La guerra di classe secondo Roberto Carvelli
a cura di redazione Cultura , a cura di redazione CulturaUn uomo senza nome e senza identità, incapace di ricordarsi il suo passato, vive in un eterno presente, vittima del caporalato dell’industria tipografica. Potremmo essere in Veneto, come nel basso Lazio, entrambi luoghi segnati dalla piaga dei caporali. Un mondo in cui l'alienazione delle relazioni è alla base dei rapporti umani, l'identità personale è sottomessa al ruolo lavorativo, la classe sociale di appartenenza pone confini invalicabili alla conoscenza del mondo. Il passato è stato completamente rimosso dall'immaginario e il futuro non è pensabile.
Un incidente automobilistico sarà la causa della morte di un'intera squadra di lavoratori a chiamata. Da questo incidente, si salverà unicamente il protagonista. Sarà proprio l’incidente a innescare la serie di eventi che spingeranno il lettore a interrogarsi sul senso dell’identità, delle relazioni, della stessa natura umana.
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Un uomo senza nome e senza identità, incapace di ricordarsi il suo passato, vive in un eterno presente, vittima del caporalato dell’industria tipografica. Potremmo essere in Veneto, come nel basso Lazio, entrambi luoghi segnati dalla piaga dei caporali. Un mondo in cui l'alienazione delle relazioni è alla base dei rapporti umani, l'identità personale è sottomessa al ruolo lavorativo, la classe sociale di appartenenza pone confini invalicabili alla conoscenza del mondo. Il passato è stato completamente rimosso dall'immaginario e il futuro non è pensabile.
Un incidente automobilistico sarà la causa della morte di un'intera squadra di lavoratori a chiamata. Da questo incidente, si salverà unicamente il protagonista. Sarà proprio l’incidente a innescare la serie di eventi che spingeranno il lettore a interrogarsi sul senso dell’identità, delle relazioni, della stessa natura umana.
E’ il fulcro de I segni sull’acqua, il romanzo di Roberto Carvelli appena pubblicato da D Editore (169 pagine, 17.90 euro). Un tuffo in una dimensione onirica e surreale dove il rapporto tra identità, sfruttamento del territorio e lavoro sono amalgamati assieme a un tono di voce quasi fiabesco. Un romanzo ambientato in un mondo nel quale la guerra di classe è già stata persa e in cui l’unico protagonista è alla disperata ricerca di se stesso e di un luogo da poter chiamare “casa”. L'incontro con una donna, Kelime, gli permetterà di trovare un nuovo equilibrio e la forza di ricordare ciò che aveva dimenticato, incluso un futuro che probabilmente non pensava più di avere.
Scrittore e giornalista, Roberto Carvelli (Roma, 1968) è autore di opere di narrativa, guide di viaggio e inchieste. Si è laureato in lettere nel 1992 presso l'Università La Sapienza di Roma con una tesi sull'opera narrativa di Tonino Guerra tra cinema e letteratura. Suoi racconti e saggi sono usciti su varie riviste: Tratti, Rendiconti, Buddismo & Società, Venerdì di Repubblica, Carta, Kerosene, Maltese Narrazioni, Fernandel, Private, Delitti di Carta, Blue, Il Giuoco d'Assalto, Nuova Ecologia e Storie. Ha ideato e coordina il sito Perdersi a Roma. Fa parte dell'Associazione di Scrittori e Scrittrici Piccoli Maestri. È l'autore della voce “appallottolare” per il Dizionario affettivo della letteratura italiana (a cura di Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta - Fandango, 2008).