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Il Camilleri che non avete ancora letto

Andrea Camilleri (Porto Empedocle 1925-Roma 2019) 

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Mentre arriva in libreria una raccolta di racconti, in parte inediti, dello scrittore il nuovo numero di Robinson ve ne regala uno. E con Repubblica ecco venti dei suoi romanzi ambientati a Vigàta tra Otto e Novecento
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Nel Fondo inaugurato qualche mese fa in un bell'appartamento a due piani del quartiere Prati di Roma, arredato dalle figlie con i saggi consigli del padre, c'è ancora un tesoro che aspetta soltanto di essere scoperto. Sono decine - ma probabilmente anche centinaia - di racconti, romanzi, documenti, lettere, versi che Andrea Camilleri ha scritto nel corso della sua lunga vita ma non ha voluto - o forse non ne ha avuto il tempo - rendere pubblici. C'è la Vigàta degli anni del fascismo, i sogni di un ragazzino siciliano che vuole emergere grazie alla letteratura, al teatro, alla radio e la televisione. C'è insomma tutto quello che "Nenè", com'era chiamato Camilleri in famiglia e dagli amici, ha realizzato durante una vita che già, di per sé, è un romanzo da Pulitzer.

E dagli archivi inesplorati del Fondo, ecco che la sua storica casa editrice, la Sellerio dell'amica Elvira che lo scoprì orma…

Nel Fondo inaugurato qualche mese fa in un bell'appartamento a due piani del quartiere Prati di Roma, arredato dalle figlie con i saggi consigli del padre, c'è ancora un tesoro che aspetta soltanto di essere scoperto. Sono decine - ma probabilmente anche centinaia - di racconti, romanzi, documenti, lettere, versi che Andrea Camilleri ha scritto nel corso della sua lunga vita ma non ha voluto - o forse non ne ha avuto il tempo - rendere pubblici. C'è la Vigàta degli anni del fascismo, i sogni di un ragazzino siciliano che vuole emergere grazie alla letteratura, al teatro, alla radio e la televisione. C'è insomma tutto quello che "Nenè", com'era chiamato Camilleri in famiglia e dagli amici, ha realizzato durante una vita che già, di per sé, è un romanzo da Pulitzer.

E dagli archivi inesplorati del Fondo, ecco che la sua storica casa editrice, la Sellerio dell'amica Elvira che lo scoprì ormai in tarda età, tira fuori adesso un nuovo libro di racconti intitolato La guerra privata di Samuele e altre storie di Vigàta, in uscita tra qualche giorno, che contiene una serie di racconti, un paio dei quali assolutamente inediti: in tutto sono sei, così perfetti e compiuti da costituire quasi un romanzo.

Robinson, che troverete con Repubblica domani e poi per tutta la prossima settimana in edicola, regala ai suoi lettori uno di questi racconti, quello che dà il titolo al volume, La guerra privata di Samuele, detto Leli, nel quale Camilleri tira fuori i ricordi del suo Primo ginnasio, anno del Signore 1937, una classe di 32 studenti costretta a salutare con il braccio teso i professori che si alternano in classe, come da ordini del Duce. Tra insegnanti indottrinati dai gerarchi e un prete che, durante l'ora di religione, non trova di meglio che insultare Leli, amico del cuore di "Nenè", per la sua imperdonabile colpa di essere ebreo.

Un campionario di orrori e mortificazioni che Samuele e Andrea riusciranno a volgere a proprio vantaggio. Con quella dose di ironia che è un tratto tipico della sterminata opera del maestro di Porto Empedocle. E una conclusione, che naturalmente non riveliamo, che sicuramente vi farà emozionare.
Le altre storie del libro, a partire da La Prova, sono state pubblicate in tempi diversi: L'uomo è forte in Articolo 1. Racconti sul lavoro, Sellerio, 2009; I quattro Natali di Tridicino in Storie di Natale, Sellerio, 2016; La tripla vita di Michele Sparacino in allegato al Corriere della Sera, 2008 e Rizzoli, 2009; La targa, sempre in allegato al Corriere della Sera, 2011 e Rizzoli, 2015.

È proprio vero, dunque, che Camilleri non finisce mai. E chissà quanti altri racconti avremo la fortuna di leggere nei prossimi anni, quando verranno fuori dall'archivio di Prati, custoditi in carpette e faldoni dentro ai quali lo scrittore riponeva, con un ordine quasi maniacale, tutto ciò che annotava.
Non è un caso, dunque, che Repubblica, a tre anni e mezzo dalla scomparsa del maestro, abbia deciso di ripubblicare una serie di romanzi storici e civili di Camilleri, una nuova collana di venti libri che celebrano il talento e l'inventiva dell'autore siciliano. Sono quelli che raccontano l'isola tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento da un osservatorio privilegiato come il borgo di Vigàta, eletto a scenario ideale di storie cariche di ironia, intelligenza e grande cultura.

A partire da Il birraio di Preston, forse il primo grande successo planetario di Andrea Camilleri che, come spesso accade, prende spunto da un episodio reale - la celebre Inchiesta sulle condizioni della Sicilia del 1875-76 - per appassionare il lettore in un susseguirsi di intrighi, delitti e tumulti seguiti alla incomprensibile determinazione del prefetto di Caltanissetta, il toscano Bortuzzi, di inaugurare il teatro di Caltanissetta con una sconosciuta opera lirica. Il birraio di Preston, appunto, testo che scatenerà le proteste della popolazione locale con una serie di polemiche politiche e miserie umane nel contesto di una trama avvincente destinata a prendere una piega tra il comico e il grottesco.

Il primo volume della collana lo trovate già questa mattina in edicola con Repubblica a 8,90 euro oltre al prezzo del quotidiano. Ma la serie continua ogni venerdì. E così l'11 novembre tocca a Il corso delle cose, scritto nel 1978, il primo romanzo di Camilleri con un investigatore protagonista, il maresciallo Corbo, praticamente il "papà" del fortunatissimo Montalbano. Si va avanti poi con La scomparsa di Patò, diventato poi un film con la regia di Rocco Mortelliti, Maruzza Musumeci, una favola nella quale appaiono i nomi di antichi eroi come Ulisse e il mito delle sirene. E ancora, La mossa del cavallo, un giallo in forma di "farsa tragica", Il casellante, ancora permeato dalla cultura greca, il difficilissimo Il re di Girgenti, se non altro perché l'unico testo di Camilleri scritto interamente in siciliano, fino all'antivigilia di Natale quando sarà la volta di quello che, per molti, è il romanzo più geniale del maestro: La concessione del telefono, con un incipit fulminante, uno scambio di lettere tra il protagonista della storia e alcune istituzioni locali, un crescendo di toni e battute al veleno ormai entrato di diritto nella storia della letteratura italiana contemporanea.

Fanno parte della collana di Repubblica anche Un filo di fumo, forse il più "siciliano" dei romanzi di Camilleri, poi Privo di titolo, Il nipote del Negus, La stagione della caccia, La banda Sacco, Le pecore e il pastore, La presa di Macallè, La setta degli angeli, Inseguendo un'ombra, Il sonaglio, La rivoluzione della Luna e La strage dimenticata, ultimo appuntamento con i lettori fissato per il 17 marzo del prossimo anno. Romanzi nei quali l'autore, come detto, partendo da avvenimenti reali di cui trova traccia in documenti e archivi siciliani, costruisce vicende di pura fantasia ricchissime di suggestione. Un espediente che serve a Camilleri non soltanto a raccontare le condizioni sociali ed economiche del tempo, ma anche a far emergere la realtà, la cultura e le tradizioni di una Sicilia che non c'è più.