In principio fu Satyricon, lo storico inserto di Repubblica dedicato alla satira politica, ideato nel 1978, poco dopo la fondazione del nostro giornale, e diventato nel tempo la palestra dei migliori disegnatori italiani: libera, arguta, puntuale nel denunciare debolezze e scandali del potere. Ora, a poche settimane dalle elezioni politiche del 25 settembre, il nuovo Satyricon torna a far ridere e riflettere i lettori di Repubblica, con cinque inserti speciali che troverete all’interno del quotidiano.
Il primo, interamente firmato da Ellekappa, lo troverete in edicola con il nostro quotidiano sabato 3 settembre. Seguiranno altri numeri monografici, che ci accompagneranno fino al giorno del voto, affidati ad altri nomi formidabili: Altan, Mauro Biani e Makkox, e un inserto finale con i contributi del meglio della satira nostrana.
Il tema sarà quello delle elezioni politiche, che ciascuno di questi formidabili vignettisti declinerà a modo suo, come è nella tradizione di Satyricon. Quando Eugenio Scalfari, fondatore di Repubblica, decise di inventarlo, si trattò di una scommessa, una delle tante scommesse geniali che il fiuto del fondatore mise in campo nei primi anni di debutto del nostro giornale nel panorama nazionale, permettendogli in tempi rapidi di insidiare il primato dei concorrenti.
Fino ad allora, infatti, nessun quotidiano italiano aveva avuto un supplemento dedicato interamente alla satira. A idearlo con Franco Bevilacqua, Scalfari volle Giorgio Forattini, la cui vignetta sul divorzio, con un Fanfani che salta come un tappo da una bottiglia di champagne, aveva fatto scalpore tempo prima, e Massimo Bucchi. Sulle sue pagine (diventate talmente popolari che l’inserto poteva far aumentare le vendite del giornale anche di 30 o 40 mila copie) sono cresciuti i talenti della vignetta e della satira che in questi quarant’anni hanno poi continuato a farci riflettere ridendo, spesso amaramente, del paese in cui viviamo: Emilio Giannelli, Staino, Ellekappa, Vauro, Altan.
La politica era, allora come oggi, il fulcro di quella satira, ma la politica come l’ha sempre intesa Repubblica: non semplice resoconto dei giochi parlamentari e partitici, piuttosto sguardo ampio al legame tra scelte della politica ed evoluzione della società, con quell’attenzione ai diritti che è nel dna del nostro quotidiano da sempre.
Per questo motivo, per osservare questa pazza campagna elettorale di fine estate, Repubblica ora offre ai suoi lettori l’arma eccezionale della riflessione attraverso la risata, e lo fa con firme e matite d’eccezione, a partire proprio da Ellekappa, Altan, Biani, Makkox. Stili diversi, per raccontare come l’Italia e gli italiani si stiano preparando all’appuntamento del voto, in una congiuntura difficile per il Paese e per l’Europa.
Nei prossimi giorni troverete poi due nuove rubriche. Saverio Raimondo si dedicherà, con la sua comicità surreale, a sviscerare a modo suo i dilemmi degli indecisi, tutti coloro che di fronte a programmi nebulosi, palesi bugie e schieramenti confusi non sanno davvero che partito prendere. Filippo Ceccarelli, con il suo occhio attento al costume nazionale, affronterà invece il peggio dei social. E non c’è dubbio, purtroppo, che tutti avranno materia per farci sorridere.