Cultura

E' morto il giornalista e scrittore Gianni Bisiach

E' morto il giornalista e scrittore Gianni Bisiach
Pioniere della divulgazione storica in televisione, aveva 95 anni
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Un pezzo di storia della televisione italiana, lo dicono tutti ed è incontestabile. Ma è difficile per Gianni Bisiach non individuare anche e soprattutto nella radio il mezzo espressivo più a contatto con il pubblico e in un periodo cruciale, dal 1980 al 1992: ogni mattina con Radio Anch'io, monumentale appuntamento fisso del mattino che era al tempo stesso approfondimento, notizie, opinioni, diretta sul mondo intero, pubblico che partecipava, mentre le cose accadevano e si potevano e dovevano raccontare. Programma che resiste oggi, come c'è ancora il suo Tv7 televisivo, e anche qui siano nel campo del racconto tra cronaca e storia in diretta, producendo sintesi spesso assai efficaci.

Bisiach se n'è andato a Roma all'età di 95 anni: la dedizione alla vita lavorativa, sessant'anni di carriera nei decenni decisivi della storia contemporanea, era talmente insistita da avvolgere la sua vita privata e personale in una sorta di mistero, non ne parlò mai, ne sanno solo gli amici intimi: per il pubblico, quello di un'epoca - dai '60 in avanti - nei quali il monopolio Rai dell'informazione e la consistenza dell'audience, che nessuno chiamava ancora così, erano tali da rendere i protagonisti narratori della situazione degli autentici storici live, nel formarsi degli eventi, nella creazione di miti storico-politici e personaggi da leggenda: nella possibilità, riservata ai migliori, di avvicinarli e renderne le testimonianze. Grandissima presa sul pubblico, equilibrio nel racconto e popolarità assoluta: Bisiach era goriziano, era stato medico - anche a contatto dell'altrettanto mitico Franco Basaglia nel team di lavoro - due lauree, in medicina e chirurgia: e una passione fin lì inespressa per la divulgazione e il racconto della realtà, purché fosse quella costituita dai passaggi fondamentali di una storia, quella del secondo Novecento, in frenetica evoluzione e decisiva per un futuro aperto alla speranza e alla crescita collettiva.

L'approdo in Rai lo trova subito a suo agio, quindi: anche nel cercare e trovare subito uno stile che era quello necessario. L'essenziale sempre, l'importante sempre. Nel 1962 realizza con il giudice Cesare Terranova, poi ucciso dalle cosche, una poderosa inchiesta tv, Rapporto da Corleone, punto più alto per l'epoca del racconto e descrizione del fenomeno mafioso. Di inchieste, documentari, speciali per tv e radio ne collezionerà nel tempo diverse migliaia. Negli ultimi anni furono quattromila le pillole chiamate Un minuto di storia, in onda quotidianamente e che rievocavano in sintesi estrema, ne era un maestro, un evento accaduto nel giorno della messa in onda.

Ma la sua prospettiva fu soprattutto internazionale. I due Kennedy, anno 1969, è uno speciale in due parti che lo porta a conoscere Bob e che verrà usato nelle scuole di giornalismo, non solo italiane, come esempio da seguire. Se i grandi del mondo, incontestabilmente, furono anche i Beatles, nessun problema: Bisiach va e li incontra, raccontando di un colloquio non proprio esaltante, complice una giornata inglese di pioggia fittissima e quasi malinconie diffuse. Ma il senso era quello, i grandi - da Hailé Selassié allo Scià di Persia - da incontrare e raccontare come protagonisti massimi della famosa storia da rendere in diretta a milioni di spettatori. Nel 1960 prepara il lavoro sulle Olimpiadi di Roma e va a incontrare Jesse Owens, eroe nero di Berlino 1936 con il suo schiaffo lungo cento metri in faccia ad Adolf Hitler. E si potrebbe continuare a lungo.

Ovvio, rievocare oggi Bisiach è questione per chi c'era e misurerà ulteriormente lo scorrere del tempo con la scomparsa di un protagonista d'epoca che è facile ricordare se si ha l'età giusta: ma non è solo una questione generazionale, anche qui è storia nel suo compiersi. Le parole di maniera usate ieri da varie istituzioni, in primis il ministero della Cultura, non riusciranno mai, e nessuna rievocazione lo potrà, rendere l'autentica rilevanza e caratura di un modo unico e assoluto in vigore allora. Bisiach se ne va pochi mesi dopo Piero Angela, l'inverno dei patriarchi di quella che fu l'informazione più rilevante per la nostra storia si compie, implacabile.