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Nobel per la Letteratura 2022: in pole position Salman Rushdie

(ansa)
Gli scommettitori a poche ore dall'assegnazione del premio (ore 13 del 6 ottobre) si scatenano. Lo scrittore britannico è tra i favoriti. Con lui anche il francese Michel Houellebecq, l'americano Cormac McCarthy e l'irlandese Edna O' Brien. Ecco il toto-nomi
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Annie Ernaux vince il Nobel per la Letteratura

 

Come sempre accade le ore precedenti al grande annuncio sono quelle in cui gli scommettitori si scatenano. Ci siamo quasi, tra poco l'atteso verdetto: giovedì 6 ottobre alle ore 13 sapremo il nome del vincitore del Nobel per la Letteratura. Come ogni anno il grande annuncio verrà fatto nella sede dell'Accademia svedese. Il mondo guarda gli accademici e si aspetta un premio all'altezza dei tempi complicati che viviamo, lacerati dalla guerra in Ucraina e da un vento di recessione che fa paura.Un nome che unisca e che non crei fratture pure tra chi ama i libri che ce ne sono già troppe.

I siti britannici degli scommettitori sono in ebollizione. In cima al toto-Nobel al momento c'è Salman Rushdie. Lo scrittore vittima di un attentato lo scorso 12 agosto prima di un suo intervento al festival letterario di Chautauqua, New York, è un alfiere della libertà di pensiero, natur…

Annie Ernaux vince il Nobel per la Letteratura

 

Come sempre accade le ore precedenti al grande annuncio sono quelle in cui gli scommettitori si scatenano. Ci siamo quasi, tra poco l'atteso verdetto: giovedì 6 ottobre alle ore 13 sapremo il nome del vincitore del Nobel per la Letteratura. Come ogni anno il grande annuncio verrà fatto nella sede dell'Accademia svedese. Il mondo guarda gli accademici e si aspetta un premio all'altezza dei tempi complicati che viviamo, lacerati dalla guerra in Ucraina e da un vento di recessione che fa paura.Un nome che unisca e che non crei fratture pure tra chi ama i libri che ce ne sono già troppe.

I siti britannici degli scommettitori sono in ebollizione. In cima al toto-Nobel al momento c'è Salman Rushdie. Lo scrittore vittima di un attentato lo scorso 12 agosto prima di un suo intervento al festival letterario di Chautauqua, New York, è un alfiere della libertà di pensiero, naturale si pensi a lui. Ma l'odio è cieco, Rushdie è stato accoltellato da un ragazzo, Hadi Matar, che neanche aveva letto I versi satanici, il libro che gli è costato la fatwa.  Per il Nobel al grande scrittore britannico è sceso in campo su Repubblica Bernard Henri-Lévy:  "Dobbiamo far sì che, in nome di tutti i suoi e a suo nome, quest'anno, ovvero tra poche settimane, gli sia assegnato il premio Nobel per la letteratura. Non riesco a immaginare, oggi, nessun altro scrittore che abbia l'audacia di meritarlo più di lui. La campagna comincia in questo istante".

Più controverso il secondo favorito (male oscillazioni sono continue). Se davvero dovesse farcela Michel Houellebecq è prevedibile qualche polemica, anche se il romanziere "scorretto" non è più maudit  come agli esordi ma  frequenta i salotti parigini ed è cavaliere della Legione d'onore. E' stato anche proposto dalla illustre segretaria Hélène Carrère d'Encausse, madre di Enmmanuel Carrére, come nuovo membro dell'Académie française. A proposito, Carrère è nella lista molto più in basso.

Il terzo Cormac McCarthy è una leggenda vivente e ha risalito le quotazioni nelle ultime ore. Conosciamo ormai la debole simpatia degli accademici svedesi per gli americani ma McCarthy, scrittore eccelso, è così poco "americano" nella sua misantropia che potrebbe conquistarli. McCarthy, 89 anni, è da tempo considerato tra i papabili e ha da poco rotto un lungo silenzio con l'annuncio di due nuovi libri: The Passenger e Stella Maris, che saranno pubblicati a breve negli Stati Uniti dall'editore Knopf a poco di un mese di distanza l'uno dall'altro (in Italia usciranno per Einaudi nel corso del 2023). Tra gli americani continua ade essere nella rosa anche la raffinata e potente Marilynne Robinson.

Vincesse l'irlandese Edna O' Brien - anche lei in risalita - sarebbe festa a Stoccolma, dove è molto amata dai lettori, insieme a Jamaica Kincaid che ha supporter anche tra i giurati. Avevamo incontrato tre anni fa proprio a Stoccolma Ingrid Caldberg, prima che le venisse assegnato uno scranno da giurata, e la giornalista e scrittrice senza esitazione ci aveva detto di fare il tifo per lei. Al momento Kincaid è in coda nel listone. Tra le favorite ci sono anche la canadese Anne Carson - il suo nome circola da anni, ma lei in un'intervista recente a Repubblica si è detta indifferente alla cosa - e il norvegese Jon Fosse, altro affezionato dei bookies. Tra i norvegesi spuntano anche Karl Ove Knausgård e Dag Solstad.

Sappiamo che le previsioni quasi sempre finiscono in un flop ma ecco gli altri nomi che circolano in queste ore: l'ungherese Lßszló Krasznahorkai, giapponese Haruki Murakami, russa Lyudmila Ulitskaya. In quota francese ci sono anche Annie Ernaux e Pierre Michon. Dopo Jean-Marie Gustave Le Clézio nel 2008 e Patrick Modiano nel 2014, la Francia tornerà quindi sul podio? C'è anche chi punta sul ceco naturalizzato francese Milan Kundera da qualche tempo uscito dai radar.

E come ogni anno non può mancare il keniota Ngugi Wa Thiong'o, che resistente a ogni oscillazione regge comunque tra i primi dieci. Lo scorso anno ricordiamo che ha vinto uno scrittore britannico di origine tanzaniana, Abdulrazak Gurnah.  Restano, poi, in corsa i nomi consueti: la canadese Margaret Atwood, l'ungherese Peter Nadas, lo statunitense Don DeLillo.

E infine non possiamo non citare l'unico italiano che gli scommettitori stanno inseguendo, Claudio Magris. Non è nel podio ma c'è. Nessuno quest'anno cita Elena Ferrante ma sappiamo che anche in Svezia è molto letta e amata.

Ha perso quota invece proprio nelle ultime ore Mircea Cartarescu . Il grande scrittore rumeno meriterebbe il podio senza se e senza ma e chissà che i pronostici a sfavore non gli portino fortuna. Lo scorso anno Gurnah non compariva da nessuna parte. Gli accademici si divertono assai a scompigliare le carte con nomi che spesso bisogna andare a googlare. 

Una curiosità: nel lungo listone compare anche Stephen King. Quella sì che sarebbe una sorpresa! Forse però il premio più vicino allo spirito del tempo sarebbe Amitav Gosh. Staremo a vedere.