Il Nobel per la Medicina Svante Pääbo e il suo libro sull'uomo di Neanderthal
a cura della redazione Cultura , a cura della redazione Cultura“In una tarda serata del 1996, quando avevo appena preso sonno, squillò il telefono. Era Matthias Krings, un dottorando del mio laboratorio presso l’istituto di Zoologia dell’Università di Monaco. Si limitò a dire: 'Non è umano'. 'Arrivo' farfugliai, mi buttai addosso qualche vestito e traversai la città in macchina per raggiungere il laboratorio”.
Inizia come un thriller il saggio L'uomo di Neanderthal. Alla ricerca dei genomi perduti (Einaudi) che lo scienziato svedese Svante Pääbo ha dedicato qualche anno fa alla scoperta del dna del Neaderthal, che ora gli è valso il premio Nobel per la Medicina 2022, assegnato dall'Accademia di Svezia.
Il libro racconta infatti come, nel 1996, lo scienziato riuscí insieme ai suoi ricercatori a decif…
“In una tarda serata del 1996, quando avevo appena preso sonno, squillò il telefono. Era Matthias Krings, un dottorando del mio laboratorio presso l’istituto di Zoologia dell’Università di Monaco. Si limitò a dire: 'Non è umano'. 'Arrivo' farfugliai, mi buttai addosso qualche vestito e traversai la città in macchina per raggiungere il laboratorio”.
Inizia come un thriller il saggio L'uomo di Neanderthal. Alla ricerca dei genomi perduti (Einaudi) che lo scienziato svedese Svante Pääbo ha dedicato qualche anno fa alla scoperta del dna del Neaderthal, che ora gli è valso il premio Nobel per la Medicina 2022, assegnato dall'Accademia di Svezia.
Il libro racconta infatti come, nel 1996, lo scienziato riuscí insieme ai suoi ricercatori a decifrare le prime sequenze di dna provenienti dai frammenti d’osso di un uomo di Neanderthal, impresa mai riuscita prima a nessuno. Un processo scientifico molto lungo, culminato nel nel 2010 con il sequenziamento del genoma dell’uomo di Neanderthal, che nel saggio viene raccontato come un'avventura, e che ha aperto la pista negli ultimi anni allo sviluppo della paleogenetica.
Basandosi su indizi genetici e fossili, Svante Pääbo spiega il rapporto tra l'essere umano attuale e il "cugino" Neanderthal, e rende conto del dibattito degli scienziati sulla sua estinzione. Il saggio ha ricevuto critiche estremamente positive sia dalla comunità scientifica che dalle riviste letterarie. Ad esempio Science lodò la capacità di Pääbo di fornire un "resoconto avvincente e personale dello sviluppo della paleogenetica", senza trascurare però il racconto della rivoluzione tecnologica che ha reso possibile questo nuovo tipo di indagini.