò a Londra la prospettiva di una protesta papale?


Anche una sola vita è importante; tragicamente la razzia al Ghetto ne portò via oltre mille verso i Lager. Ma dove finì la maggioranza dei sei-settemila ebrei romani? Entrano qui in gioco le reti di salvezza: l'apertura delle sedi extraterritoriali vaticane, dei conventi e degli istituti religiosi cattolici, la cooperazione tra Vaticano e varie organizzazioni di soccorso, anche ebraiche. Se ne ha ampia traccia negli archivi e anche nelle carte di Yad Vashem. Questo aspetto non viene trattato nel libro. Come mai? E ancora, in un tale tragico contesto, Kertzer è certo che Pio XII tenesse solo agli ebrei battezzati?


La documentazione resa appena disponibile anche in rete per volere di Papa Francesco contribuirà a chiarire alcuni di questi aspetti. E a cancellare alcune vecchie roadmaps interpretative.