Cultura

La Romagna e il delitto quasi perfetto nel nuovo giallo di Enrico Franceschini

La Romagna e il delitto quasi perfetto nel nuovo giallo di Enrico Franceschini
Torna in "Un’estate a Borgomarina" il personaggio del giornalista investigatore Andrea Muratori detto Mura. Qui alle prese con l'omicidio dell'uomo più detestato di un immaginario borgo della riviera
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Andrea Muratori detto Mura ha sempre invidiato chi ha scelto di vivere in un piccolo borgo, dove è facile conoscersi, anzi, dove si conoscono tutti, e tutti compiono ogni giorno gli stessi gesti, nelle stesse ore. Il cornetto e il cappuccino al bar della piazza, i giornali letti e commentati con gli altri clienti, la piada col crudo e lo squacquerone a pranzo, gli spiedini di pesce dell'Adriatico alla sera. Uno di quei posti dove poche migliaia di persone, cresciute insieme, sono diventate adulte insieme e insieme invecchieranno, in un'armonia che pare seguire il corso della natura.

Del resto per uno come lui, che per tutta la sua esistenza ha girato per il mondo facendo il corrispondente per il suo giornale, a sessant'anni suonati la felicità è ritrovarsi con i quattro amici di sempre, giocare a basket due contro due, prendersi allegramente per i fondelli ricordando i tempi della scuola e vivere persino in uno squallido capanno sul mare con un frigorifero sempre vuoto e un retino per pescare qualche triglia più sbadata delle altre.


Mura è bolognese ma da prepensionato mandato a casa dal giornale troppo presto - come accade ormai a tanti - ha preferito trasferirsi in Romagna, il luogo del cuore, quello nel quale ha trascorso tutte le sue vacanze da adolescente facendo a gara con gli amici a "segnare le tacche nel moscone", come dicono da quelle parti, conquistare straniere durante l'estate e vantarsi del numero quando arrivano le prime nebbie e la stagione volge alla fine. E proprio in una notte di nebbia, anzi di nebbione perché davvero non si vede a un passo come da famosa canzone, comincia la nuova avvincente avventura del giornalista-detective venuto fuori dalla fantasia di Enrico Franceschini, per tutta la vita corrispondente di Repubblica da ogni angolo del mondo - Stati Uniti, Russia, Israele, Gran Bretagna - e autore di Un'estate a Borgomarina, terza puntata di una serie di gialli "un po' da ridere" come dice lui, che terrà in sospeso il lettore per trecento pagine in attesa di risolvere un intricato delitto sul porto canale disegnato nel 1502 nientemeno che da Leonardo da Vinci.


La vittima è l'uomo più ricco e detestato di Borgomarina, luogo nemmeno tanto di fantasia della riviera romagnola, caduto in mare una sera di giugno e ripescato all'alba dai sommozzatori. Potrebbe anche essere un incidente se non fosse che qualche ora dopo una pattuglia dei carabinieri blocca dopo un lungo inseguimento una bella barista del posto, completamente sbronza e piena di soldi nella borsetta. Una foto scattata dalle telecamere a circuito chiuso di una banca la inchioda: si trovava nel punto in cui è caduto in mare l'imprenditore e proprio in quel momento.

Lei tenta di giustificarsi, spiega che quella sera era in compagnia di un ragazzo appena conosciuto, ma di lui ricorda solo il nome e non ha nemmeno uno straccio di numero di telefono. Insomma, non ha un alibi. E siccome in paese si mormora che la barista fosse una delle tante amanti della vittima, ecco che il caso viene immediatamente risolto dal maresciallo dei carabinieri. Forse lei lo ricattava, lui le avrà dato i soldi per zittirla ma la questione non si sarebbe risolta così facilmente e, durante la lite, l'uomo sarebbe finito in mare. Sarà però la figlia dell'imprenditore a far riaprire l'indagine, chiedendo una mano al più improbabile degli investigatori - il Mura, certo - che per tutta l'estate andrà a caccia di indizi per capire cosa sia realmente successo a Borgomarina.

Naturalmente affidandosi agli amici di sempre, alle loro stravaganti compagne, persino al figlio che vive a Londra e per l'occasione farà un salto in Romagna. Sullo sfondo il genio di Leonardo, il progettista del porto canale del delitto, e uno di quei tanti misteri ingegneristici mai risolti finito, chissà come, in un librone antico custodito in una biblioteca di frati. Un rimando, sicuramente, a Umberto Eco e al suo capolavoro Il nome della rosa. E comunque, anche stavolta non sarà affatto semplice per Mura capirci qualcosa. E quasi ci rimetterà le penne per arrivare in fondo a una storia che si concluderà soltanto alla fine dell'estate, quando ritornano i nebbioni di un tempo "e si sta bene anche senza sapere dove sei, senza sapere dove vai, senza capire tutto".

Il libro. Un’estate a Borgomarina di Enrico Franceschini (Rizzoli, pagg. 300, euro 18)