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Ritrovato un manoscritto inedito sulle prime lezioni di Hegel

Il filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel 
Oltre quattromila pagine di appunti in cui compaiono il tema della libertà, la sua idea sulla differenza tra religione e arte e l’importanza delle opere di Shakespeare. Un tesoro che può farci capire meglio alcuni aspetti del grande filosofo tedesco
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Più di quattromila pagine di appunti su lezioni e conferenze, un vero tesoro di manoscritti, che può farci comprendere meglio alcuni aspetti del grande Georg Wilhelm Friedrich Hegel. In cui compaiono il tema della libertà, la sua idea sulla differenza tra religione e arte e l’importanza delle opere di Shakespeare. È quanto è stato ritrovato dal biografo e studioso del filosofo tedesco Klaus Vieweg nella biblioteca dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.

"La scoperta di questi manoscritti è paragonabile al ritrovamento di una nuova partitura di Beethoven o di un dipinto inedito di Constable", ha dichiarato Vieweg che insegna all'Università Friedrich Schiller di Jena, in Turingia. Si tratta infatti di annotazioni su conferenze precedentemente non documentate, come si legge sul Guardian che ha riportato la notizia, che potrebbero cambiare la percezione di una delle figure principali della filosofia occidentale moder…

Più di quattromila pagine di appunti su lezioni e conferenze, un vero tesoro di manoscritti, che può farci comprendere meglio alcuni aspetti del grande Georg Wilhelm Friedrich Hegel. In cui compaiono il tema della libertà, la sua idea sulla differenza tra religione e arte e l’importanza delle opere di Shakespeare. È quanto è stato ritrovato dal biografo e studioso del filosofo tedesco Klaus Vieweg nella biblioteca dell'arcidiocesi di Monaco e Frisinga.

"La scoperta di questi manoscritti è paragonabile al ritrovamento di una nuova partitura di Beethoven o di un dipinto inedito di Constable", ha dichiarato Vieweg che insegna all'Università Friedrich Schiller di Jena, in Turingia. Si tratta infatti di annotazioni su conferenze precedentemente non documentate, come si legge sul Guardian che ha riportato la notizia, che potrebbero cambiare la percezione di una delle figure principali della filosofia occidentale moderna.

Da una prima lettura di questi appunti infatti, ha dichiarato lo studioso, emergono dettagli interessanti sul pensiero di Hegel, in particolare sui processi che lo hanno portato a formare le sue idee sull’estetica e le sue prime opinioni sulla definizione di arte. Per esempio, emerge chiaramente una nuova comprensione di come il filosofo abbia analizzato le opere di Shakespeare per sviluppare le sue idee.

Le idee e le opere di Hegel sono note per la loro difficoltà. Non a caso il filosofo britannico Bertrand Russell lo ha definito "il più difficile da capire tra i grandi filosofi". Il nuovo ritrovamento potrebbe portare forse un po’ più di chiarezza. Si pensa che queste trascrizioni siano state scritte da Friedrich Wilhelm Carové, uno dei primi studenti dell'Università di Heidelberg dove Hegel insegnò tra il 1816 e il 1818.

Uno dei fogli dei 4.000 appunti di Hegel ritrovati da Klaus Vieweg (Foto: Marko Fuchs/Copyright Archiv und Bibliothek des Erzbistums München und Freising) 

I documenti saranno raccolti in un'edizione commentata da un team di esperti internazionali, guidati da Vieweg e da Christian Illies, professore di filosofia all'Università di Bamberga, in Baviera. "Le parti più importanti dell'opera di Hegel sono conosciute solo attraverso le sue lezioni, quindi gli studiosi hanno cercato a lungo di trovarne le trascrizioni", ha detto Illies. "Diverse sono state pubblicate nel XIX e XX secolo e nel corso degli anni la scoperta di nuovo materiale è diventata sempre meno probabile". Di qui l’eccezionalità di questo ritrovamento dove compare anche la trascrizione di una delle primissime conferenze di Hegel sull’estetica.

"Hegel tenne le prime lezioni di estetica a Heidelberg. E questa è la prima volta che ne è stata trovata una trascrizione" ha detto Illies. Attualmente, infatti, le conoscenze sul pensiero di Hegel sull'estetica provengono da lezioni successive tenute a Berlino, quando il filosofo aveva già rielaborato le sue idee, che furono pubblicate dopo la sua morte dal suo allievo Heinrich Gustav Hotho, utilizzando una combinazione di trascrizioni delle lezioni e appunti dello stesso Hegel. Non essendoci altre fonti con cui confrontarle, ci si è chiesti fino a che punto questo materiale sia stato influenzato da Hotho. Per questo la scoperta delle prime lezioni potrebbe essere ancora più importante.

"Nel testo Hegel definisce l'arte come una via di mezzo tra pensiero e realtà. Suggerisce che la funzione propria dell'arte è l'armonia tra astrazione e realtà", ha detto Vieweg. Non solo. Emerge con più chiarezza la sua idea sulla differenza tra religione e arte nonché un'ampia gamma di temi su cui il filosofo sembra discutere, dalla poetica di Aristotele all'Antigone di Sofocle e alla commedia di Aristofane, all'Amleto di Shakespeare, sino a Goethe e al dramma di Schiller I masnadieri. Infine, per la prima volta, Hegel definisce qui i tre paradigmi della storia dell'arte: simbolica, classica e romantica, e sottolinea l'importanza dell’opera di Shakespeare.

E viene toccato anche il tema della libertà, quello per cui Hegel è forse più conosciuto. “La trascrizione termina infatti ponendo l'accento sull'io, sulla libertà individuale e sulla sua rappresentazione nell'arte. Ci mostra che l'arte contribuisce indubbiamente a un'idea così attuale anche oggi, che l'educazione porta alla libertà", ha concluso Vieweg che deve il ritrovamento al suggerimento di un lettore della sua recente biografia su Hegel. È stato questo a indicargli l'archivio di Friedrich Windischmann, professore di teologia a Monaco il cui padre, Karl Joseph Hieronymous Windischmann, era un filosofo e amico di Hegel. Una lettera tra Hegel e Karl Windischmann dimostra che Carové regalò a quest'ultimo l'insieme dei manoscritti.