È strano affermarlo, ma al Pd è mancato l’ascolto e la comprensione dei bisogni di chi soffre. È mancato lo studio della situazione reale. È mancata l’elaborazione alta per costruire soluzioni, proposte concrete e realizzabili. È mancata per anni una scelta delle priorità adeguata e conseguente.
Lo dico con tutto il rispetto per chi ha lavorato senza risparmiarsi per il Pd, con anima e cuore. Lo dico da donna che analizza dall’esterno la situazione, presente e passata, che conosce poco le dinamiche di partito e non se ne occupa.
Il Pd ha cambiato pelle. I ceti popolari votano altri, perché non si è stati realmente paladini di una battaglia per attenuare in modo deciso le diseguaglianze che sono andate via via allargandosi. E hanno colpito giovani, donne, bambini, anziani.
È strano affermarlo, ma al Pd è mancato l’ascolto e la comprensione dei bisogni di chi soffre. È mancato lo studio della situazione reale. È mancata l’elaborazione alta per costruire soluzioni, proposte concrete e realizzabili. È mancata per anni una scelta delle priorità adeguata e conseguente.
Lo dico con tutto il rispetto per chi ha lavorato senza risparmiarsi per il Pd, con anima e cuore. Lo dico da donna che analizza dall’esterno la situazione, presente e passata, che conosce poco le dinamiche di partito e non se ne occupa.
Il Pd ha cambiato pelle. I ceti popolari votano altri, perché non si è stati realmente paladini di una battaglia per attenuare in modo deciso le diseguaglianze che sono andate via via allargandosi. E hanno colpito giovani, donne, bambini, anziani.
I campi lunghi o larghi, gli equilibri fra correnti, il “politichese”, interessano sempre meno.
Da 10 anni, dico 10, la povertà assoluta è raddoppiata nel Paese. Triplicata per bambini e giovani. Solo nel 2019 è stato varato uno strumento contro la povertà, per ultimi in Europa. E non dal Pd, che non aveva stanziato fondi sufficienti quando stava al governo. Nonostante Caritas e società civile premessero perché venisse fatto. Oggi 15 milioni di persone sono a rischio povertà o esclusione sociale. Il 25% della popolazione. Il 40% delle persone che vivono al Sud. Quando è stato confermato il reddito di cittadinanza da parte del governo Draghi, perché non è stato recepito almeno qualche suggerimento della Commissione Saraceno? Soprattutto quello che proteggeva maggiormente le famiglie con bambini?
Diseguaglianze. È questa la parola chiave per capire la sconfitta del Pd. Su tutti i fronti. È ingeneroso gettare la croce su Letta e sull’attuale dirigenza del Pd. I problemi del Pd vengono da lontano e riguardano gran parte delle socialdemocrazie europee. E vanno ricondotti all’incapacità di dare risposte efficaci alle diseguaglianze che dilagavano. E non è questione solo di povertà.
Quali interventi reali, quali investimenti seri hanno potuto dare la sensazione alle donne di questo Paese che la battaglia contro le diseguaglianze di genere fosse una priorità nell’azione dei governi, laddove era presente il Pd?
Da quello che ho potuto vedere, non è mai stata una priorità, soprattutto per l’entità delle misure adottate. Solo 10 giorni di congedo di paternità. Anche nel Pnrr i fondi stanziati per i nidi bastavano per il 33% di bimbi al nido in cinque anni. Cioè, per raggiungere l’obiettivo che l’Europa si era data per il 2010, quindi con 19 anni di ritardo!!!
Ne sono responsabili tutti i partiti che fino ad oggi hanno governato, Pd incluso, se metà delle donne di questo Paese non sono indipendenti economicamente, se siamo in fondo alla graduatoria europea per il tasso di occupazione femminile. E non mi venite a raccontare che nel Pnrr c’è la clausola di salvaguardia, ottenuta dal Pd, che garantirà che almeno un terzo degli assunti con il Pnrr saranno donne o giovani. Lo sapete voi stessi che non funzionerà, perché scritta in modo da non poter essere applicata.
È mancata la capacità di fare della battaglia per l’estensione dei diritti sociali e civili e delle libertà delle persone un tema appassionante che riguardasse la vita personale dei giovani, delle donne, e di tutti; che riuscisse ad entusiasmare portando alla partecipazione attiva i cittadini, che, come Tocqueville e Arendt sostenevano, è l’anima vera della democrazia.
Il continuo spostarsi in massa dell’elettorato verso il leader di turno, subito seguito da una repentina delusione e dalla ricerca di un altro leader, la crescita sempre maggiore dell’astensionismo, che ha raggiunto il livello record nelle recenti elezioni politiche, è il portato del deterioramento del rapporto con la democrazia, percepita come un sistema di partiti comunque lontani; in cui la campagna elettorale somiglia più ad uno show televisivo in cui si fa a gara a chi offre di più in termini di promesse mirabolanti.
Una interessante indagine americana del Pew Research Center metteva in luce già nel 2019 come i cittadini italiani fossero, tra gli occidentali, quelli con l’adesione più blanda nei confronti dei valori democratici. È un campanello d’allarme che deve suonare per tutti i partiti, in primis per il Pd.
Se il Pd vuole riconquistare il cuore degli italiani e delle italiane deve ricominciare a intercettarne i bisogni, ad ascoltare, a interagire profondamente con la società civile. Deve con modestia, imparare dalla realtà viva della sofferenza e della solidarietà. Fare della battaglia contro le diseguaglianze e per i diritti il perno centrale dell’azione. Essere intransigente e coraggioso nella battaglia per la libertà, la democrazia e l’equità.
L’intervento dell’autrice è a carattere personale