Cultura

La partigiana Gae Aulenti, architetto geniale

La partigiana Gae Aulenti, architetto geniale
Per gentile concessione dell'editore Cairo, pubblichiamo uno stralcio del libro “Gae Aulenti. Riflessioni e pensieri sull’Architetto Geniale”
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A dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta a Milano il 31 ottobre 2012, Annarita Briganti ricostruisce la storia pubblica e privata di Gae Aulenti, che s’intreccia con la Storia. Il suo nuovo saggio-documentario è “Gae Aulenti. Riflessioni e pensieri sull’Architetto Geniale” (Cairo), terzo libro di una trilogia sulle grandi donne dopo Alda Merini e Coco Chanel, che continuerà, sua sesta opera. In questo estratto, tratto dal capitolo intitolato La staffetta, l’autrice ricorda un aspetto inedito dell’italiana che, tra l’altro, ha realizzato il Musée d’Orsay, designer, scenografa, grande intellettuale: Gae Aulenti partigiana.

 

Viene tutto da li?: dall’essere stata, dall’essere una partigiana.

Gae Aulenti ha sempre partecipato alla vita politica, alla vita pubblica, fino alla fine, ricoprendo cariche, facendo sentire la propria voce nel dibattito, per come ha condotto la sua esistenza, per gli interventi diretti sul mondo che ci ha lasciato. Anche nella fine del suo grande amore la politica ha avuto un ruolo: quel «craxismo deleterio» che li avrebbe allontanati.

…Senza le staffette la guerra partigiana sarebbe stata inattuabile.

…Gae partigiana. Gae che ricorda: «Andavo tutti i giorni a Casabella. Assistevo alla battaglia dei galli di redazione. Avevo assunto un atteggiamento sornione. Andavo con i picchiatori al Teatro Nuovo a difendere Luchino Visconti». Gae che difende Luchino Visconti. Gae vicina al Partito comunista e al comunismo, vedendone anche i limiti. Gae che viene da genitori «dolcissimi», che esalta questa dote che lei pero? nascondeva, come molte donne sono costrette a fare. Bisogna crearsi una corazza. Non mostrare alcuna ipotetica, eventuale «debolezza». Come se esistessero le «debolezze»: fa tutto parte di noi. Difendersi dal mondo perché tutto, anche un chilo in più, un partner, un vestito, un qualcosa della tua vita sarà usato contro di te.

Annarita Briganti
Annarita Briganti 
Gae che, come sua madre, capisce tutto, anche le cose più lontane da lei. Gae che fa sembrare tutto facile.

«Prestavo dei piccoli servizi alla Resistenza, si fidavano di me e qualche volta portavo fuori dai blocchi le missioni inglesi fingendo di andare in camporella. A Biella ero amica di due sorelle ebree che sparirono da un giorno all’altro. La coscienza civile nacque li?» ricorda l’Architetto – al maschile, come amava definirsi lei – a proposito di un periodo storico drammatico e irrisolto, mentre purtroppo l’antisemitismo non e? stato ancora sconfitto.

Le persone sparivano da un giorno all’altro. Le persone spariscono. Lei, come sempre, non si tiro? indietro, rischio? tutto, diede il suo contributo.

Interno sera. Una trattoria di Milano in cui si può ancora fumare, magari quella a Brera vicino alla sua casa-studio, dove Gae e? di casa. L’Architetto, in uno dei tanti video su di lei o che la vedono protagonista, e? seduta a tavola con un intervistatore, ovviamente uomo, che le chiede – e? uno dei pochi a sottolineare questo aspetto – del suo essere una partigiana.

Le grandi donne sopravvissute alla Seconda guerra mondiale, che racconto nei miei libri. Mi piacciono le sopravvissute.

Il giornalista chiede all’Architetto: «Come faceva a fare la staffetta, a forzare i blocchi?».

Lei: «Camminavo, correvo» e fa il gesto con le braccia della corsa. «Lo facevo» e sorride.

Il libro

Gae Aulenti. Riflessioni e pensieri sull'Architetto Geniale

di Annarita Briganti

Cairo Editore

pagg. 192

euro 15