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Sangiuliano torna a esternare: la cultura sia plurale, finora c'è stata solo la sinistra

Gennaro Sangiuliano (ansa)
A "Breakfast Club" di Radio Capital il neotitolare della Cultura parla di Rai: "Abbiamo avuto fiction su Mimmo Lucano ma non su Fallaci o Montanelli". Poi ribadisce la posizione sulle domeniche gratuite. E sugli attivisti che imbrattano i capolavori nei musei dice: "Misure più severe incideranno sul costo dei biglietti"
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Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, ospite della trasmissione The Breakfast Club su Radio Capital, è tornato su alcuni dei temi che in questi giorni avevano animato il dibattito sul suo dicastero. Prima di addentrarsi su alcune questioni particolari, come la gratuità dei musei in alcune giornate e la crescita degli attacchi alle opere d’arte da parte degli eco attivisti, Sangiuliano ha voluto fare una premessa: "In questi anni il racconto, la narrazione sono stati orientati nella medesima direzione dal punto di vista culturale ma io non voglio sostituire ad una egemonia di sinistra una egemonia di destra".

"Voglio aggiungere - ha proseguito - che voglio favorire un pensiero plurale" per superare "la dittatura del politicamente corretto. Si può fare un film per narrare 'x' ma si può anche fare un film per narrare 'y', così che poi la gente abbia la possibilità di scegliere. Fino ad oggi non è stato possibile. Un esempio? La Rai ha fatto una fiction sul 'sindaco dei migranti' Lucano ma non su Oriana Fallaci, Indro Montanelli o Luigi Pirandello. E questo la dice lunga".

Ha poi affrontato il tema degli attacchi degli attivisti dell'ambiente contro le opere d'arte, definendoli "atti di vandalismo, contraddittori nelle loro finalità: perché la tutela dell'ambiente oggi non significa solo tutelare il mare, un bosco, la montagna, un fiume o un paesaggio ma anche tutelare le opere dell'ingegno umano. Un quadro del Rinascimento o la basilica di San Marco sono parte integrante della natura". E ha continuato così: "Attenti alla demagogia, il livello dei controlli si può alzare - e sicuramente saranno messi più vetri a protezione dei quadri e sarà aumentato il numero dei sorveglianti - ma tutto questo inciderà sui costi e il prezzo del biglietto delle mostre salirà".

Per quel che riguarda la gestione dei musei e la possibilità di ampliare o meno la gratuità di quelli statali, tema sul quale ha dibattuto a distanza con il neo sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi, favorevole ad ampliarla, Sangiuliano ha confermato che intende mantenere le domeniche gratuite: "Le domeniche gratuite vanno assolutamente mantenute; anzi, possiamo anche pensare ad altre giornate gratuite in occasione di momenti storici, come il 2 giugno o il 4 novembre".

Commentando i dati di domenica 4 novembre, ha sottolineato che "è andata molto bene, con oltre ventimila visitatori al Colosseo, quasi diecimila agli Uffizi, oltre ventimila a Pompei. Numeri davvero straordinari. Ed è bello questo coinvolgimento di famiglie e di persone che approfittano di queste occasioni per andare a visitare i musei, perché l'arricchimento culturale è un arricchimento dello spirito che migliora anche il senso civico delle persone".

Commentando la presenza di direttori stranieri nei musei italiani, ha sottolineato che "l'unico discrimine è la bravura. Un direttore può arrivare dalla Nuova Zelanda, dalla Guinea o dal Borneo, l'importante è che sia bravo, efficiente ed onesto". "Il tema della nazionalita' non mi appartiene - spiega - certo, mi sorprende che i direttori dei maggiori musei italiani siano in larga parte stranieri quando noi siamo un Paese con ottime facoltà universitarie e ottimi laureati nel settore. Mi aspetterei anche una certa reciprocità, ad esempio mi piacerebbe vedere un italiano alla guida, ad esempio, del Louvre". Ha aggiunto più tardi, visitando il museo archeologico di Tarquinia, in provincia di Viterbo, che è necessario considerare l’Italia “un unicum al mondo”, derivante dalla stratificazione di tante culture che sono incrociate nella nostra penisola. Dobbiamo valorizzare questa stratificazione. Tutti vanno, giustamente, al Museo archeologico di Napoli, agli Uffizi, al Colosseo, ma dobbiamo immettere nel circuito turistico mondiale anche altre realtà come questa.
"Quella etrusca è una grande civiltà. Abbiamo il dovere di aprire al gran tour, uso una espressione storica, musei come questo".