Giovanni Paolo I, il grande riformatore
di Orazio La Rocca , di Orazio La RoccaVola sugli altari Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, il papa dei 33 giorni. La beatificazione domani, in una piazza San Pietro presieduta da papa Francesco. Un riconoscimento di santità che arriva a 44 anni dalla improvvisa - e mai chiarita esaurientemente - morte del cosiddetto "Papa del sorriso" avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1978, dopo poco più di un mese dalla elezione, uno dei pontificati più brevi della Chiesa, ma che ha avuto la forza di segnare la genesi del cattolicesimo post conciliare.
Un nuovo libro fresco di stampa - Albino Luciani Giovanni Paolo I, edito da Morcelliana, pubblicato in vista della beatificazione - ne traccia un ritratto completo sulla base di documentazioni edite ed inedite, testimonianze, ricerche scritte da Marco Roncalli, pronipote di Giovanni XXIII, e da monsignor Ettore Malnati, vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste, che Albino Luciani, avendolo conosciut…
Vola sugli altari Giovanni Paolo I, al secolo Albino Luciani, il papa dei 33 giorni. La beatificazione domani, in una piazza San Pietro presieduta da papa Francesco. Un riconoscimento di santità che arriva a 44 anni dalla improvvisa - e mai chiarita esaurientemente - morte del cosiddetto "Papa del sorriso" avvenuta nella notte tra il 28 e il 29 settembre del 1978, dopo poco più di un mese dalla elezione, uno dei pontificati più brevi della Chiesa, ma che ha avuto la forza di segnare la genesi del cattolicesimo post conciliare.
Un nuovo libro fresco di stampa - Albino Luciani Giovanni Paolo I, edito da Morcelliana, pubblicato in vista della beatificazione - ne traccia un ritratto completo sulla base di documentazioni edite ed inedite, testimonianze, ricerche scritte da Marco Roncalli, pronipote di Giovanni XXIII, e da monsignor Ettore Malnati, vicario episcopale per il laicato e la cultura della diocesi di Trieste, che Albino Luciani, avendolo conosciuto mentre spalava fango durante l'alluvione di Oderzo del 1966, avrebbe voluto presidente della Fuci, la federazione degli universitari cattolici.
È un testo che mette in risalto il ruolo-chiave nella moderna cattolicità che papa Luciani ha svolto mettendo a frutto la sua lunga esperienza pastorale vicino ai poveri e alla gente comune come semplice parroco a Belluno, in seguito come uomo del Concilio Vaticano II, nelle vesti di vescovo di Vittorio Veneto, e di patriarca e cardinale di Venezia, per arrivare infine ad ascendere al soglio di Pietro come 263esimo Papa il 26 Agosto 1978.
"Ma senza tentazioni agiografiche e tantomeno letture complottistiche in merito alla morte di Giovanni Paoli I", puntualizza Marco Roncalli, che parla di una tragedia che va letta, senza pregiudizi, nella "storia clinica del Pontefice" a partire dagli anni in cui era vescovo e cardinale. "In passato non erano mancate avvisaglie sul suo precario stato di salute, tuttavia si è trattata certamente di una morte naturale, ma - ammette Roncalli - è stato forse un errore negare l'autopsia". Una scelta, si legge nel libro, decisa dalla Curia vaticana, alla quale si era rivolto per il placet Renato Buzzonetti, medico personale del Papa, convinto della necessità di sottoporre Luciani ad un approfondito esame autoptico, ricevendo un secco no.
Decisione non condivisa persino da vescovi e cardinali, dando luogo a sospetti ed insinuazioni - mai sopiti - su un presunto avvelenamento di Giovanni Paolo I. "Luciani non stava bene e sapeva di non avere una buona salute", dichiara in seguito in una intervista a Repubblica - si legge nel libro - il cardinale Silvio Oddi, che liquida come "pure cretinaggini" le voci di avvelenamento. "Quanto all'autopsia - rivela Oddi - consultati tutti i cardinali presenti a Roma, fu rifiutata perché non ve ne era alcun bisogno e si rischiava di dare spazio ad insinuazioni che meritavano solo disprezzo".
Purtroppo quei misteri adombrati da Oddi sono rimasti sempre in piedi. Al punto che col tempo nel Collegio cardinalizio qualche porporato si è spinto a sostenere che "il vero mistero è sapere come mai nel Conclave che elesse Luciani nessuno degli elettori sapeva del suo precario stato di salute e che affidargli il grande peso della Chiesa sarebbe stato un errore...".
Ma i dubbi e le polemiche sorte intorno alla morte di Giovanni Paolo I sono solo una parte della biografia. Gli autori raccontano tutti gli aspetti della vita di Luciani, a partire da quando era un giovane parroco bellunese, attento alle famiglie e ai bisognosi, figlio di un padre di ideali socialisti costretto ad espatriare in Svizzera. Da vescovo e Patriarca di Venezia, Roncalli e Malnati raccontano la sua costante attenzione verso il mondo del lavoro e le riforme conciliari. Instancabili i 33 giorni da Pontefice con omelie "rivoluzionarie" come quella con cui parla di Dio padre "ma anche madre", 4 udienze generali, avvio delle riforme della Curia, specialmente della banca vaticana, lo Ior, che avrebbe voluto spostare fuori dal Vaticano per sottoporla alle leggi italiane. Un lavoro senza soste, malgrado evidenti segni di affaticamento, che accompagnò il Papa alla fatale notte del 28 settembre, "lasciando una traccia indelebile del cuore della Chiesa". "No, Giovanni Paolo I non è stato solo il Papa del sorriso", conclude Marco Roncalli.
Il libro. Albino Luciani. Giovanni Paolo I di E. Malnati e M. Roncalli (Morcelliana, pagg. 256, euro 22)