✕

Halloween, le origini della festa

Da dove vengono le zucche, le atmosfere gotiche, il "dolcetto scherzetto"? Dall'Irlanda celtica agli Stati Uniti degli emigrati, storia di un successo planetario
3 minuti di lettura

Zucche, mostri, ragnatele e pipistrelli, streghe, scheletri e fantasmi hanno invaso da ormai una ventina di anni anche il nostro immaginario, regalandoci una notte di fantasia e libertà in cui esorcizzare le nostre paure e creando un indotto commerciale da miliardi di euro. Ma da dove viene questa festa che piace tanto anche a noi italiani? Ce lo siamo mai chiesti? Come ormai dovremmo sapere, non certo dall'America, o almeno non è lì che è nata. Proviamo allora a fare un po' di chiarezza sulle sue origini storiche, culturali ed etimologiche.

Il capodanno dei Celti

Halloween ha origini antichissime, rintracciabili nell'Irlanda dei Celti. Una festa pagana ancorata ai ritmi del tempo e del lavoro. Era il loro capodanno, che segnava il rito di passaggio, la cerniera tra la stagione calda, quella del raccolto, e l'inizio del freddo e del buio, periodo dell'anno spesso associato alla morte dell'uomo: un tempo vuoto nel quale, secondo le …

Zucche, mostri, ragnatele e pipistrelli, streghe, scheletri e fantasmi hanno invaso da ormai una ventina di anni anche il nostro immaginario, regalandoci una notte di fantasia e libertà in cui esorcizzare le nostre paure e creando un indotto commerciale da miliardi di euro. Ma da dove viene questa festa che piace tanto anche a noi italiani? Ce lo siamo mai chiesti? Come ormai dovremmo sapere, non certo dall'America, o almeno non è lì che è nata. Proviamo allora a fare un po' di chiarezza sulle sue origini storiche, culturali ed etimologiche.

Il capodanno dei Celti

Halloween ha origini antichissime, rintracciabili nell'Irlanda dei Celti. Una festa pagana ancorata ai ritmi del tempo e del lavoro. Era il loro capodanno, che segnava il rito di passaggio, la cerniera tra la stagione calda, quella del raccolto, e l'inizio del freddo e del buio, periodo dell'anno spesso associato alla morte dell'uomo: un tempo vuoto nel quale, secondo le antiche credenze, potevano insinuarsi i morti.

Il motivo per cui tutti oggi lo associamo invece alla festa mascherata in cui orde di bambini americani bussano alle porte chiedendo "dolcetto o scherzetto" è perché nell'Ottocento gli emigranti irlandesi portarono la loro tradizione negli Stati Uniti dove questa fu accolta subito con entusiasmo. Facciamo allora un passo indietro e torniamo ai nostri celti. Che erano prevalentemente un popolo di pastori e alla fine della stagione estiva riportavano a valle le loro greggi, per prepararsi all'arrivo dell'inverno e all'inizio del nuovo anno che per loro coincideva con il primo novembre, quando terminava ufficialmente la stagione calda e il sole andava via prima.

Da Samhain o Summer's End a Halloween

La festa pagana da cui Halloween ha origine si chiamava dunque Samhain, da Summer's End, fine dell'estate e momento di passaggio all'inverno, quando cioè il bestiame era stato ben nutrito, le scorte per la stagione fredda preparate, ci si poteva riposare e si ringraziavano gli dei per questo. I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, cioè il 31 ottobre, venissero richiamati tutti gli spiriti dei morti e che questi potessero unirsi al mondo dei viventi, così si accendevano falò e si indossavano costumi per allontanare i fantasmi.

Con il tempo e in seguito alle conquiste romane i celti vennero a contatto con i cristiani e, con la sua opera di evangelizzazione, la chiesa tentò di sradicare i culti pagani, senza però riuscirci appieno. La festa di Halloween non fu completamente cancellata, ma in qualche modo cristianizzata con l'istituzione del giorno di Ognissanti, il 1° novembre, e con la commemorazione dei defunti, il 2 novembre. Del resto il nome stesso Halloween, in irlandese hallow een, deriva dalla forma contratta di all hallows' eve, dove hallow è la parola arcaica inglese che vuol dire santo: la vigilia di tutti i santi, quindi.

Dall'Irlanda all'America e ritorno

Verso la metà dell'Ottocento, l'Irlanda fu teatro di una spaventosa carestia, che costrinse moltissimi abitanti ad abbandonare la propria isola e a emigrare negli Stati Uniti, dove questi crearono una numerosa comunità, all'interno della quale furono conservati usi, costumi e tradizioni della madrepatria. Tra queste, anche quella di celebrare Halloween il 31 ottobre. Un'usanza che piacque subito agli americani, che le diedero quasi il carattere e la forza di una festa nazionale, ancora tanto amata anche oggi.

Oggi negli Stati Uniti la festa di Halloween non ha più un significato religioso ma è legata principalmente al consumismo e alla voglia di festeggiare, di mascherarsi da creature mostruose e di colorarsi, soprattutto, di nero, collegato alla morte e alla notte, e di arancione, colore autunnale che evoca la forza e la virtù.

E nel resto del mondo

Ma nel resto del mondo come si festeggia Halloween? Ecco qualche curiosità da tenere a mente. In Messico si celebra el día de los muertos, o giorno dei morti, tradizione culturalmente ricca simile ad Halloween che si svolge l'1 e il 2 novembre. Nel giorno dei morti ci si veste con costumi ricchi di colori sgargianti e luminosi, abbelliti con fiori chiamati cempasúchil . I familiari cantano, ballano, sfilano vestiti da scheletri celebrando la vita e rendono omaggio agli antenati defunti costruendo altari ricoperti di candele, fiori, teschi di zucchero, bottiglie di tequila e fotografie dei morti.

E mentre in Romania la festa di Halloween è legata a doppio filo al mito di Dracula e ai suoi canini acuminati, in Norvegia i bambini vanno in giro per le strade e bussano alle case all'insegna di una versione nordica del ritornello "dolcetto o scherzetto".

Simbolo universale di Halloween resta una zucca scavata, che allude all'intelligenza (pensiamo alle espressioni "sale in zucca" o "zucca vuota") e la cui vera fortuna dipende forse proprio dal fatto che somiglia alla testa umana, di qui il legame con l'intelligenza.