La paura per Maurizio de Giovanni, colpito da infarto, e l'affetto dei lettori
di Bianca De FazioNAPOLI. Uno stop forzato per lo scrittore più prolifico dell'attuale panorama editoriale italiano. Maurizio de Giovanni, 64 anni - l'autore delle storie del commissario Ricciardi, di Mina Settembre e dei Bastardi di Pizzofalcone, romanzi diventati serie tv di grande successo - è dall'altra notte ricoverato all'ospedale Cardarelli: un infarto sul quale i medici sono intervenuti con un'angioplastica che gli ha salvato la vita. E se adesso "le sue condizioni sono stabili" (recita il bollettino emesso a qualche ora dall'intervento dai sanitari dei Cardarelli), ieri la città è stata percorsa da un brivido. L'affetto per de Giovanni, lo scrittore che ha imposto una narrazione di Napoli lontana dagli stereotipi e soprattutto dall'imperante gomorriade, si è manifestato nel tam tam incessante circa le sue condizioni e nei messaggi di vicinanza e solidarietà. Sui social, ma non solo.
Maurizio de Giovanni vanta…
NAPOLI. Uno stop forzato per lo scrittore più prolifico dell'attuale panorama editoriale italiano. Maurizio de Giovanni, 64 anni - l'autore delle storie del commissario Ricciardi, di Mina Settembre e dei Bastardi di Pizzofalcone, romanzi diventati serie tv di grande successo - è dall'altra notte ricoverato all'ospedale Cardarelli: un infarto sul quale i medici sono intervenuti con un'angioplastica che gli ha salvato la vita. E se adesso "le sue condizioni sono stabili" (recita il bollettino emesso a qualche ora dall'intervento dai sanitari dei Cardarelli), ieri la città è stata percorsa da un brivido. L'affetto per de Giovanni, lo scrittore che ha imposto una narrazione di Napoli lontana dagli stereotipi e soprattutto dall'imperante gomorriade, si è manifestato nel tam tam incessante circa le sue condizioni e nei messaggi di vicinanza e solidarietà. Sui social, ma non solo.
Maurizio de Giovanni vanta oltre 2 milioni e mezzo di copie vendute, ma lo spessore delle sue pagine non si misura solo in quantità: il suo nome, i suoi eroi, le sue storie, sono diventati portavoce di una cultura che a Napoli non si è arresa né al disfattismo né alla facile dimensione macchiettistica che scolora la realtà napoletana. "Lo sappiamo - ha detto in una intervista a Repubblica - I lazzari hanno sempre popolato la città con lacrime, urla, passioni di grana grossa. I miei eroi no". E la città anche per questo gli vuole bene.
Così il sindaco Gaetano Manfredi, in un tweet, gli ha detto "Riprenditi presto, ti vogliamo più forte di prima. Napoli fa il tifo per te!" E dopo un po' anche il presidente della Camera, il napoletano Roberto Fico, gli ha mandato un abbraccio e un incoraggiamento: "Forza, rimettiti presto!". Migliaia di post e di emoticon sui profili social dello scrittore e del club dei suoi fan, decine di commenti ad ogni aggiornamento delle sue condizioni.
Tanto che Paola Egiziano, la compagna del romanziere, risponde al telefono a Repubblica esibendo "sconcerto per tutto questo clamore: pensavo che l'infarto restasse una cosa privata, e invece...". Paola Egiziano non nasconde la preoccupazione: "Non posso neppure stargli vicino in queste ore: in ospedale non si può entrare". Poi al riserbo si sostituisce l'obbligo alla comunicazione social e scrive su Facebook: "Ringrazio tutti per l'enorme affetto dimostrato a me e a tutta la famiglia de Giovanni in queste ore complicate e ringrazio i medici e gli infermieri del Cardarelli per la solerzia e la professionalità dimostrate. Maurizio resta sotto stretta osservazione e deve stare a riposo assoluto. Vi aggiornerò...".
L'ultimo libro, Un volo per Sara, teneva già da giorni de Giovanni impegnato in un tour fittissimo che di qui alle prossime settimane lo avrebbe portato in tutta Italia per incontrare i lettori. Appuntamenti serrati, eppure vissuti sempre con generosità, senza negarsi e senza risparmiarsi: "All'affetto dei lettori devo la realizzazione del sogno di scrittore". Mai domo, sempre alle prese col romanzo successivo. Anche in questi giorni: per Natale è attesa una nuova storia del commissario Ricciardi (il primo degli eroi con i quali de Giovanni ha convinto l'editoria e sfidato la narrazione stereotipata di Napoli) e c'è chi giura che sia in pratica già pronta nel cassetto. Forse accanto ad una sceneggiatura che RaiUno sta corteggiando.
Quando meno di un anno fa l'ateneo Federico II gli conferì la laurea honoris causa in Filologia moderna, Maurizio de Giovanni conquistò anche gli accademici più riottosi dichiarando, alla vigilia della cerimonia, che "La nostra è una città moribonda e immortale. Una città che porta perennemente avanti le proprie ferite. È l'unica grande metropoli d'Europa con il prodotto interno lordo inferiore alla Grecia. Con quasi la metà dei suoi giovani che non lavorano e non studiano. Impossibile non pensare di intervenire, di mettere a posto storture del genere. Dunque dobbiamo lottare per il suo cambiamento. Lo faccio anche io, da scrittore" e da commentatore di tutto quel che accade dentro e fuori la città.
Tutto converge nel rinsaldare l'affetto tra de Giovanni e i suoi lettori, ma anche tra de Giovanni e chi invece di leggerlo lo ascolta: la sua maestria nella parola parlata, la sua passione e la cura che mette nel rivolgersi al suo pubblico gli restituiscono, in queste ore, ondate di tenerezza ed amicizia.