Richard Osman: "Ero il re dei quiz, ora scrivo bestseller"
di Claudia Morgoglione , di Claudia MorgoglioneÈ il Gerry Scotti della tv inglese, storico conduttore del quiz show Pointless. Ma Richard Osman aveva un altro sogno: diventare scrittore di gialli. Diventato realtà in pieno lockdown, con il primo episodio della serie Il club dei delitti del giovedì: subito besteseller, già opzionata per lo schermo da Steven Spielberg, ha come protagonista una banda di anziani ospiti di un residence per pensionati, nel Kent. «Ho sempre voluto dedicarmi ai romanzi - confessa l’autore - e sono felice di averlo fatto donando visibilità, e umorismo, alle persone della terza età che il mondo dimentica". E ora esce, per Sem, il capitolo numero tre della saga, Il colpo che mancò il bersaglio, in cima alle classifiche in patria: stavolta i nostri eroi sono alle prese con un mistero che ha a che fare con la televisione.
Richard, cominciamo proprio da questo particolare non certo casuale ...
"Per me è stato divertente racco…
È il Gerry Scotti della tv inglese, storico conduttore del quiz show Pointless. Ma Richard Osman aveva un altro sogno: diventare scrittore di gialli. Diventato realtà in pieno lockdown, con il primo episodio della serie Il club dei delitti del giovedì: subito besteseller, già opzionata per lo schermo da Steven Spielberg, ha come protagonista una banda di anziani ospiti di un residence per pensionati, nel Kent. «Ho sempre voluto dedicarmi ai romanzi - confessa l’autore - e sono felice di averlo fatto donando visibilità, e umorismo, alle persone della terza età che il mondo dimentica". E ora esce, per Sem, il capitolo numero tre della saga, Il colpo che mancò il bersaglio, in cima alle classifiche in patria: stavolta i nostri eroi sono alle prese con un mistero che ha a che fare con la televisione.
Richard, cominciamo proprio da questo particolare non certo casuale ...
"Per me è stato divertente raccontare, nel romanzo, il mondo che conosco meglio: nella storia c’è una gita in uno studio di quiz show, e quando il mio editor è venuto a chiedermi spiegazioni sui dettagli del posto, ero già sicuro di aver descritto tutto nel modo giusto!».
Ma la tv non le bastava?
"Ancora prima di apparire sul piccolo schermo scrivevo commedie per la tv. E visto che da lettore adoro la crime fiction, mi sono orientato su quel genere. Certo, mi rendevo conto che a nessuno interessava una storia nata dalla fantasia di un conduttore televisivo. Ma il successo internazionale del primo romanzo mi ha dato fiducia: piaceva anche fuori del Regno Unito, in luoghi in cui non mi conosceva nessuno".
È a causa di questo exploit che ha lasciato "Pointless" dopo tanti anni?
"Al momento sto ancora conducendo lo spin off Celebrity Pointless, così come House of Games (altro quiz show inglese, ndr). Presentare Pointless è stata una gioia, ma tra libri e tour non potevo farcela. Una delle cose migliori della tv è che lavori in squadra, mentre il mestiere di scrittore ti può fare sentire molto solo. È bello avere entrambe le esperienze".
Tornando ai libri, cosa l'ha spinta a creare un team di detective avanti negli anni?
"Mia madre risiede in un villaggio di pensionati in Sussex: mi sembrava un tipo di scenario perfetto per inscenare un delitto, e poi ho pensato che chi ci viveva avrebbe potuto benissimo risolverlo. Quando lei lo ha letto per la prima volta aveva l'occhio di falco a caccia di eccessive somiglianze tra i personaggi e i suoi vicini, ma alla fine mi ha dato l'approvazione. Il mio scopo era dare vita a una sorta di A-Team (serie tv cult anni Ottanta, ndr), una gang in cui però tutti hanno un'età avanzata".
Ha dichiarato che nel suo Paese gli over 70 sono messi da parte.
"La nostra società è ossessionata dalla giovinezza. La vecchia generazione, che pure ha realizzato cose straordinarie, sembra invisibile al mondo. Ho cercato in qualche modo di riparare a questa ingiustizia, di togliere gli anziani dal cono d'ombra e di riportarli alla luce. È stato divertente mostrarli alle prese con Tinder o con le criptovalute".
In effetti romanzi, film e serie tv su allegri vecchietti si stanno moltiplicando. In Italia abbiamo la serie gialla di Marco Malvaldi.
"Per nulla appariscenti e molto saggi: gli anziani sono per definizione dei perfetti detective. Sono sempre sottovalutati, sfavoriti: perciò le loro imprese danno maggiore soddisfazione al lettore. Inoltre possono muoversi con più libertà, senza pensare alle conseguenze. Come dice una delle mie protagoniste, Elizabeth, a proposito del dissotterrare un cadavere: "Cosa possono fare? Rinchiudere in cella dei pensionati?"".
Altri segreti del suo successo?
"Il motivo principale è che i protagonisti sono familiari e facilmente riconoscibili. E ormai ho tanta dimestichezza con i miei eroi che in ogni circostanza so esattamente ciò che direbbero o come si comporterebbero. Così ne Il colpo che mancò il bersaglio - e non dico di più per non spoilerare - ho inserito dei sorprendenti sviluppi romantici".
Diventare un autore bestseller genera ansia da prestazione?
"Quando lavoravo al primo libro, nel segreto più totale, non sentivo alcuna pressione: se ciò che avessi scritto si rivelava spazzatura l'avrei saputo solo io. Anche il secondo, preparato mentre usciva il primo, non suscitava ancora aspettative nei lettori. Nel terzo è stato tutto diverso: ho sentito un incentivo a non riposare sugli allori, a essere efficace e divertente quanto nei precedenti".
A proposito di divertimento, i suoi vengono definiti "cozy thriller": rilassanti, confortevoli...
"Io amo i romanzi con delitto ma ho sempre voluto realizzare qualcosa che fosse anche pieno di calore e di umorismo. Non ho mai pensato di scrivere un libro molto serio, non è nel mio stile; ma non mi interessa nemmeno pubblicare libri con delle battute buttate lì, tra le pagine. L'umorismo deve scaturire dai personaggi, deve essere naturale. E comunque il lettore deve chiedersi, come in ogni giallo, "chi è stato?"".
Ha appena definito i suoi libri non seri: crede che la distinzione tra letteratura alta e bassa sia superata?
"Io scrivo per tutti. E non credo che dovremmo ancora inseguire le categorie dell'arte superiore o dell'arte inferiore. La distinzione tra cultura elitaria e cultura popolare sta tramontando. Quanto a me, trovo molto interessante che alcuni dei miei fan leggano solo un libro all'anno: è lusinghiero che quel libro sia proprio il mio".
Si mormora che stia scrivendo una nuova saga, in parte ispirata al "Codice da Vinci".
"Ho in programma altri quattro libri. Due sono i primi di una nuova saga che uscirà nel 2024, con protagonisti un padre e una figliastra che indagano su misteri che nessun altro sa sbrogliare, e che girano per il mondo per risolverli. Due invece appartengono al Club dei delitti del giovedì: non sono pronto a dire addio alla gang".
Il libro. Il colpo che mancò il bersaglio di Richard Osman (Sem, trad. Roberta Corradin, pagg. 368, euro 20)