Da febbraio in Olanda la più grande mostra su Vermeer. E il Rijksmuseum svela una scoperta su “La lattaia”
di Lara Crinò , di Lara CrinòIl direttore generale Taco Dibbits l’aveva annunciato già lo scorso anno, in occasione di Remember me, la retrospettiva sulla ritrattistica del Rinascimento europeo con cui il Rijksmuseum riapriva davvero i battenti dopo il covid: in serbo c’era una sorpresa per gli amanti dell’arte olandese, ossia la più grande mostra di dipinti di Vermeer, con prestiti dall’estero per riunire ad Amsterdam, nel grande museo statale, almeno 27 opere dell’artista olandese delle 35 sparse per il mondo. La mostra si farà: aprirà i battenti il 10 febbraio e durerà fino al 4 giugno 2023.
La Frick Collection di New York presterà tutti e tre i suoi dipinti di Vermeer, mostrati insieme fuori New York per la prima volta da quando furono acquisiti più di un secolo fa. Ad Amsterdam arriverà dal Mauritshuis dell’Aila La ragazza con l'orecchino di perla, dallo Städel Museum di Francoforte Il Geografo, Donna …
Il direttore generale Taco Dibbits l’aveva annunciato già lo scorso anno, in occasione di Remember me, la retrospettiva sulla ritrattistica del Rinascimento europeo con cui il Rijksmuseum riapriva davvero i battenti dopo il covid: in serbo c’era una sorpresa per gli amanti dell’arte olandese, ossia la più grande mostra di dipinti di Vermeer, con prestiti dall’estero per riunire ad Amsterdam, nel grande museo statale, almeno 27 opere dell’artista olandese delle 35 sparse per il mondo. La mostra si farà: aprirà i battenti il 10 febbraio e durerà fino al 4 giugno 2023.
La Frick Collection di New York presterà tutti e tre i suoi dipinti di Vermeer, mostrati insieme fuori New York per la prima volta da quando furono acquisiti più di un secolo fa. Ad Amsterdam arriverà dal Mauritshuis dell’Aila La ragazza con l'orecchino di perla, dallo Städel Museum di Francoforte Il Geografo, Donna che scrive una lettera con la sua cameriera (The National Gallery of Ireland, Dublino) e Donna con la bilancia (The National Gallery of Art, Washington DC).
Oltre ad annunciare le date di questo mega evento dell’arte (è possibile acquistare i biglietti sul sito del museo) Dibbits ha rivelato come, in vista della mostra, uno dei dipinti più famosi di Vermeer, La lattaia (1660 circa), sia stato sottoposto a nuove indagini scientifiche, le più importanti da quando fu completato più di 350 anni fa.
In vista della mostra un team di conservatori, restauratori e scienziati del Rijksmuseum ha collaborato con i colleghi del Mauritshuis dell'Aia per condurre ricerche su vari dipinti di Vermeer, tra cui La lattaia. Le tecniche utilizzate includono le avanzate tecnologie di scansione macro-XRF e RIS utilizzate già in "Operation Night Watch", il progetto dedicato al restauro della Ronda di notte di Rembrandt.
Queste tecnologie ora dimostrano che il processo di lavoro di Veermer era probabilmente diverso da ciò che si riteneva finora: il presupposto generale era che creasse le sue opere di piccole dimensioni molto lentamente e lavorasse sempre con estrema precisione. Questa visione è ora in fase di revisione. Sotto il braccio sinistro della figura de La lattaia si può vedere una linea spessa di vernice nera, applicata frettolosamente. Questo schizzo mostra chiaramente che il pittore ha dipinto rapidamente la scena in toni chiari e scuri prima di sviluppare i dettagli. Vermeer ha utilizzato la vernice nera per disegnare un porta brocca e diverse brocche, ma non le ha sviluppate ulteriormente. Il supporto per brocche, una tavola di legno con dei nodini attaccati, veniva utilizzato nelle cucine del XVII secolo per appendere per il manico le brocche di ceramica. Una dispensa nella casa di Vermeer conteneva un oggetto simile, e una versione in miniatura di un tale porta brocca può essere trovata altrove nel Rijksmuseum, nella casa delle bambole di Petronella Oortman (1690 circa).
Le nuove indagini hanno prodotto immagini più dettagliate rispetto a quelle finora disponibili. Ciò ha consentito agli scienziati di identificare il cesto precedentemente scoperto, in basso a destra del dipinto, come un cosiddetto "cestino del fuoco". Tessuto con steli di salice, questo tipo di cesto era un articolo domestico molto diffuso. Nel cesto si poneva un braciere contenente carboni ardenti per tenere al caldo i neonati e per asciugare i pannolini. Il materiale d'archivio del diciassettesimo secolo, compreso l'inventario della proprietà di Vermeer, rivela che proprio un oggetto del genere si trovava nella casa in cui abitava con la moglie e i loro molti bambini. Nel dipinto, Vermeer in seguito coprì il braciere con una stufa, le piastrelle di Delft e il pavimento.