A Francoforte al via la Buchmesse, si riparte dopo la pandemia
dalla nostra inviata Raffaella De Santis , dalla nostra inviata Raffaella De Santis“La Fiera dell’editoria di Francoforte è tornata!”. Juergen Boos, presidente della Buchmesse, apre la settantaquattresima edizione festeggiando la ripresa dei lavori della più grande piazza del mercato dei libri al mondo dopo due anni funestati dal Covid. La scorsa edizione la Fiera si era tenuta in forma molto ridotta e due anni fa non c’era stata. Ora si riparte, cercando di mantenere alto l’entusiasmo, anche se le ferite della pandemia ci sono e si vedono. I dati della vendita dei libri in Germania, sono calati negli ultimi mesi, dopo un incremento nella prima fase della pandemia. La Germania rimane comunque il secondo mercato più grande d’Europa.
La Fiera partirà mercoledì 19. Sul palco della Conferenza stampa d’apertura c’è anche la presidente dell’Associazione degli editori tedeschi Karin Schmidt-Friderichs, che ricorda le sfide future dell’industria editoriale per far fronte a…
“La Fiera dell’editoria di Francoforte è tornata!”. Juergen Boos, presidente della Buchmesse, apre la settantaquattresima edizione festeggiando la ripresa dei lavori della più grande piazza del mercato dei libri al mondo dopo due anni funestati dal Covid. La scorsa edizione la Fiera si era tenuta in forma molto ridotta e due anni fa non c’era stata. Ora si riparte, cercando di mantenere alto l’entusiasmo, anche se le ferite della pandemia ci sono e si vedono. I dati della vendita dei libri in Germania, sono calati negli ultimi mesi, dopo un incremento nella prima fase della pandemia. La Germania rimane comunque il secondo mercato più grande d’Europa.
La Fiera partirà mercoledì 19. Sul palco della Conferenza stampa d’apertura c’è anche la presidente dell’Associazione degli editori tedeschi Karin Schmidt-Friderichs, che ricorda le sfide future dell’industria editoriale per far fronte all’aumento vertiginoso del prezzo della carta dovuto alla crisi energetica: “Siamo fiduciosi, già in passato l’editoria ha mostrato la sua grande capacità di resilienza. Il mondo del libro è uno spazio di pace, di democrazia, in questi tempi incerti particolarmente importante. Per questo ha bisogno di supporto e misure di sostegno da parte della politica, perché possa assolvere nel migliore dei modi al suo mandato democratico ”. Ospite della giornata lo scrittore pakistano Mohsin Hamid che ha raccontato la sua storia tra California e paese d'origine: la storia di chi ha creduto nel progresso e che oggi vede quella fiducia intaccata dalle guerre, dalla crisi climatica, dalle involuzioni autoritarie nel mondo.
I numeri
La Fiera cerca di tornare dunque ai suoi vecchi fasti: 4 mila espositori da 95 paesi, più di 2 mila eventi e 4 mila giornalisti accreditati da qui a domenica 23 ottobre. La Buchmesse ospita nel giorno dell’apertura i reali di Spagna, il re Felipe VI e sua moglie la regina Letizia insieme al presidente della Germania Frank-Walter Steinmeier e allo scrittore Antonio Munoz Molina. La Spagna quest’anno è il paese ospite d’onore e porta qui molti dei suoi scrittori più amati e importanti, tra cui Javier Cercas, Fernando Aramburu, Antonio Munoz Molina, Rosa Montero, Manuel Vilas e tanti altri. Lo slogan-titolo spagnolo è festoso e ottimista: “Creatividad Desbordante” (creatività debordante). La Spagna è presente con 320 espositori.
Dopo la scorsa edizione vissuta prevalentemente in streaming, Juergen Boos sottolinea l’importanza degli incontri dal vivo, che da sempre sono l’anima della Buchmesse, nonostante le transazioni commerciali ormai si facciamo prevalentemente online. “Non vedo l’ora di rivedere scrittori, editori e partner internazionali. Gli incontri personali sono più importanti che mai, perché interagire in prima persona aiuta a ridurre la polarizzazione. Le persone parlano tra loro diversamente quando si trovano faccia a faccia. In questi giorni a Francoforte si terranno discussioni sull’attualità appassionate. E non andranno inascoltate”. Il mondo del libro come presidio di democrazia, quindi, che esprime la sua solidarietà “ai professionisti dell’industria libraria in esilio”.
Lo sguardo sul mondo
Si preannuncia un’edizione “politica”. Da anni la Buchmesse non è solo una fiera affaristica ma una vetrina culturale per difendere la libertà di pensiero. Quella libertà di cui i libri si nutrono. L’Ucraina sarà al centro di questa attenzione naturalmente. La Fiera in tempo di guerra non può chiudere gli occhi. Agli editori e ai libri ucraini sarà data visibilità in un padiglione (Hall 4, B 114) di 100 metri quadrati con un programma di incontri curato dall’Ukrainian Book Institute in collaborazione con il Goethe Institute ucraino. Ci sarà anche una mostra sull’impatto della guerra curata da Olia Zhuk. Ci saranno Serhiy Zhadan, Katja Petrowskaja, Kateryna Mishchenko, Aliona Karavai, Timothy Snyder, Serhii Plokhy, Karl Schlögel e tanti altri. A Zhadan andrà il Peace Prize of the German Book Trade, importante premio degli editori Tedeschi: la cerimonia si terrà domenica 23 ottobre nella cattedrale Saint Paul di Francoforte.
Tra i momenti più attesi l’intervento video del presidente ucraino Volodymyr Zelensky (giovedì 20 ottobre, ore 12,30) e quello della firs lady Olena Zelenska (sabato 22 ottobre, alle ore 17,30).
La Buchmesse non ospiterà un padiglione nazionale russo ma voci di autori dissidenti.